Scrivere

Il se vuole sempre il congiuntivo? Teoria, esempi, trucchi per ricordare

8 minuti di lettura
congiungitvo

Il se vuole sempre il congiuntivo? Bella domanda, anche perché già quando si parla di congiuntivo le cose si fanno difficili. Tuttavia chi scrive, che sia un autore indipendente o che lavori come copywriter, non può assolutamente scivolare su questi errori.

Immagina ad esempio di dover avviare la promozione di un libro e sbagliare il congiuntivo proprio nella sinossi. Non sarebbe di certo un buon biglietto da visita.

È vero che il congiuntivo è forse uno dei tempi verbali più complicati della lingua italiana, ma se hai scelto il mestiere dello scrittore, dovrà essere davvero il tuo pane quotidiano, anche perché, volente o nolente, te lo ritroverai spesso tra le righe. A questo punto però c’è una domanda più che legittima che potresti porti: dopo il se va sempre il congiuntivo o ci sono eccezioni? Come faccio a ricordarmi ogni esempio?

Il congiuntivo cos’è e quando si usa

La prima cosa da specificare è che il congiuntivo è un tempo verbale che si usa per indicare determinate situazioni. Quando introdotto dal ‘se‘ (o dal che) indica eventi ipotetici, ma anche surreali in qualche modo. E in effetti il se si usa con il congiuntivo quando si pongono al lettore situazioni irreali o solo probabili.

Cominciamo a fare qualche esempio pratico.

Immagina di dover scrivere un testo per promuovere un libro che hai appena terminato. Se nel libro fosse ad esempio contenuta un’intervista, ti troveresti nella situazione di dover citare le domande. Potresti quindi scrivere una frase come questa: ‘Nel libro mi hanno chiesto se io sono interessato al book marketing’.

Come vedi nella frase in questione c’è un ‘se‘, che però non è seguito dal congiuntivo.

Ora leggi quest’altra espressione: ‘Nessuno mi ha chiesto se io sia interessato alla promozione di un libro online’. Il concetto è il medesimo, la sostanza la stessa, ma nel primo caso il se non è seguito dal congiuntivo, mentre nel secondo sì.

Qual è la differenza? È proprio la realtà o l’irrealtà della situazione di cui si parla. Nel primo caso all’autore è stato chiesto effettivamente quello che pensa della promozione dei libri sui social, quindi il fatto è reale. Nel secondo caso invece si è trattato di qualcosa a cui l’autore non ha mai preso parte, e cioè alla domanda che nessuno gli ha posto. Poiché all’autore non è stato domandato nulla, la cosa in sé (compresa la sua risposta) non si è verificata.

Ecco, questa è la prima delle distinzioni che puoi fare per capire se usare il congiuntivo o meno dopo il ‘se‘.

Continuiamo con altri esempi che ci aiutano a capire quando al se deve seguire un congiuntivo.

Nel periodo ipotetico non mettere il congiuntivo dopo il se

Ecco un altro esempio concreto in cui ti mostriamo quando non usare il congiuntivo, nemmeno se c’è un bel ‘se‘. Potresti infatti trovarti a dover descrivere un evento certo e reale, che come sai è diverso da quello ipotetico che vuole il congiuntivo.

Entriamo però nel dettaglio.

“Se la promozione del libro andrà male, smetterò di scrivere”, è corretto, perché indica un’azione che avverrà nel futuro al verificarsi di un certo evento. Anche una frase quale “Se ti dico come devi scrivere un libro sul marketing è perché lo so” è corretta dal punto di vista grammaticale, perché l’indicativo in questo caso serve per veicolare un’opinione precisa, e non una situazione ipotetica o irreale.

Anche nel caso in cui tu volessi mettere in bocca a uno dei tuoi personaggi un fatto certo, dovresti usare il se senza il congiuntivo. Ad esempio: “Se la gravità esiste cadremo di sicuro”, è la forma corretta, perché in tal caso il tuo personaggio starebbe parlando di qualcosa di assodato, di certo, e non di un’eventualità.

Non solo congiuntivo, esiste anche il condizionale

Finora abbiamo parlato solo del congiuntivo, mentre esiste un altro tempo verbale, il condizionale, che andrebbe preferito dopo il se. Quindi, al se non segue il congiuntivo quando è più corretto metterci il condizionale.

