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I vincitori del Premio Strega nella storia

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Stavolta vogliamo iniziare il nostro articolo con un quiz: sei pronto?

Ti diamo qualche piccolo indizio: è nato nel 1947, ha a che fare con un liquore famoso prodotto in Campania ed è stato teatro di un feroce diverbio tra Pier Paolo Pasolini e Beppe Fenoglio. Hai indovinato vero? Stiamo parlando del Sancta Sanctorum dei premi letterari italiani, ovvero il famoso Premio Strega che da anni affascina, divide e scatena numerosi rumors tra gli addetti ai lavori ma anche tra i lettori.

Vuoi sapere quali sono stati i vincitori del Premio Strega nella storia? Te lo sveliamo nei prossimi paragrafi!

Premio Strega: la nascita

Era una notte buia e tempestosa.

Ci perdoneranno Washington Irving, Edward Bulwer-Lytton e il buon Snoopy se usiamo uno degli incipit più famosi e inflazionati nella storia della letteratura.

Questa frase ci regala infatti un fermo immagine perfetto per descrivere la situazione del nostro Paese all’alba della nascita del Premio Strega.

Siamo nel 1944, la guerra ha lasciato dietro di sé una scia di sangue, terrore e smarrimento. La parola ricostruzione agita le vene e le mani di tutti ma le anime più sensibili hanno bisogno di un ristoro e di un porto sicuro.

Ci pensa Maria Bellonci, famosa scrittrice e traduttrice, a trovare una soluzione. Insieme al marito Goffredo Bellonci organizza un salotto letterario per scacciare la paura e per illuminare il buio. Durante queste riunioni, alle quali partecipano personaggi del calibro di Moravia, Guttuso e Morante, non si parla di letteratura ma di premi letterari.

Tre anni dopo, nel 1947, nel corso di una delle tante cene organizzate da Bellonci, Goffredo ha un’idea improvvisa: con piglio e coraggio chiede a un amico imprenditore di finanziare un premio letterario con la cifra di duecentomila lire. L’industriale in questione è Guido Alberti, produttore del celebre Liquore Strega. Nasce così il celebre e discusso Premio Strega, un traguardo formidabile per chiunque nutra velleità da scrittore.

Il primo vincitore del Premio Strega

And the winner is… Ennio Flaiano con “Il Tempo di Uccidere”!

Il celebre scrittore romano nonché sceneggiatore preferito da Fellini, è stato il primo a vincere l’ambito premio. Considerato da Moravia un’autentica perla della letteratura, tanto da paragonarlo a La Peste di Camus, “Il tempo di uccidere” è un’allegoria della guerra, un racconto delirante, ironico ma spietato.

Ti sveliamo una piccola curiosità. Nel’autunno 1946, l’editore Longanesi chiede a Flaiano di scrivere un romanzo per il mese di marzo dell’anno successivo. Lo scrittore si mette subito all’opera e, puntuale come un orologio svizzero, presenta all’editore una bozza intitolata “Il coccodrillo”. Longanesi sbuffa, in catalogo ha già decine di titoli dedicati al mondo animale e il rischio è quello di trasformare le proposte della sua casa editrice in una rivista zoologica!

Decide allora di suggerire un titolo provvisorio di sua invenzione. Indovina? Il titolo inventato dall’editore fu proprio Il tempo di uccidere!

La prima edizione del Premio e la premiazione di Flaiano furono organizzate proprio nel salotto degli Amici della Domenica. Ben presto ci si rese conto che il luogo era piccolo e inadeguato: l’illustre comitiva si trovò costretta a scegliere un altro luogo.

Cesare Pavese e Alberto Moravia

Prova a indovinare il libro dal quale è stata presa questa celebre frase:

“Quando tutto è perduto si ritrova noi stessi”.

Facile vero? Stiamo parlando de “La Bella Estate” di Cesare Pavese, un romanzo breve che narra di innocenze e verginità perdute sullo sfondo di una Torino quasi crepuscolare. Pavese vince la quarta edizione dello Strega nel giugno del 1950. Questo traguardo regala fama e notorietà al romanzo ma non riesce a lenire in alcun modo il male di vivere dello scrittore che, dopo pochi mesi, si toglie la vita in un hotel torinese.

L’edizione del 1952 ha visto la messa all’indice di un romanzo considerato scandaloso.

Alberto Moravia pubblica per Bompiani una raccolta di racconti composti nell’arco di 25 anni e l’editore decide di metterlo in gara accanto a nomi del calibro di Italo Calvino, Gadda, Frassineti.

Lo scrittore romano non è convinto, non vuole partecipare e vede nel Visconte Dimezzato di Calvino un’opera meritevole di vittoria. Sta per ritirarsi quando succede l’impensabile. L’Osservatore Romano e il Santo Uffizio mettono all’indice la sua raccolta di racconti, considerata scandalosa e iandatta al pubblico. Lo scrittore a questo punto ci ripensa, si candida e porta a casa una vittoria netta: il suo romanzo risulta il più votato.

Gadda storce il naso e, in una lettera all’amico Contini, afferma che quell’opera non avrebbe dovuto partecipare perché i racconti erano stati già pubblicati altrove.

Celebre la risposta che diede lo stesso Moravia quarant’anni dopo lo Strega. In un’intervista concessa ad Alain Elkann, per la prima volta, parlò di Gadda dicendo “Che debbo dire dei letterati in genere? Meglio tacere”.

Il Premio Strega e le donne

Siamo nel 1957. La prima donna a vincere lo Strega è stata Elsa Morante con “L’isola di Arturo”, considerato come uno dei capolavori del Novecento letterario italiano: la celebre foto che la ritrae accanto alla lavagnetta delle votazioni è diventata il simbolo stesso del Premio.

