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Self-publishing: 6 regole per autopromuoversi con Twitter

Twitter, per come la vedo io, è il più professionale tra tutti i social network generalisti attualmente attivi. Anch’esso, ultimamente si è aperto alla pubblicità e ai post a pagamento, ma, a differenza di Facebook, garantisce una comunicazione più diretta e incisiva.

Anche l‘obbligo di dire tutto in appena 140 caratteri la dice lunga sul suo approccio: niente di superfluo, poche nozioni, ma chiare e precise.

Perché, allora, non sfruttare questo splendido social per far parlare di sé e dei propri libri? Vediamo insieme 6 regole base che potrebbero tornarci utili in tal senso.

1.      Inserisci tutti i tuoi contatti e brandizza

Come in ogni profilo social, anche su Twitter devi curare per bene la parte relativa alla tua biografia e all’immagine. Ok, con Twitter non si possono scrivere poemi come in Facebook o Google+, ma proprio per questo devi fare più attenzione.

Devi riuscire a inserire, in 160 caratteri, o meno, le parole chiave che meglio identificano chi sei e ciò che fai. Sarebbe interessante riuscire a inserire anche un bel link al tuo sito personale, se ne hai uno (e, come sempre, ti consiglio vivamente di averne uno).

Ma non solo.

Devi anche brandizzare per bene il tuo profilo. Cosa vuol dire? Vuol dire inserire una foto che ti rappresenti come miniatura, quella in alto per capirci, e ti consiglio, come sempre, di “metterci la faccia”.

Poi, realizza un’immagine di sfondo che sia d’impatto e ben costruita. E utilizza i colori del tuo brand in tutta la pagina. Insomma: fatti riconoscere.

Ecco, a tal proposito, un piccolo promemoria su come lavorare le immagini, se decidi di fare tutto da te:

  • Dimensione totali dell’immagine nella nuova intestazione: 1252 x 626 px
  • Il tuo avatar deve distare dal bordo superiore dello sfondo di: 48 px
  • Il tuo avatar deve distare da ognuno dei due bordi laterali dello sfondo di: 528 px
  • Le dimensioni del tuo avatar (immagine piccola in alto): 196 x 196 px
  • Altezza della barra orizzontale dove andrà il tuo nickname: 43 px
  • Altezza della barra orizzontale dove andrà nickname, url del sito e biografia: 230 px
  • Distanza tra le due barre: 25 px
  • Distanza dalla seconda barra orizzontale al bordo inferiore dello sfondo: 64 px
  • Per l’immagine di sfondo puoi scegliere diversi formati tra quelli che più si adattano alla maggior parte degli schermi attualmente in uso ovvero: 1024×768 pixel, 1600×1200 px, 2048×1707 pixel.
  • Per gli sfondi, puoi anche sceglierne di pronti e gratuiti su: http://www.custombackgroundsfortwitter.com/gallery/category/free/ oppure http://www.twittergallery.com/

 

2.      Retweet e follow solo se ne vale la pena

Non sentirti in obbligo verso chi decide di seguirti. Non ricambiare il “follow” se ciò che l’altro tratta non ti interessa. Questo, oltre a intasarti la timeline, scredita la tua immagine agli occhi di qualcuno.

Non dare l’impressione di essere una persona che segue tanto per seguire e che retweetta per amicarsi le persone più influenti. Fallo solo se trovi la cosa interessante. Così come per le amicizie di Facebook e Google+, anche i “following” di twitter dicono chi sei.

Occhio.

3.      Cosa scrivere? Largo alla fantasia

Non pensare subito che 140 caratteri (o anche meno, se ne vuoi permettere il retweet senza problemi) sia un limite. Tutt’altro.

Guarda cosa s’è inventato Andrea Maggiolo con l’iniziativa “Vite in 140 caratteri” sull’account @micronarrativa, o cosa hanno fatto TejuCole e MayorEmanuel. I 140 caratteri di Twitter sono, in realtà, un incentivo a fare di meglio, a creare nuove forme narrative e un nuovo modo di raccontare la vita.

E ricorda che Twitter, a differenza di ciò che pensa qualcuno, non è una grande chat, ma un social network che va scorso all’indietro. Bisogna capire che si tratta di un insieme di questioni poste da alcune persone, alle quali altre persone rispondono.

Un social orizzontale, dunque, non verticale, nel quale bisogna andare indietro per capire di cosa si parla. Un social dal profilo associativo, fatto di richiami, analogie, partecipazioni. Non è narrativo nel senso stretto del termine, con un percorso lineare che va verso il futuro.

Quindi, se vuoi utilizzarlo per narrare, inventa qualche bella sperimentazione.

4.      Be social

Come in tutti i social network, devi essere social per avere successo su Twitter. Forse, sembra superfluo dirlo, ma molti credono che basti pubblicare qualcosa per essere seguiti. Magari affollando il proprio profilo con decine e decine di tweet al giorno.

No, occorre interagire, invece.

Interagire tramite retweet, follow, messaggi privati e tutti gli strumenti che il social network dai 140 caratteri ci mette a disposizione.

5.      Come usare @ e #

Si tratta di caratteri speciali che Twitter ci mette a disposizione per raggiungere determinati scopi. L’at (@), ultimamente utilizzata anche da Facebook, inserita prima di un nickname, ci permette di menzionare un profilo Twitter all’interno di un nostro tweet, inviandogli una notifica in tal senso.

L’hashtag (#), invece, inserito prima di una parola o un gruppo di parole senza spazi tra loro, ci permette di renderle immediatamente individuabili sul social network.

L’hashtag ci permette di:

  • Consentire ad altri utenti di collegare i loro tweet al nostro argomento specifico utilizzando lo stesso hashtag.
  • Creare un elenco di tweet concettualmente legati.
  • Promuovere eventi, rendendoli facilmente identificabili, creando delle discussioni attorno ad essi.

Ovviamente, uno degli aspetti più intriganti degli hashtag è che permettono di creare il cosiddetto “buzz”, permettono di generare passaparola virale attorno all’argomento identificato (come il nome del tuo ultimo romanzo, un argomento che in esso è trattato e così via). Ma ricorda: devono sempre essere pertinenti, corti e ben promossi da te.

6.      Come accorciare le URL

Molte volte, un po’ per entrare nel limite dei famosi 140 caratteri, un po’ per comodità, ci torna utile dover accorciare gli indirizzi delle url che inseriamo nei nostri tweet.

Come fare? Ci sono diversi tool in giro che lo fanno, io ti consiglio, su tutti, Google Url e bitly.

Alla prossima e…occhio alla penna ;)!

Roberto Tartaglia

Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale è www.robertotartaglia.com.

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2 Comments
  • Gen 16,2013 at 12:47

    Ciao Angelo, grazie a te.

    Il mio consiglio è quello di imparare ad autopromuoverti da solo, senza delegare ad altri questo lavoro. Questo perché solo tu sai, di volta in volta, cosa va detto e fatto.

    Mettere un compito così delicato nelle mani di altri, a meno che non siano persone davvero esperte e fidate, può risultare pericoloso, in alcuni casi.

  • Angelo Ezio Falconieri
    Gen 11,2013 at 10:49

    Ringrazio per i consigli su esposti, ma io sono completamente a digiuno dei vari termini e di come operare. Se vi fosse un modo o qualcuno che, in modo molto economico, possa farlo per me, gli sarei assai grato.
    Io scrivo romanzi-cronaca di tipo poliziesco o di altro tipo che pubblico da me tramite Youcanprint self-publ. di cui qualcuno anche e-book.

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