Guide Pratiche

Le 5 regole da rispettare per la scelta del font

Ben tornati con il nostro nuovo appuntamento settimanale! Oggi si ritorna a parlare di Font. Prima di inoltrarci sulla scelta del font per i nostri libri, dobbiamo mettere in chiaro una questione! Abbiamo consultato la più grande istituzione della lingua italiana: l’Accademia della Crusca. Ma si pronuncia IL FONT o LA FONT?

Voi come amate definirlo? Provate a scriverlo nei commenti di questo post.

In definitiva la versione corretta è quella maschile vale a dire IL FONT!

“Il termine font, che in ambito informatico e tipografico indica “l’insieme completo dei caratteri di uno stesso tipo” (GRADIT 2007), deriva dal sostantivo inglese font ‘fonditura’, a sua volta derivato dal francese medievale fonte ‘fusione’.”

Se vorrete approfondire eccovi qua il link completo:

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/genere-font

Ora ritorniamo a noi, cerchiamo di capire insieme quali font scegliere per il nostro progetto editoriale. Al giorno d’oggi esistono migliaia di font, anzi no molti di più ed è nostro compito darvi qualche dritta da seguire.

La scelta del font può essere fondamentale e per certi aspetti identifica la nostra pubblicazione.

Per mettere da subito le carte in tavola: noi non amiamo particolarmente il Comic Sans! Dovremmo rispettare 5 regole fondamentali per aver una pubblicazione che sia elegante, coerente e consono al tema del libro.

1) Font & Personalità

Ogni font trasmette un messaggio preciso, bisogna avere la pazienza di scegliere quello giusto.

Il font scelto deve comunicare il messaggio che si vuole trasmettere attraverso il libro, quindi vediamo tra questi esempio vi sembra quello corretto: 

Quindi ricordatevi di non scrivere la vostra tesi di Laurea in Comic Sans e viceversa non scrivete l’invito di una festa di compleanno per un bambino di 5 anni con un Impact!

2) Evita i Font di Sistema

Evitate come la peste i font di sistema, quelli che trovate di solito già installati sul vostro PC o MAC. Mi state chiedendo il perché? Provate a rileggere la regola numero 1. Scegliere un Times New Roman o un Calibri o Cambria che sia, vi farà sembrare troppo pigri. Il vostro libro è importante e importante deve essere anche la scelta del font! Quindi datevi da fare e cercate un font adatto. Vi segnaliamo qualche sito qui:

http://www.dafont.com/it/

http://www.1001freefonts.com/

https://www.fontsquirrel.com/

Ora solo l’imbarazzo della scelta, scatenatevi…

3) Usa al massimo due font

Ci colleghiamo alla regola precedente e cerchiamo di mettervi un pò di paletti, altrimenti sembrerà un quadro astratto! Usate per il vostro impaginato al massimo due font, uno per i titoli e uno per il testo. Cercate sempre di essere il lettore, trovarsi 3/4 font diversi crea soltanto confusione e niente più. Il Lettore si deve concentrare sulla vostra storia e non cercare di adattarsi al font diverso della riga precedente. Dovrete “colpire” il lettore per la scelta del font e per l’armonia e la grazia del testo.

4) Combinazioni di Font

Sulla rete esistono migliaia di articoli con migliaia di infografiche al riguardo, ma vi porteremo a consultarne solo due, le più importanti.

Questo semplice schema vi dirà in modo chiaro quali sono le migliori combinazioni di font:

http://www.as8.it/handouts/mixing-typefaces_U&lc1992.pdf 

Questa invece ci ricorda e ci suggerisce le linee guida su come sfruttare i differenti font e creare un’armonia per il nostro testo:

https://www.designmantic.com/blog/infographics/ten-commandments-of-typography/

5) Le dimensioni contano!

Ogni font ha la sua dimensione di leggibilità, ma non esagerate! avere un testo grande vi farà sembrare senza idee, come se voleste riempire la pagina. Una dimensione corretta può essere 12 o 14 pt ma, come detto dipende da vari fattori come il tipo di font e il formato del vostro libro.