Il tempo condizionale veicola la probabilità che un evento accada a patto che se ne verifichi un altro (la condizione appunto). È importante specificare la distinzione per non cadere in errore.

Il congiuntivo dopo il se indica un’azione che nella realtà non si è verificata e che molto difficilmente si verificherà (“se gli asini volassero” ne è un buon esempio). Il condizionale invece esprime il fatto che una certa azione si verificherà se prima ne accadrà un’altra.

Ad esempio: “Quando ero piccolo mi chiedevo se sarei riuscito a fare lo scrittore”, è una frase corretta, perché per il verificarsi di ciò che ti chiedevi da piccolo era prima necessario che tu diventassi grande.

Ma in realtà cos’è il ‘se‘?

Cerchiamo di non dare nulla per scontato in questa guida, e quindi soffermiamoci adesso un momento proprio su quella parola che finora abbiamo dato per scontata, e cioè ‘se‘.

Si tratta di due lettere che possono darti letteralmente del filo da torcere, e spesso quando te le trovi davanti potresti restare nel dubbio di cosa usare dopo. Rispolveriamo quindi la cara e vecchia grammatica per specificare alcuni punti chiave che ti possono servire anche come trucco per capire cosa fare quando ti trovi davanti al se.

Naturalmente parliamo della congiunzione e non del pronome riflessivo, ma come si dice ‘nel dubbio è sempre meglio chiarirsi’.

Quindi, il trucco che puoi usare per discriminare l’uso del congiuntivo dopo il se parte proprio dal valore di quella parola nella frase (anche perché il sé come pronome, come puoi vedere, ha l’accento).

Prendiamo spunto proprio dall’uso del se per indicare qualche semplice trucco che potrà esserti utile.

Trucchi e strategie per sapere cosa scrivere

Quando trovi il se, guarda la frase condizionale e capirai cosa usare:

  • se la frase in questione parla di un evento concreto, al se deve seguire l’indicativo: “se piove, mi metto a scrivere”
  • al contrario, se una frase esprime solo una possibilità o peggio ancora un evento quasi irrealizzabile, allora dovrai usare il congiuntivo: “se vendessi un miliardo di copie, mi ritirerei a vita”
  • infine, al se dovrà seguire il condizionale e non il congiuntivo se la frase esprime l’interrogativa indiretta.

Come riconosci l’interrogativa indiretta per togliere il congiuntivo dopo il se? Attraverso la ‘regola delle due D’, cioè la presenza contemporanea di:

  • un verbo come ‘chiedersi, non sapere, domandarsi’ che esprime una Domanda;
  • un Dubbio: ‘Mi chiedo se il mio libro avrebbe venduto’.

Vuoi un altro trucco? Usa il dubbio

A proposito del dubbio, fai attenzione perché potresti cadere in errore. La regola delle due D, che ti indica di non usare il congiuntivo, prevede la presenza contemporanea del verbo che veicola una domanda e del dubbio che esprime. Se invece quel verbo manca, puoi stare tranquillo e usare il congiuntivo.

Quindi: ‘se + dubbio’ vuole il congiuntivo, ma ‘se + verbo di domanda e dubbio’ non lo vuole.

Un esempio? Eccolo: “Se ora scrivessi, non avrei tempo per cucinare”. La frase esprime un dubbio, perché tu in fondo non sai da prima se scrivere ti impedirà di fatto di fare altro. In questi casi, per avere la controprova, usa questo trucchetto. Aggiungi alla frase un’espressione finale come ‘oppure no?’, e saprai di essere sulla strada giusta. Ad esempio: ‘Se scrivessi non avrei tempo per cucinare, oppure no?’. Tutto torna giusto? Ancora: ‘Se domani piovesse potrei scrivere, oppure no?’, e così via.

Conclusioni

Terminiamo questa guida dandoti un piccolo ma utile, se non fondamentale specchietto, su cosa non devi mai e poi mai scrivere. Non basta infatti sapere cosa scrivere per essere un bravo (e buono) scrittore. Forse l’evitare errori grammaticali rappresenta un’eventualità ancora più importante.

Segui questo semplice ragionamento. Stai leggendo un libro e ti imbatti in una frase come questa: ‘Se saresti bravo ti aiuterei volentieri’. Non senti come stride questa espressione? Cosa è accaduto in questo caso Semplicemente è accaduto che dopo il se è stato messo il verbo sbagliato.

