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Visto si stampi: cos’è, come si comunica, cosa implica

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Quando si scrive un libro è facile incorrere in errori e refusi: non a caso gli autori si affidano spesso al lavoro di ghostwriter o correttori di bozze per non incorrere in spiacevoli errori tipografici.

La realizzazione di un libro, infatti, attraversa diverse fasi e, come ben sappiamo, la bozza viene rivista più volte prima di diventare definitiva.

Una volta completate tutte le fasi di progettazione, questa bozza è poi destinata alla pubblicazione, dopo che il suo autore ha fornito il “visto si stampi”.

Una bozza è una versione del manoscritto ancora non completa, o comunque da rivedere, scritta ancora a mano e/o battuta già a tastiera. Quando un autore deve scrivere un libro, nelle prime fasi di stesura, difficilmente presta attenzione a errori e refusi. La fase di correzione deve avvenire preferibilmente alla fine del libro, quando i vari capitoli si sono già scritti, rivisti ed eventualmente modificati per migliorare il filone del racconto o della storia.

Queste versioni di bozze, dunque, è facile che contengano errori, o anche semplici refusi causati dal processo velocizzato di scrittura che utilizza l’autore per sbrigarsi nella stesura del testo.

Gli errori oggetto della correzione che effettua l’autore non sono soltanto quelli che riguardano i refusi: spesso l’autore, nonostante legga e rilegga il testo prima di considerarlo finito e “pronto” per la stampa, sbaglia corsivi, righe rientranti, maiuscoletti, l’utilizzo del neretto e altri fattori grammaticali, spesso provocati da una semplice svista.

La fase della correzione della bozza è estremamente importante per il successo dell’opera stessa: è bene che l’autore legga con attenzione il proprio libro prima di pensare di pubblicarlo (e dunque di dare il visto si stampi), come se non fosse il risultato della propria opera intellettuale ma un libro sconosciuto. Cerchiamo di capirne di più su questo argomento, soffermandoci in particolar modo sul cosiddetto “visto si stampi”.

Cos’è il “visto si stampi”?

Il visto si stampi non è altro che un processo con cui l’autore di un’opera fornisce la propria autorizzazione a procedere alla stampa o alla pubblicazione del proprio libro. Dopo aver ricevuto il visto si stampi si procede direttamente alla sua stampa e pubblicazione, usando i file autorizzati dall’autore.

Dopo il processo di controllo sulla presenza o meno di errori nel manufatto, l’autore, in pratica, autorizza alla stampa. Ma perché è così importante fare attenzione che il libro da pubblicare non contenga errori?

L’importanza della correttezza grammaticale dei libri

Dare ai lettori un libro scorrevole e privo di refusi e/o errori ortografici è estremamente importante, perché tali errori, anche se semplici sviste, possono danneggiare irrimediabilmente la credibilità dell’autore.

Capita spesso, infatti, che i lettori, al primo refuso o errore grammaticale, mettano in dubbio la qualità del testo, considerando anche dei semplici refusi come indizi di scarsa precisione e talento, compromettendo il successo dell’opera pubblicata.

Errori nel libro, dunque, vengono facilmente proiettati negativamente sull’affidabilità del suo autore.

Da ciò ben si può comprendere la necessità di dare il visto si stampi, ovvero della sua importanza, in considerazione del fatto che un’opera, prima di essere pubblicata, deve essere controllata per bene per modificare eventuali errori, sbagli e refusi che potrebbe inficiare il valore di un’opera potenzialmente destinata al successo.

Per comprendere bene la finalità del visto si stampi è necessario capire come nasce un libro, ovvero quali sono le figure professionali che se ne occupano.

L’importanza del ruolo del correttore di bozze

Il ruolo del correttore di bozze, come dice lo stesso termine, è occuparsi della lettura di testi, contenuti e libri, allo scopo di rimuovere eventuali errori grammaticali e refusi. Il processo di correzione delle bozze è sempre stato ritenuto fondamentale nella realizzazione delle opere di intelletto: originariamente, i correttori, erano professionisti addetti a una tipografia, e per svolgere questo lavoro dovevano essere dotati di una buona cultura generale.

