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Chi sono le donne vincitrici del Premio Strega

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Evento letterario prestigioso, tra i più ambiti e chiacchierati d’Italia, il Premio Strega rappresenta un importante trampolino di lancio. Per anni, molte opere vincitrici sono diventate colonne portanti della letteratura contemporanea come Il nome della rosa di Umberto Eco e Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. È per tale motivo che scrittori e scrittrici di ogni parte dello stivale, con un estro indiscutibile e stili variegati, affollano anno dopo anno speranzosi liste e classifiche, riempiendo le librerie e aprendo nuovi orizzonti.

Dalla sua fondazione (1947) ad oggi, il Premio Strega ha suscitato grande interesse ma anche molte polemiche. Ad esempio, non è passato inosservato che in quasi 80 edizioni sono salite sul podio solo 11 donne. Scopriamo chi sono e con quali opere sono diventate immortali.

1. Elsa Morante (1957)

A 10 anni esatti dalla sua istituzione, il Premio Strega viene assegnato a una giovane Elsa Morante e al suo libro L’isola di Arturo. Lodato e amato per stile e trama, il romanzo di formazione affronta, attraverso il racconto del protagonista, le tematiche della solitudine e dell’ignoto.

Orfano di madre e con un padre assente, Arturo diventa uomo contando esclusivamente sulle proprie forze, comprendendo di non vivere nella realtà immaginaria creata dalla sua fantasia, ma in un mondo non sempre magnanimo fatto di delusioni e illusioni. Innamorato della sua Procida, decide di abbandonare l’isola dopo aver scoperto la verità sul padre.

2. Natalia Ginzburg (1963)

Qualche anno più tardi, l’ambito Premio Strega viene vinto da Natalia Ginzburg con il famoso Lessico famigliare. La trama è ambientata nella Torino degli anni Trenta e Cinquanta del Novecento e racconta la storia di una famiglia di origini ebraiche e antifasciste, i Levi, e delle complicate relazioni tra i suoi componenti. Per descrivere i percorsi di vita e le varie vicende, l’autrice utilizza la parola e, in particolare, dei modi di dire gergali. Il 1963 fu un’edizione molto interessante e agguerritissima: tra i finalisti, infatti, si piazzò pure Primo Levi con La tregua.

3. Anna Maria Ortese (1967)

Con Poveri e semplici, Anna Maria Ortese vince l’edizione del 1967 del Premio Strega. Sebbene a torto non abbia ricevuto grande considerazione dall’editoria contemporanea, il romanzo racconta la storia di un gruppo di 4 persone eterogenee incontratesi per caso a seguito del subaffitto di un appartamento e accomunate dalla povertà finanziaria (ma non solo), dalla speranza e da ideali politici piuttosto vicini, ispirati al socialismo o al comunismo.

Il forte legame che nascerà tra i protagonisti verrà, tuttavia, messo a dura prova da eventi poco felici nel corso del tempo. Poveri e semplici è un testo che merita di essere riscoperto e riletto in chiave moderna.

4. Lalla Romano (1969)

Due anni più tardi, vince il Premio Strega Lalla Romano con Le parole tra noi leggere. Dal grande talento stilistico, l’autrice sbaragliò gli avversari con un romanzo, ambientato in un’epoca a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che tratta il complicato rapporto tra madre e figlio. Il libro continua ancora oggi a suscitare polemiche soprattutto in riferimento all’atteggiamento della mamma.

La donna, di origini borghesi, sofisticata e intellettualmente di sinistra, trasforma nel tempo l’amore per la creatura che ha messo al mondo in un rapporto soffocante e deleterio per la crescita del giovane.

5. Fausta Cialente (1976)

Dopo quarant’anni di successi in ambito letterario, il Premio Strega edizione 1976 andò a Le quattro ragazze Wieselberger di Fausta Cialente, scrittrice, giornalista e traduttrice cagliaritana. Ambientato nella Trieste dell’Ottocento, il romanzo racconta in un magico intreccio tra realtà e fantasia la storia di quattro sorelle che altro non è che quella della sua ramificatissima famiglia. Le quattro ragazze Wieselberger è una panoramica attenta e puntuale della storia di quel periodo.

6. Maria Bellonci (1986)

Per oltre 10 anni l’ambito Premio Strega vide solo uomini sul podio. Nel 1986, però, il riconoscimento andò a Maria Bellonci e al suo Rinascimento privato, un romanzo che ancora oggi appassiona e incanta molti, soprattutto gli appassionati del genere storico. Tra fatti reali e dinamiche frutto della fantasia dell’autrice, viene descritto un mondo cinquecentesco fatto di sfarzo e fascino.