Allora, ricorda sempre che devi usare il se seguito dal congiuntivo quando dopo trovi una condizione. Esempio: Sarei molto felice se tu scrivessi un best seller!

Ricorda infine che non dovrai in nessun caso commettere l’errore di cui sopra, scrivendo una cosa del genere: ‘Sarei molto felice se scriveresti un best seller!’.

Qual è l’errore? Non va mai usato il condizionale dopo il se (e quindi va sempre usato il congiuntivo) nelle frasi di questo tipo. L’unica eccezione che la grammatica ci concede è la seguente: ‘Chiedigli se gli andrebbe di scrivere un libro’, o ancora ‘Chiedigli se accetterebbe di farmi un autografo’.

Perché in questi casi è corretto?

Perché si sottende che sia stata fatta una domanda e quella è la risposta, quindi trasforma sempre la frase in ‘Chiedigli se gli andrebbe di scrivere un libro SE glielo chiedessimo insieme’.

Correlati

Ti potrebbe interessare anche:

Umberto Eco Tesi di Laurea

I 6 consigli di Umberto Eco per scrivere una tesi di laurea

Il saggio di Umberto Eco "Come si fa una tesi di laurea" (Bompiani, 1977) parte dai fondamentali, spiegando che cos'è una tesi di laurea Ma, se sei qui,...

come diventare un grande scrittore

I bravi scrittori hanno idee. I grandi un sistema

I "grandi" scrittori prima di diventarlo sono stati "bravi" I grandi scrittori sono troppo idolatrati Gli Stephen Kings, i Tolkien o le Rowiling del mondo...

congiungitvo

Il se vuole sempre il congiuntivo? Teoria, esempi, trucchi per ricordare

Il se vuole sempre il congiuntivo Bella domanda, anche perché già quando si parla di congiuntivo le cose si fanno difficili Tuttavia chi scrive, che sia un...

incipit

8 consigli per scrivere un incipit perfetto per il tuo libro

L'incipit di un romanzo è davvero una delle cose più difficili da scrivere In quest'epoca di gratificazione istantanea, brevi momenti di attenzione e...

Generi letterari: definizione ed elenco

Quante volte sentiamo parlare di "genere letterario" Forse è un concetto poco conosciuto da chi non ama scrivere o leggere, ma che rappresenta un argomento...

font migliore per un libro

Qual è il font migliore per il tuo romanzo?

Scegliere il font migliore per scrivere un romanzo non è così semplice Nel self publishing, la libertà di non avere un editore alle spalle consente agli autori...

Cos'è e come si scrive la prefazione di un libro

Cos’è e come si scrive la prefazione di un libro?

La prefazione di un libro rimane sempre un elemento misterioso: è necessaria È utile Ma soprattutto cos'è e come si scrive la prefazione di un libro È...

Come trovare il titolo giusto per il tuo libro: la guida pratica

Hai finito di scrivere il tuo libro finalmente Dopo mesi e mesi di fatica è arrivato anche il momento di scegliere il titolo giusto e questo è un compito che...

genere letterario horror

Genere letterario Horror. Storia, struttura, temi di un genere amatissimo

Come è nato il genere horror Il genere letterario horror non ha un'origine temporale ben specifica in quanto diversi temi horror sono stati scritti fin...

scrittura creativa esercizi

7 esercizi di Scrittura Creativa da mettere subito in pratica

L’importanza della scrittura creativa Quante volte ti è capitato di andare in libreria e comprare un libro solo perché ti hanno colpito le prime tre o...

Il legame con il Tuo lettore

Il coinvolgimento emotivo del pubblico viene mantenuto grazie all'empatia Se lo scrittore non riesce a creare un legame fra noi lettori e il protagonista, si...

iniziare a scrivere una storia

Quando inizia un romanzo? Quasi mai dalla prima riga.

Se ti chiedessi quando inizia un romanzo Immagino tu abbia alzato gli occhi al cielo e detto: "dall'inizio, ovviamente!" Ok, ti perdono La maggior...

come scrivere un libro

Come scrivere un libro, i 12 consigli di Jerry B. Jenkins

Jerry B Jenkins è uno scrittore e biografo statunitense, autore di oltre 190 libri, 21 dei quali hanno raggiunto la lista dei bestseller del New York Times In...

5 Commenti

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *