Le 7 strutture narrative che qualsiasi scrittore può usare

Se hai deciso di scrivere un romanzo o lo stai già facendo, che tu sia un improvvisatore o un pianificatore, hai bisogno comunque di una struttura di base per sapere dove stai andando!

Se per esempio provassi a chiederti:

  • Da dove inizi? 
  • Come dovresti gestire la parte centrale? 
  • Come crei un finale clamoroso ?

Una cosa è certa, se vuoi scrivere un buon romanzo hai bisogno di una struttura di base e la buona notizia è che ce ne sono diverse tra cui scegliere.

Di seguito te ne condividerò 7, che hanno funzionato per molti autori best seller. 

Ma ciò che funziona per un autore potrebbe non funzionare per te. Quindi esaminali e cerca di capire qual è quella che più si confà al tuo stile.

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Ecco i contenuti che ho preparato per te.

  1. Cos’è la struttura della storia?
  2. Elementi della struttura della storia
    1. Incipit
    2. L’incidente scatenante che cambia tutto
    3. Serie di crisi che creano tensione
    4. Climax
    5. Fine
  3. Le 7 strutture più usate
    1. Struttura classica
    2. In Media Res
    3. Il viaggio dell’eroe
    4. La struttura dei 7 punti
    5. Il metodo del fiocco di neve di Randy Ingermanson
    6. La struttura in tre atti
    7. L’elemento disturbante e le 2 vie d’uscita di James Scott Bell

Cos’è la struttura della storia?

La struttura sta a una storia come lo scheletro sta al corpo umano.

La struttura che scegli per la tua storia dovrebbe aiutarti ad allineare e mettere in sequenza:

  • Il conflitto
  • Il climax
  • La risoluzione

L’ordine in cui racconti la tua storia determina quanto efficacemente crei drammi, intrighi e tensioni, tutti progettati per attirare l’attenzione dei lettori dall’inizio fino alla fine. 

Elementi della struttura della storia

In giro troverai nomi diversi per i vari elementi, ma in realtà sono i medesimi concetti. 

Tutte le storie includono versioni diverse degli stessi aspetti.

1. Come aprire il tuo romanzo

Inizia con un incipit efficace per la tua storia e stabilisci il problema, la sfida, la ricerca, il viaggio o il dilemma che deve affrontare il tuo protagonista

Il tuo obiettivo qui è quello di coinvolgere il tuo lettore nel personaggio principale e in ciò che deve realizzare: empatia e credibilità.

2. L’incidente scatenante che cambia tutto

L’incidente scatenante è l’avvenimento che tende a sconvolgere l’equilibrio iniziale delle prime pagine e che introduce a breve termine conflitti e tribolazioni e sul lungo termine lascia presagire inevitabili sviluppi.

3. Una serie di crisi che creano tensione

Cosa genera l’atto di decidere?

Cosa ci porta a dire “ok, lo faccio”!

In genere l’essere umano è di per sé tendenzialmente pigro e conservatore, ora non voglio addentrarmi nei meandri delle motivazioni psico-socio-culturali che portano a questo, prendiamolo come dato di fatto, quindi cosa porta l’uomo a decidere per un cambiamento o a intraprendere delle azioni nuove?

Nella maggior parte dei casi una crisi.

Crisi lavorativa, sentimentale ecc… Qualcosa che minaccia di alterare il nostro status quo. E come reazione per evitare che questa forza antagonista ci cambi la quotidianità, facciamo delle scelte, prendiamo delle decisioni.

Spesso istintive. A volte ragionate, ma al 100% specchio della nostra personalità.

Come nella nostra vita, anche nei nostri romanzi accade questo.

 4. Un climax

Non confondere il Climax con la Fine del romanzo. È qui che il tuo personaggio sembra aver fallito e fatalmente tutto sembra senza speranza, ma non è così.

Ci sono i Climax delle scene e il Climax della storia, ognuno a suo modo e con la sua importanza è sempre risolutivo e di svolta. Qui trovi un ottimo esempio di Climax che avviene già nelle prime pagine di un romanzo.

5. La fine

La risoluzione conclude la tua storia. Il tuo protagonista deve avere successo o fallire, in base a ciò che ha imparato dalle crisi e ciò che ha affrontato nei Climax. Questo è anche il punto in cui risolvi le questioni in sospeso, soddisfi e appaghi il tuo lettore.

7 strutture della storia 

1. Struttura classica

Questa struttura è adatta a chi appartiene più alla famiglia degli improvvisatori, che non amano quindi pianificare (anche se una struttura di base ed una direzione la devono avere per sapere dove stanno andando).

L’efficacia di questa struttura è nella sua semplicità e consiste in questi quattro passaggi:

a) Metti il ​​tuo personaggio principale in guai terribili il prima possibile. 

Naturalmente quei guai dipendono dal tuo genere letterario, ma per farla breve, dovrebbe essere il peggior problema possibile a cui puoi pensare.

Per un thriller, potrebbe essere una situazione di vita o di morte. 

In un romanzo rosa, potrebbe significare che una giovane donna deve decidere tra due pretendenti – e poi la sua scelta si rivelerà un disastro. 

E questo problema deve avere una posta in gioco abbastanza alta da reggere per l’intero romanzo. 

Un avvertimento: qualunque sia il dilemma, significherà poco per i lettori se prima non trovano ragioni per preoccuparsi del tuo personaggio. 

b) Tutto ciò che fa il tuo personaggio per uscire da questo terribile guaio non fa che peggiorare le cose.  

Evita la tentazione di rendere la vita facile al tuo protagonista. Ogni complicazione deve avere un collegamento logico con quella precedente e le cose devono peggiorare progressivamente fino a quando… 

c) La situazione sembra senza speranza. 

La situazione è così disperata che il tuo protagonista deve usare ogni sua risorsa e tecnica acquisita per superarla, diventare eroico e dimostrare che le cose non erano così irrimediabili.

d) Infine, il tuo eroe riesce (o fallisce) contro ogni previsione. 

Qui devi decidere tu se ricompensare i tuoi lettori con il finale che si aspettano, oppure no…

2. In Medias Res

Inizia il romanzo mentre gli avvenimenti sono già in corso. La cosa importante è che il lettore deve avere la sensazione di trovarsi già nel mezzo degli accadimenti quando inizia a leggere.

Guarda questo bellissimo inizio In Media Res di La Strada di Cormac McCarthy.

Incipi in media res tratto da LA STRADA di Cormac McCarthy

Cosa fa funzionare l’inzio In Medias Res ?

È tutto nel gancio.

In genere dopo un inizio in media res l’autore durante la narrazione racconta gli accadimenti precedenti, a ritroso.

È proprio quello che accade in La Strada, per esempio.

Il resto della struttura In Media Res è costituito da:

  • Azione sempre crescente
  • Racconto del retroscena
  • Climax
  • Risoluzione

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3. Il viaggio dell’eroe

Schema del Viaggio dell’Eroe, pag. 146 – Christopher Vogler.

Questa struttura è stata elaborata da Christopher Vogler ed è spesso usata per strutturare romanzi rosa, fantasy, fantascienza e horror.

Per esempio Tolkien ha utilizzato la struttura Viaggio dell’eroe per Lo Hobbit.

  • Passaggio 1: Bilbo Beggins lascia il suo mondo ordinario

Bilbo vive una vita serena e tranquilla nella sua Contea, scandita dai ritmi della campagna ed è per questo che inizialmente rifiuta la prima chiamata all’avventura.

Il mago Gandalf (che presto diventerà il suo mentore) lo convince ad accettare la chiamata.

Bilbo lascia la sua sua vita tranquilla, confortato da Hobbit, e si imbarca in una pericolosa ricerca attraverso la Terra di Mezzo, trovandosi lungo la strada in tutti i tipi di guai possibili.

  • Passaggio 2: Bilbo sperimenta varie prove e sfide

Bilbo riesce a mettere su una squadra, insieme a nani ed elfi per sconfiggere nemici come draghi e orchi.

Lungo la strada affronta una serie di prove che spingono il suo coraggio e le sue capacità oltre ciò che riteneva possibile.

Alla fine, contro ogni previsione, Bilbo raggiunge la caverna più profonda, (altro step scandito da Vogler nel Viaggio dell’Eroe) la tana del temibile drago, Smaug, dove si trova l’obiettivo finale della sua ricerca. Bilbo ha bisogno di rubare il tesoro dei nani da Smaug.

Passaggio 3: Bilbo vuole tornare alla sua vita di prima

Smaug è stato sconfitto, ma i nani affrontano un’altra battaglia contro un esercito di orchi. Bilbo viene colpito alla testa durante la battaglia finale e si presume morto, ma non lo è. Riesce a tornare nella Contea, ma non più lo stesso Hobbit che odiava l’avventura. 

4. La struttura dei 7 punti

Chi utilizza questo tipo di struttura consigli di iniziare con la risoluzione e poi di viaggiare a ritroso.

Ciò garantisce un efficace arco di sviluppo dei personaggi.

La Rowling ha utilizzato la struttura dei 7 punti per il suo Harry Potter e la pietra filosofale

I sette punti

  • l’Uncino: il punto di partenza del tuo protagonista 

In La Pietra filosofale , questo è quando incontriamo Harry Potter che vive nel sottoscala.

  • Svolta di trama 1: introduce il conflitto che sposta la storia nel suo punto centrale. 

Harry scopre di essere un mago.

  • Svolta di trama 2: esercita pressione sul tuo protagonista nel processo di raggiungimento del suo obiettivo, di solito deve affrontare un antagonista. 

Quando i troll attaccano, Harry ed i suoi amici si rendono conto di essere gli unici che possono salvare la situazione.

  • Punto medio: il tuo personaggio risponde al conflitto con l’azione. 

Harry ed i suoi amici vengono a conoscenza della Pietra Filosofale e decidono di trovarla prima che lo faccia Voldemort.

