Scrivere un libro: il desiderio di essere importanti

Freud sostiene che alla base di ogni azione umana ci sono due motivazioni di fondo: l’impulso sessuale e il desiderio di grandezza.

Pensaci bene.

Prendi questo concetto e mettilo nell’ultimo libro, film o serie che hai visto.

Fatto?

Io l’ho fatto e (non credo che sia un caso) ma o una o l’altra motivazione le ho trovate motivo scatenante nel 100% delle storie che ho letto o guardato.

Quindi eccoci giunti subito al punto: secondo McKee, una delle domande che deve per forza porsi come obiettivo una narrazione per essere forte ed efficace è proprio questa:

Cosa vogliono i personaggi?

L’arte della Scrittura è anche ripassare e approfondire la psiche umana, capirla meglio e più a fondo ci aiuta tantissimo.

Pensa a Facebook o Instagram, se togli tutto cosa rimane?

Su cosa si basano i social?

Su cosa si basa l’impero creato da questi geni della Silicon Valley?

Sul bisogno umano di sentirsi importanti.

Like.

Più like ricevi, più il tuo senso di gratificazione sale, più il tuo desiderio di sentirti importante è appagato.

Like.

Bene ritorniamo alla Scrittura.

Ritorniamo a McKee, lui sostiene non a torto che un ottimo e infallibile metodo per una efficace narrazione trae la propria forza da elementi potenti quali:

  • Desideri dei personaggi
  • Le forze dell’antagonismo
  • Le svolte
  • Le spina dorsale della storia
  • Le progressioni
  • La crisi
  • Il climax

Ora servirebbero decine di contenuti per esaurire questi argomenti, ma vedi in cima cosa c’è?

Desideri dei personaggi.

Cosa vogliono i tuoi personaggi?

Te lo sei mai chiesto?

Senza inventarci nulla, o arrampicarci sugli specchi ricorriamo al buon vecchio Freud, il quale sostiene che fra le cose che la gente più desidera troviamo (non in ordine di importanza)…

  • la salute e la sua conservazione
  • il cibo
  • il sonno
  • il denaro
  • la vita
  • la gratificazione sessuale
  • la felicità dei figli
  • sentirsi importanti

Questo bell’elenco già potrebbe darci tantissimi spunti per la nostra storia, e se siamo in difficoltà con i desiderata dei nostri personaggi protagonisti o antagonisti, possiamo attingerne a piene mani.

Quasi tutte queste cose sono abbastanza facili da ottenere, tranne una.

Tanto è desiderata, come il cibo e il sonno, tanto è difficile da ottenere.

L’abbiamo già svelata all’inizio (l’ultima dell’elenco).

Dale Carnegie nel suo libro “Come trattare gli altri e farseli amici” racconta a riguardo tantissimi aneddoti e uno di questi è di come l’ex capo della polizia di New York Mulrooney, si divertiva a ricordare che tutti i delinquenti arrestati volevano leggere il giornale il giorno dopo l’arresto per vedere come e se parlavano delle loro “imprese“.

Dimmi come soddisfi il tuo desiderio di importanza e ti dirò chi sei!

E’ questo che forgia il carattere e determina la personalità.

Bill Gates (il tanto odiato) investe centinaia di milioni se non miliardi del suo denaro nella lotta alle pandemie, salvando milioni di vite umane (vedi ebola).

Lo scopo di tutto questo “dire” è sempre il medesimo, la narrazione deve essere fatta apposta per creare identificazione con il lettore.

La scopo narrativo del protagonista (e del suo desiderio di essere importante) è aprire una finestra sulla storia per i lettori: chi legge un libro, o guarda un film o assiste ad un opera teatrale (chissà se ci ritorneremo a teatro) è invitato sin dall’inizio a identificarsi con il protagonista, a fondersi con lui e guardare il mondo narrativo attraverso i suoi occhi.

Per fare questo il protagonista deve poter avere delle qualità/difetti con cui chiunque può identificarsi e che chiunque può riconoscere in sé stesso.

Il desiderio di essere amato, compreso, di riuscire, di sopravvivere, di essere libero, di vendicarsi, di riparare i torti, di sentirsi importante.

Le storie ci invitano ad investire parte della nostra personale identità nel protagonista, per la durata dell’esperienza di lettura.

fonti: Robert McKee (Story) – Dale Carnegie (Come trattare gli altri e farseli amici)

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