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Come realizzare la bibliografia della tesi di laurea?

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come realizzare la bibliografia della tesi di laurea

Come realizzare la bibliografia della tesi di laurea?

Anche se viene spesso sottostimata, la bibliografia della tesi di laurea ne rappresenta una parte importantissima in quanto raccoglie tutte le fonti consultate durante la stesura dell’elaborato e quindi consente alla commissione di valutare realisticamente il lavoro svolto.

Il candidato deve ovviamente essere in grado di padroneggiare molto bene l’elenco dei testi consultati durante la stesura, poiché è anche per mezzo della bibliografia che la commissione dei docenti può valutare l’attendibilità e la validità dell’elaborato.

L’importanza della bibliografia della tesi: a che serve?

Lo scopo di una bibliografia è innanzi tutto quello di offrire i mezzi per approfondire gli argomenti trattati, attestando la qualità del lavoro e l’accuratezza della ricerca svolta.

Uno dei principali rischi in cui può incorrere il laureando è quello del plagio, un reato punibile legalmente che provoca l’immediata sospensione della tesi.

Per evitare un rischio del genere è dunque necessario formulare correttamente l’elenco delle fonti, citando sempre il nome completo degli autori oppure, qualora fosse presente un veto, riportando la formula “autore anonimo” o “autore sconosciuto”.

Soltanto così il candidato può tutelarsi ed essere certo che il proprio elaborato non corre nessun pericolo.

Qualsiasi possa essere l’argomento trattato nella tesi, la bibliografia supporta la validità del tema analizzato, collocandolo a pieno diritto in un contesto culturale o scientifico.

Non appena individuata la tematica della tesi, ogni studente dovrebbe incominciare la ricerca delle fonti consultabili, per poi selezionare soltanto quelle più pertinenti ed esaustive.

In questa fase preliminare, inoltre, è opportuno che egli faccia un repertorio dei lavori pre-esistenti che saranno utilizzati in seguito e che richiedono la formulazione di un elenco preciso e completo.

Una ricerca bibliografica ben fatta serve appunto per identificare tutte le informazioni più interessanti presenti in un determinato settore.

Il metodo più semplice e rapido per portare a termine questo lavoro prevede la consultazione online dei cataloghi presenti nelle varie biblioteche e organizzati secondo il sistema OPAC (Online Public Access Catalogue).

Il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) è un supporto di grande utilità per gli studenti poiché riunisce i cataloghi di tutte le biblioteche Italiane.

Come scrivere la bibliografia della tesi di laurea?

Oltre alle fonti scritte, che sono i lavori dedicati precedentemente all’argomento della tesi, il candidato deve occuparsi di immagini e grafici, metodi validissimi per approfondire l’argomento.

Anche per questi strumenti è necessario citare gli autori o comunque i dati identificativi ad essi collegati.
Le fonti, che possono essere primarie o secondarie, consentono infatti di arricchire la bibliografia e pertanto devono sempre trovare una giusta collocazione.

Una bibliografia può essere scritta con le seguenti modalità:

  • In ordine alfabetico, in cui il nome dell’autore o la citazione del sito seguono l’ordine delle lettere dell’alfabeto: si tratta del modo più semplice e intuitivo di formulazione;
  • In ordine per cronologia, che si basa sulle date di pubblicazione delle fonti, di solito cominciando da quelle più recenti;
  • In ordine per argomento, in cui sono le tematiche simili a venire accorpate in gruppi;
  • In ordine per rilevanza, dove le informazioni più importanti sono le prime ad essere citate.

Anche se non esiste una regola universale per compilare una bibliografia per tesi di laurea, bisogna tenere presente che essa deve elencare non soltanto le fonti citate nel testo, ma anche quelle consultate, seguendo standard di citazione riferibili a monografie, articoli cartacei, articoli digitali oppure contributi tratti da siti internet.

È fondamentale che il candidato imposti la bibliografia della tesi di laurea sulla massima trasparenza in modo tale da offrire alla commissione esaminatrice tutti gli strumenti utili per giudicare il suo lavoro.

La raccolta delle fonti cartacee e di quelle online è il primo passo per impostare correttamente una ricerca bibliografica senza perdere tempo e focalizzandosi sugli argomenti più utili.

La scelta di queste fonti è senza dubbio la fase più delicata dell’intero percorso dato che proprio da esse dipende tutto il lavoro successivo.

Come si citano le fonti in una bibliografia?

Chi si orienta verso una tesi sperimentale generalmente è assorbito soprattutto dalla ricerca scientifica in cui la parte di laboratorio risulta nettamente preponderante sul resto.

Chi invece sceglie una tesi compilativa deve analizzare ed elaborare una notevole mole di fonti, per cui la sua bibliografia sarà necessariamente più ampia.

Quando si citano libri è indispensabile attenersi al seguente schema:

  • Cognome e nome dell’autore;
  • Titolo dell’opera;
  • Luogo e anno di pubblicazione;
  • Casa editrice;
  • Parti utilizzate per l’elaborato.

Quando viene citato un articolo di giornale bisogna menzionare:

  • Cognome e nome dell’autore;
  • Titolo dell’articolo;
  • Titolo del giornale (o della rivista);
  • Data di pubblicazione;
  • Intervallo di pagine consultate.

Quando scrivere la bibliografia della tesi di laurea?