Ora iniziate a sperimentare e condividete con noi i  vostri esperimenti tipografici, il vostro prossimo libro dovrà essere elegante e coerente nella scelta del font!

Alla prossima e Buon Self-publising a tutti!

You may also like
Self-publishing: come rendere il tuo libro visibile tra gli scaffali delle librerie
Genere letterario: sceglierlo oppure no?
4 Comments
  • Pietro Sgambati
    Lug 14,2017 at 09:28

    Amo la lingua inglese e a 14 anni quando cominciai a studiare l’inglese divenni immediatamente entusiasta. Detto questo, preferisco usare parole italiane quando posso anziché usare termini stranieri. Per quanto riguarda il carattere (alias font) dipende dalla lunghezza del libro, scegliendo tra 12 e 14. Quando scrivo, ho una sola regola: NON annoiare il lettore, rispettalo. In aggiunta si possono avere altri obiettivi. Non avere paura quando vuoi scrivere: ascolta il tuo cuore e fai funzionare il cervello al meglio. come dicevo prima: prima di tutto abbi rispetto per il lettore.

  • Agato
    Lug 13,2017 at 12:25

    Ciao Francesco,

    puoi esporre i tuoi dubbi sul Cambria? Sarebbe molto interessante conoscere la posizione di un tipografo.

    Io lo trovo buono perché è Serif, si sviluppa verso l’alto, è molto chiaro, soprattutto la parte dedicata ai simboli, e si legge bene sui dispositivi digitali con pochi DPI. Quest’ultima qualità si è dimostrata vera solo in parte in quanto è più leggibile sui dispositivi Windows mentre non lo è sui dispositivi generici (es. Linux), ahimé.

    La mia è stata una scommessa, e ho notato che anche altri autori hanno scelto questo carattere.
    Poi il fatto che si sviluppi verso l’alto fa in modo che, per esempio, delle poesie possano stare su un libro di formato più piccolo senza dover rimpicciolire il carattere, così da non comprometterne la leggibilità.
    Non è una Ferrari ma è una onesta berlina su cui puoi fare affidamento per svolgere nel migliore dei modi il tuo lavoro.

    Detto questo ce ne sono di più eleganti, come il Minion Pro, ma il Cambria è tra i più completi e leggibili, e soprattutto versatili (digitale, cartaceo).

    In ultima analisi un ‘occhio non allenato’ (più o meno qualunque lettore) non distingue granché la differenza tra font Serif, per questo l’utilità conta molto per il prodotto finale.

  • Lug 7,2017 at 09:15

    Ma che vuol dire pigri?
    Times e Cambria sono ambedue font di qualità, non per un caso sono standard.
    Poi ci sono molti altri font di qualità tra cui scegliere, come il Garamond, il Palatino, etc.
    Personalmente ho scelto il Cambria, perché è molto leggibile, relativamente elegante e soprattutto non mi urta gli occhi quando devo leggere ed editare sul mio monitor da xx DPI.
    Times e Cambria e andate sul sicuro. Poi al limite potete chiedere consigli ad un tipografico.
    Comunque qualche suggerimento in questo post sarebbe quasi dovuto, io vi consiglierei di editarlo e di aggiungere qualche buon font.
    Poi se volete cancellare il mio commento, come in passato, fate pure eh… ci mancherebbe. Poi però è ovvio che i post successivi mancheranno di partecipazione. 😉

    • Lug 11,2017 at 19:03

      Ciao Agato! Grazie per il tuo commento.. “che vuol dire pigri?” vuol dire che non bisogna fermarsi al primo carattere che Word o chi per lui ci propone. Senza dubbio Times e Cambria sono di facile lettura sia a video che a stampa. Anche se qualche dubbio sul Cambria io ce l’ho.. soprattutto in fase di stampa, presenta dei difetti di lettura quando ci sono delle doppie. (cioè ll o tt).

      Accolgo la tua richiesta e nel prossimo post ritornerò sull’argomento font e ne suggerirò qualcuno per ogni tipo di pubblicazione! Quindi Stay Tuned e aspetto un tuo intervento!

Rispondi a Francesco Durini Annulla risposta

Your Comment*

Your Name*
Your Webpage