La storia di Arturo Gerace, il protagonista del libro, conquista la Giuria e Morante ottiene il doppio dei voti del secondo arrivato.

Facciamo un piccolo salto in avanti e arriviamo al 1963, anno in cui Natalia Ginzburg vince lo Strega con il celebre “Lessico Famigliare”. Il romanzo colpisce subito per un particolare. La trama appare discontinua e poco omogenea.

La ragione sta tutta nelle intenzioni di Ginzburg che non voleva scrivere un romanzo ma una semplice raccolta di aneddoti e racconti familiari da rileggere con calma nel tempo. Per nostra fortuna, ci ripensa e pubblica un romanzo che ancora oggi è considerato rivoluzionario per scrittura e intenti.

Le donne che hanno vinto il Premio Strega sono state una decina. Negli anni 80 la stessa Bellonci arriva prima con il suo “Rinascimento privato”, Ricordiamo poi Lalla Romano, Dacia Maraini con “Buio”, Margaret Mazzantini e Melania Mazzucco con “Vita”.

Il romanzo postumo: Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Una delle vittorie più emozionanti è datata 1959, anno in cui viene decretato vincitore Giuseppe Tomasi di Lampedusa con “Il Gattopardo”, un riconoscimento postumo data la scomparsa prematura dello scrittore siciliano.

Questo premio ha il sapore della rivincita, quella dell’editore Feltrinelli, di Elena Croce e Giorgio Bassani, che credettero fermamente in un romanzo che fu rifiutato sia da Mondadori che da Einaudi.

“Il Gattopardo” porta a casa l’ambito premio e non solo. Il record di vendite, circa 100.000 copie, lo incorona primo best-seller italiano. Da quel momento in poi, le vicende del principe Fabrizio di Salina, Angelica Sedara e Tancredi di Falcone entrano nell’immaginario comune.

Luchino Visconti gira un film tratto dal celebre romanzo. Il cast? Stellare a dir poco: Claudia Cardinale, Burt Lancaster e Alain Delon!

Piccola nota a margine: il primo posto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa emoziona tutti tranne un piccolo gruppo di scrittori. Pier Paolo Pasolini si mostra stizzito e alquanto arrabbiato con il verdetto della giuria. Vuoi saperne di più sul rapporto tra il celebre scrittore romano e il Premio Strega? Leggi il prossimo paragrafo!

Pasolini e il Premio Strega

Pasolini è stato protagonista di diverse querelle riguardanti il Premio. La più famosa è senza dubbio la lite con Beppe Fenoglio.

Ogni anno le case editrici devono proporre il proprio candidato ufficiale. La Garzanti, nello specifico, si trova a dover scegliere tra Pasolini con “Ragazzi di vita” e Fenoglio con “Primavera di bellezza”.

Dopo un’attenta riflessione, il comitato editoriale sceglie Pasolini ma due componenti degli Amici della Domenica, Anna Banti e Roberto Longhi, preferiscono Fenoglio. L’autore de “Il Partigiano Johnny”, forte di questa “difesa” non si tira indietro e Pasolini non lo perdona. I rapporti tra i due si interrompono definitivamente.

Ti raccontiamo anche di un’altra lite. Nel 2009 lo Strega viene vinto da Tiziano Scarpa con “Stabat Mater” che supera di un voto il secondo arrivato, Antonio Scurati con “Il bambino che sognava la fine del mondo”.

Le scintille tra di due iniziano nei giorni precedenti la finale e continuano fino a qualche mese dopo quando Scarpa, nel corso di un’intervista a un celebre periodico, definisce l’avversario un greve soldato mediatico. Immediata la risposta di Scurati che accusa il collega di essere un finto alternativo.

Il Premio Strega e Le Monde

Cosa hanno in comune il Premio Strega e Le Monde? Te lo diciamo subito: Umberto Eco con Il Nome della Rosa. Il celebre quotidiano francese infatti ha inserito il romanzo nella lista dei 100 libri del secolo.

Il capolavoro di Eco è arrivato primo nell’edizione Strega del 1981, è stato tradotto in 40 lingue e ha venduto più di 50 milioni di copie. Eppure, nonostante il successo, questo romanzo non è mai piaciuto al suo autore che, nel corso di un’intervista, afferma “Io odio questo libro. Ho scritto sei romanzi, i successivi cinque mi sono venuti molto meglio”.

Lo strano caso di Lucio Mastronardi

Siamo in dirittura d’arrivo. Citare tutti i vincitori del Premio Strega nella storia è davvero impossibile. All’appello mancano Dino Buzzati con il romanzo “Sessanta racconti”, Mario Soldati, Carlo Cassola, Giuseppe Pontiggia, Paolo Cognetti, Ammaniti.

Vogliamo raccontarti però un ultimo aneddoto che ha toccato il Premio Strega. Gli ultimi saranno i primi, si dice spesso, e qualche volta questa frase diventa quasi profetica. Pensa ad artisti del calibro di Zucchero e Vasco Rossi che a Sanremo si sono piazzati nelle ultime posizioni.

Nello Strega è successa la stessa cosa. Nel 1962 Lucio Mastronardi partecipa per Einaudi con il romanzo “Il maestro di Vigevano”. Arriva ultimo perché riceve pochissimi voti. Eppure, il testo ha un enorme successo di vendite grazie ad Alberto Sordi che decide di trarre un film proprio dall’opera di Mastronardi. Strano il destino vero?

In conclusione, il Premio Strega è davvero il Gotha per ogni scrittore, un traguardo che fa sognare e anima la penna di chi ha qualcosa da raccontare.

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