7. Mariateresa Di Lascia (1995)

Nel 1995 Passaggio in ombra di Mariateresa Di Lascia ottiene, tra commozione e ammirazione, l’ambito Premio Strega. Il romanzo scritto nel 1994 e pubblicato postumo da La Feltrinelli dopo la morte dell’autrice stroncata da un tumore, si aggiudicò il primo posto senza però che Di Lascia potesse gioire del risultato ottenuto.

Ambientato in una località del Meridione nel secondo dopoguerra, il libro narra la storia di una donna che, vivendo in solitudine, rievoca in modo accorato e lucido, il proprio passato e quello della propria famiglia. Ed è dal fluire dei ricordi che fanno capolino la madre Anita, il padre Francesco, la zia Peppina, il cugino Saverio i cui destini sono intrecciati alle storie di una comunità.

8. Dacia Maraini (1999)

Tra i nomi più illustri e apprezzati del panorama letterario contemporaneo, Dacia Maraini vinse il Premio Strega 1999 con Buio, una raccolta di 12 racconti dai toni crudi e la tematica forte. Per molti l’opera è il naturale proseguimento di Voci, un romanzo con protagonista la commissaria Adele Sòfia. Scritto in stile giornalistico e privo di commenti da parte dell’autrice, ha come protagonisti bambini traditi e violati da un sedicente amico e dai parenti più cari.

9. Margaret Mazzantini (2002)

Nel 2002 il Premio Strega viene vinto da Margaret Mazzantini e dal romanzo Non ti muovere. Dalla tematica forte e intensa, il libro stavolta affronta la tematica sempre attuale della violenza sulle donne raccontata direttamente dal punto di vista del carnefice. Il successo di questa storia fu tale che, in breve, venne portata anche sul grande schermo da Sergio Castellitto, regista del film nonché marito dell’autrice.

10. Melania Gaia Mazzucco (2003)

Un anno dopo, il riconoscimento spetta a un’altra donna, Melania Gaia Mazzucco e al suo libro Vita. Già nota per essere arrivata finalista al Premio Strega 1996 con Il bacio della Medusa, l’autrice sorprende con un romanzo dai toni dolci e commoventi, ambientato nei primi anni del Novecento. I protagonisti, Diamante e Vita, sono due ragazzini che a causa della miseria delle loro famiglie vengono catapultati in una grande metropoli come New York.

Tradimenti, sopraffazione e violenza vengono soppiantati da occasioni di riscatto e da una vita migliore. Per farcela, i due giovani imparano a contare l’uno sull’altra. Tutto da scoprire, il libro della memoria racconta, in realtà, con grande pazienza e impegno la storia della famiglia Mazzucco. L’opera autobiografica tratta la miseria dell’Italia degli anni che precedono la Grande Guerra, mettendo in evidenza le difficoltà della vita quotidiana e la mancanza di preparazione per affrontare il nuovo Paese.

11. Helena Janeczek (2018)

Penultima vincitrice del Premio Strega, Helena Janeczek sorprende nel 2018 con il romanzo La ragazza con la Leica.

Il libro è una biografia su Gerda Taro, una fotoreporter realmente esistita e nota al pubblico in quanto prima donna ad essere caduta su un campo di battaglia, uccisa nel corso della guerra civile spagnola. L’interessante storia è stata ricostruita analizzando uno per uno i ricordi di chi la conosceva bene e di chi la stimava sia come persona che come professionista. Ragazza ribelle, di origini ebree, affascinante e dalla vita piuttosto ricca di eventi, la Taro lasciò nelle sue foto testimonianza dell’enorme delitto che era stata la guerra degli anni Trenta.

Tra i racconti più significativi e toccanti si colloca senza dubbio quello del compagno Robert Capa, colui che le insegnò a tenere in mano una Leica e a fare di ogni scatto un’opera d’arte, nonché una testimonianza di vita reale. Il libro, oltre ad appassionare il lettore, è la perfetta ricostruzione storica e rigorosa della vita di una delle protagoniste del Novecento. Più che un romanzo, tuttavia, lo si può considerare come un documentario.

12. Come d’aria – Ada D’Adamo

Ultima donna a vincere il Premio Strega nel 2023 è Ada D’Adamo con il suo romanzo Come d’aria. La scrittrice, scomparsa prematuramente, ha vinto il Premio Strega postumo, proprio come la Mariateresa Di Lascia.

Il libro racconta della paura di perdere il contatto fisico con Daria, sua figlia affetta da una grave malattia congenita. Questo sentimento è alimentato dalla scoperta di Ada di essere anch’essa malata, dopo aver compiuto cinquant’anni, quando le viene diagnosticato un tumore. Come d’aria penetra nel cuore dei lettori, avvolgendoli in una danza di amore profondo tra madre e figlia, le cui vite sono legate in modo indissolubile.

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