LEGGI ANCHE >> Qual è la differenza tra editing e correzione bozze?

Come nasce un libro? Tutte le fasi fino al “visto si stampi”

Le fasi che portano alla realizzazione di un libro sono sostanzialmente due: la prima è relativa alla scrittura del testo, mentre la seconda alla grafica.

Durante la prima fase, l’autore o il ghostwriter si occupa di determinare la struttura del testo, ovvero gli argomenti da trattare nel contenuto; mentre durante la seconda fase (chiamata fase dell’impaginazione), si procede a conferire al libro la sua veste grafica.

Se il libro viene pubblicato da una casa editrice, il lungo processo che scaturisce dalla stesura dell’opera vede lavorare insieme editore, autore, grafico, impaginatore, editor e stampatore. Nel self publishing, invece, manca totalmente il ruolo dell’editore, e se l’opera da pubblicare è un eBook manca anche la figura dello stampatore. Lo scopo finale della pubblicazione è quello di dare al lettore un libro scorrevole e piacevole da leggere, scevro da qualsiasi errore.

Durante la progettazione, l’autore, oltre che a pensare alla struttura generale dell’opera deve anche valutare come creare la sua struttura: ovvero sezioni, capitoli, paragrafi e sottoparagrafi. Se l’autore decide di pubblicare il libro tramite una casa editrice, la sua struttura verrà determinata in accordo tra editore e autore. Queste sono le regole basilari per creare un lavoro ordinato e ben organizzato, capace di attrarre potenziali lettori.

Una volta che il libro è stato impaginato si può dare il via alla creazione di una serie di bozze, che dovranno essere attenzionate dall’autore in modo da verificare che non ci siano errori strutturali e di battitura (cosiddetti refusi).

Nel momento in cui le bozze sono state approvate e ritenute corrette da ogni punto di vista, si può procedere con l’invio del “visto si stampi” alla nostra piattaforma di autopubblicazione self publishing, se sceglierai di pubblicare con Youcanprint.

Come dare l’ok alla stampa con Youcanprint?

Per inviare correttamente l’autorizzazione a stampare e consentire al team della nostra piattaforma di effettuare una veloce registrazione e notifica dello stesso (ma anche l’avvio della procedura di stampa), è fondamentale che l’autore risponda all’email inviata a tal fine da Youcanprint (con cui questa invia al cliente i file della sua opera), indicando nell’oggetto la frase “visto si stampi”.

L’autorizzazione, tuttavia, sempre con la dicitura “visto si stampi”, può essere data anche all’interno del corpo stesso della mail, solo che in questo casi i tempi potrebbero essere un po’ più lunghi.

Il visto si stampi può essere comunicato alla piattaforma mandando una semplice email all’indirizzo seguente: [email protected], indicando che, dopo aver controllato con attenzione le bozze ricevute tramite il messaggio di posta elettronica, si fornisce l’autorizzazione ad effettuare la stampa e la pubblicazione del libro (sia cartacea che ebook).

Il cliente, quando invia il visto si stampi, non può chiedere allo stesso tempo altre correzioni, nel senso che il visto può essere fornito alla piattaforma di autopubblicazione solo quando tutto è stato completamente corretto, si è sicuri dell’assenza di errori e di conseguenza le bozze possono andare direttamente in stampa, senza la necessità di effettuare altre modifiche sull’opera.

Ciò significa che il visto si stampi deve essere dato solo nel momento in cui l’autore è sicuro della correttezza del testo da pubblicare, e del fatto che questo può essere stampato senza la necessità di effettuare ulteriori modifiche.

Cosa comporta il “visto si stampi”?

Nel momento in cui la piattaforma di autopubblicazione riceve il “visto si stampi” dall’autore, può procedere alla stampa e alla pubblicazione dei suoi libri, usando i file che lo stesso ha esplicitamente autorizzato.

Per saperne di più sul visto si stampi Youcanprint, leggi qui.

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