Spesso la bibliografia viene considerata l’ultima cosa da fare dopo le fatiche derivanti dalla stesura della tesi, anche perché molti studenti la considerano soltanto un freddo elenco di fonti.

In realtà la bibliografia da sola può dare un’impattante impressione dell’intero lavoro svolto, soprattutto perché costituisce la parte meglio analizzata dalla commissione esaminatrice.

Si può affermare che la bibliografia sia lo specchio della tesi dato che indica non soltanto le fonti, ma anche le caratteristiche, il livello di approfondimento e di conoscenza per un determinato argomento.

Il momento giusto per dedicarsi alla scrittura della bibliografia è molto soggettivo e relativo al tipo di elaborato, anche la regola generale consiglia di redigerla “in itinere” ovvero durante l’intera stesura.

Pertanto il candidato dovrebbe appuntarsi, volta per volta, tutte le fonti consultate nel corso del suo lavoro, per poi avere gli strumenti migliori per redigerla al termine della tesi.

Sarebbe consigliabile che il laureando si appuntasse a margine della citazione il suo specifico impiego, per avere poi la possibilità di creare una cronologia coerente e attendibile.

Indipendentemente dalla lunghezza della tesi, le fonti bibliografiche devono sempre avere il giusto risalto, non soltanto a livello quantitativo (numero di citazioni), ma anche qualitativo (scelta di quelle più pertinenti).

È chiaro che un lavoro del genere non può essere improvvisato negli ultimi giorni prima della consegna dell’elaborato perché il rischio di realizzare una bibliografia scorretta diventerebbe realtà.

D’altra parte bisogna tenere presente che la mole di lavoro richiesto dalla stesura di una tesi è davvero grande e che il candidato, spesso stanco e stressato dai lunghi anni di studio, si trova impreparato di fronte a questo ennesimo impegno.

Ecco perché può essere di grande aiuto rivolgersi a professionisti del settore che, grazie alla loro qualificazione maturata dopo anni di supporto agli studenti, sono in grado di offrire un valido aiuto nel redigere una bibliografia corretta.

Già durante la scrittura della tesi il laureando può quindi consultare questi esperti che saranno al suo fianco tutte le volte in cui ce ne sarà bisogno.

Come fare una ricerca bibliografica?

Una bibliografia ottimale deve essere completa sia per quanto riguarda la struttura che i contenuti, ovvero non soltanto dal punto di vista formale, ma anche argomentativo.

Grazie alla sua autorevolezza può infatti contribuire a inserire la tesi in un determinato contesto letterario o scientifico, utile al laureato per entrare a pieno diritto nel mondo del lavoro.

Le maggiori difficoltà che lo studente incontra nella realizzazione di una bibliografia sono collegate alla ricerca del materiale didattico che deve essere esaustiva ma non troppo ampia.

Per raggiungere un obiettivo del genere sarebbe necessario possedere una certa selettività capace di discriminare tra le fonti utili e quelle inutili.

Non tutti relatori sono disposti a indirizzare il candidato in questo senso, anche se sarebbe un loro compito impostare, fin dalle fasi iniziali, il lavoro successivo.

La ricerca bibliografica prevede le seguenti fasi:

  • identificare un campo d’azione a cui attingere;
  • Selezionare le fonti più utili;
  • Consultare i testi focalizzandosi sulle parti attinenti;
  • Prendere appunti isolatamente;
  • Integrare gli appunti mettendo in collegamento le notizie;
  • Redigere un indice provvisorio;
  • Integrare le fonti con aggiornamenti selezionati;
  • Redigere l’indice definitivo.

Una volta che il laureando ha seguito questi step in ordine cronologico, la sua ricerca bibliografica può considerarsi conclusa, a meno che non si rivelino disponibili altre fonti più recenti con cui integrare le precedenti.

Si può dire che fino al momento della consegna in tipografia della tesi, il candidato può infatti aggiornare la sua bibliografia.

Un errore che molti studenti continuano a fare è quello di accumulare notizie su notizie senza effettuare una preventiva selezione, in modo tale da trovarsi poi soverchiati da troppe fonti, spesso inutilizzabili.

Non è mai conveniente fare una selezione quando la tesi è già praticamente completata, perché il candidato non ha più la possibilità di modificare la bibliografia, ma soltanto di perfezionarla.

Esiste un preciso collegamento tra le fonti bibliografiche e gli argomenti trattati nell’elaborato, per cui non è possibile modificarlo radicalmente perché l’impiego dei testi di riferimento è stato scorretto.

Occorre una notevole serenità per non venire sopraffatti dall’ansia, una condizione che accompagna tipicamente i laureandi nelle ultime fasi della compilazione del loro elaborato.

Attualmente gli studenti possono contare su un supporto estremamente vantaggioso e finalizzato ad aiutarli (tra l’altro) nella formulazione della bibliografia.

A livello psicologico i candidati vengono pertanto sollevati dal peso di preoccupazioni logistiche che potrebbero sminuire la concentrazione necessaria per focalizzarsi sul completamento e rilettura della tesi.

Sul risultato finale (e quindi sul voto di laurea) incidono molti fattori, tra cui quello psico-emotivo che molto spesso ha un impatto fortissimo sul candidato. Soltanto arrivando al fatidico giorno della discussione della tesi preparato, sereno e sicuro delle proprie potenzialità lo studente può offrire il meglio di sé, ottenendo il massimo riconoscimento accademico e la migliore soddisfazione personale.

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