Il vero significato di promozione editoriale

personalbrandC’è un modo sbagliato per promuovere il proprio libro, eppure frequentando vari blog e, soprattutto, vari social media, continuo a vedere scrittori promuoversi nello stesso identico modo. Ci sono vari aggettivi per qualificarlo: autocelebrativo, autoreferenziale. È quel suffisso “auto” che stona, che rende la promozione editoriale un fastidio per i potenziali lettori.

Per molti autori scrivere e pubblicare significa salire di un livello, quel livello che, purtroppo, crea un enorme distacco fra lettori e scrittori. Eppure ci sono autori come Joe Lansdale che hanno creato un rapporto coi lettori alla pari. Gli scrittori emergenti dovrebbero prenderlo come esempio.

Una piattaforma per essere online

Il primo punto di partenza è questo: creare un proprio spazio per avere un’identità online. Altrimenti dove cercare lo scrittore? Su Facebook? Certamente, ma prima di tutto uno scrittore va cercato a casa sua: nel suo spazio personale, che non può essere l’azienda di terzi come lo è Facebook e come lo sono altri social media.

Parlo di avere un proprio sito e un proprio blog. Questo spazio, oggi che la rete ha assunto la forma di un costante dialogo, che presenta quasi ovunque toni conversazionali, è irrinunciabile, perché diventa un canale di comunicazione ufficiale dello scrittore del terzo millennio.

Relazioni coi lettori

Se pensi che un blog ti serva per bombardare i tuoi lettori potenziali con la pubblicità del tuo ultimo romanzo, allora stai sbagliando tutto. È ciò che vedo fare spesso, specialmente su Twitter. Un continuo bombardamento di informazioni su come acquistare e leggere il proprio romanzo.

Non è ciò che vogliono i lettori. I lettori di ultima generazione vogliono relazionarsi con uno scrittore. Conoscerlo per apprezzarlo. Un blog serve a creare relazioni coi proprio futuri lettori e così anche i vari social media che frequenti.

Contenuti accattivanti

Cosa attira un lettore in un blog? La prospettiva di leggere qualcosa di interessante. No, il tuo romanzo non è qualcosa di interessante, il tuo romanzo diventerà tale dopo che un lettore si sarà fidato di te.

Non sei un Lansdale, un Camilleri, uno Stephen King. Sei uno scrittore emergente, uno dei tanti autori sconosciuti presenti in Italia. Sei uno scrittore che ha bisogno di un pubblico e c’è solo un modo per crearsi un proprio pubblico: attirarlo con contenuti che possano incuriosirlo, che creino stimoli e discussione.

È il do ut des dei Romani: una legge universale del web.

La promozione editoriale in una parola: interazione

In un’era sempre più connettiva, in una rete sempre più popolata da utenti protagonisti e non più semplici spettatori come un tempo, uno scrittore deve spogliarsi dei vecchi metodi di promozione e vestire la socializzazione che impera oggi giorno.

Adesso il lettore non vuole più limitarsi a leggere le opere di un autore, ma vuole interagire con lui. Lo richiede la tecnologia, che ha abbattuto un gran numero di barriere, lo richiede l’evoluzione stessa del mondo editoriale, lo richiede il mercato di oggi.

Ricorda la prima tesi del Cluetrain Manifesto:

I mercati sono conversazioni.

L’editoria è un mercato, né più né meno. Nel momento in cui decidi di pubblicare il tuo romanzo, stai entrando in un mercato.

Sei pronto per interagire? Sei pronto alla conversazione?

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