  • Svolta di trama 3: una maggiore pressione rende più difficoltoso al tuo protagonista il raggiungimento del suo obiettivo. 

Harry deve affrontare il cattivo da solo dopo aver perso Ron ed Hermione durante la loro ricerca per trovare la Pietra.

  • Svolta di trama 4: sposta la storia dal punto medio alla risoluzione. Il tuo protagonista ha tutto ciò di cui ha bisogno per raggiungere l’obiettivo. 

Quando lo specchio capisce che le intenzioni di Harry Potter sono pure, gli viene data la Pietra Filosofale.

  • Risoluzione: il climax. Tutto nella tua storia porta a questo momento, in netto contrasto con il modo in cui il tuo personaggio ha iniziato il suo viaggio. 

Harry sconfigge Voldemort.

5. Metodo Fiocco di neve di Randy Ingermanson

Se sei uno Pianificatore allora ti piacerà il metodo Fiocco di neve.

Abbiamo già parlato di questo metodo qui.

Il metodo Fiocco di Neve in 9 fasi 

Inizia con un’idea centrale e aggiungi sistematicamente più idee per creare la tua trama, falla cresce proprio come farebbe una palla di neve che cade da una montagna.

  1. Cerca di riassumere in una frase il tuo romanzo (tempo circa 30min.)
  2. Espandilo in un paragrafo completo, descrivendo in dettaglio gli eventi principali (tempo circa 1 ora)
  3. Scrivi un riepilogo di una pagina per ogni personaggio (circa 1 ora ciascuno)
  4. Espandi il punto 2 descrivendo più nel dettaglio gli eventi principali (diverse ore)
  5. Scrivi un riepilogo di una pagina della storia dal punto di vista di ogni personaggio principale (1-2 giorni)
  6. Espandi le descrizioni dei personaggi in grafici completi dei personaggi (1 settimana)
  7. Elenca tutte le scene di cui avrai bisogno per finire il romanzo
  8. Scrivi una descrizione di più paragrafi per ogni scena
  9. Scrivi la tua prima bozza

6. La struttura in tre atti

Questa formula si rifà direttamente ad Aristotele e all’antica Grecia, puoi trovare moltissimo nel libro “La Poetica” e paradossalmente oggi è Hollywood ad usarlo di più.

È il più semplice che puoi usare.

Atto I: il set-up

Presenta i tuoi personaggi principali e crea l’ambientazione .

Robert McKee, (story consultant di fama mondiale) suggerisce di sbloccare questa fase iniziale con il cosiddetto “incidente scatenante” – un problema che fa uscire il protagonista dalla sua zona di comfort e stabilisce la direzione della storia.

Atto II: la fase centrale e il conflitto

Crea un problema che inizialmente può sembrare di trascurabile importanza ma che via via diventa più complesso. Più il tuo protagonista cerca di ottenere ciò che vuole, più sembra impossibile per lui raggiungerlo.

Atto III: la risoluzione

Un buon finale ha:

  • La posta in gioco è alta: il tuo lettore deve capire che il protagonista si gioca tutto e che (un altro) errore provocherà un disastro.
  • Sfide e crescita: alla fine, il protagonista deve essere cresciuto come persona superando una miriade di ostacoli.
  • Una risoluzione: tutte le prove e le lezioni che il tuo protagonista ha sopportato lo avranno fatto crescere, e questa maturità lo aiuterà a risolvere il problema.

Qual è l’ultimo libro o film che hai visto con una struttura a tre atti? A me viene in mente Jurassik Park e a te?

7. L’elemento disturbante e le 2 vie d’uscita di James Scott Bell

Nel suo popolare libro Plot and Structure, Bell introduce questo concetto.

  • L’elemento disturbante all’inizio della storia sconvolge lo status quo, tutto ciò che minaccia la vita ordinaria del protagonista.
  • Via d’uscita 1 spinge il tuo personaggio al centro della storia. Una volta che attraversa questa porta, non si può più tornare indietro.
  • Via d’uscita 2 conduce alla battaglia finale. È un’altra porta di non ritorno, ma di solito porta al disastro.

The Umbrella Academy di Gerard Way utilizza questa struttura della storia.

Dopo aver sentito che il loro padre adottivo è morto ( elemento disturbante), i sei fratelli tornano nella loro casa d’infanzia.

Qui apprendono che il mondo finirà tra pochi giorni (Porta 1). Mentre i fratelli provano tutto ciò che è in loro potere per fermare la potenziale apocalisse globale, creano inconsapevolmente un’altra minaccia tra di loro.

Questo porta a una battaglia finale (Porta 2).

In definitiva qualsiasi sia la strada che sceglierai per il tuo romanzo, sappi che devi usare quella che più senti congeniale al tuo modo di essere.

Spesso faccio riferimento a due diverse modalità di approccio di scrittura: pianificatore e improvvisatore proprio per questo motivo, ma ogni volta però, ci tengo a precisare che nessuno dei due approcci può comunque prescindere dalla una strutturazione anche minima.

Fammi sapere cosa ne pensi di questo contenuto nei commenti!

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