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I 7 consigli di scrittura di William Shakespeare

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Ancora oggi, a distanza di quasi 406 anni, le opere del drammaturgo e poeta William Shakespeare sono ancora drammi di fortissimo successo.

Teatro, musica, film, serie tv, i riferimenti ai suoi capolavori letterari sono stati ripresi e messi in scena in ogni versione possibile ed inimmaginabile. 

Le sue storie ci fanno ancora emozionare, perché nonostante tutto i suoi valori rimangono intatti, inscalfibili dalla potenza e dall’immensità del tempo.

In una parola, sono universali, e per questo motivo vivranno in eterno. 

Romeo e Giulietta, Amleto, Macbeth, Re Lear, Otello: tutte queste opere rappresentano l’umanità in tutte le sue sfaccettature, soprattutto quelle più oscure, che ancora oggi sono in grado di insegnarci qualcosa e farci riflettere.

I personaggi di Shakespeare sono l’incarnazione dell’eterna lotta tra deboli e forti, poveri e ricchi, vecchia generazione e nuova generazione. 

Un contrasto sempre vivido, sempre presente, che viene proposto in diversi contesti, per farci immedesimare ancora di più in quelle realtà che, in un modo o nell’altro, ci rappresentano ancora. 

Questi sono solo alcuni degli aspetti che rendono Shakespeare un autore immortale, un genio assoluto che tutti gli scrittori, anche oggi, dovrebbero prendere come esempio.

Ma quali consigli e tecniche di scrittura puoi apprendere oggi da un mostro sacro come lui, per diventare un autore migliore?

In questo articolo, ti parlerò dei 7 consigli di scrittura che puoi trarre dalle opere di William Shakespeare, per rendere i tuoi racconti unici, coinvolgenti e sempre attuali.

1. Scrivi di eventi e personaggi storici reali 

William Shakespeare prestava molta attenzione al mondo che lo circondava.

Dal re al duca, dai contadini agli servi, nei suoi drammi, tutti i personaggi venivano descritti con un accuratezza nei dettagli da sembrare reali, vivi, presenti in carne ed ossa.

Rappresentano uno spaccato reale dell’Inghilterra che ha vissuto, un vero e proprio documentario scritto, una fotografia nitida di tutti i costumi, i drammi e le passioni di quei tempi.

Per enfatizzare e rappresentare ancora di più questo realismo, Shakespeare dava tantissima importanza anche al lessico, alle espressioni usate dalle persone e ai pensieri popolari.

Il suo focus quindi non era semplicemente raccontare una storia, ma riportare su carta una realtà che fosse il più vicina possibile a quella che vedeva ogni giorno con i suoi occhi.

Un consiglio che potresti prendere spunto nelle tue storie è senza dubbio questo.

Prova a scrivere di eventi e personaggi storici reali, concentrandoti su come vedi e vivi il tuo spaccato di mondo. 

In questo senso, non sentirti in dovere di descrivere un certo fatto storico o di essere vincolato ad un certo tipo di personaggio.

Al contrario, sfrutta la tua creatività per creare delle figure eccentriche, o addirittura comiche, come ha fatto Shakespeare con Falstaff nell’Enrico IV, per descrivere il mondo con più punti di vista diversi.

2. Non rimanere troppo chiuso con la lingua, esplora sempre nuovi aspetti 

Uno degli aspetti che rende William Shakespeare così unico è il linguaggio che ha utilizzato.

Un linguaggio nuovo, semplice ed elegante, ricco di dialoghi, metafore, aforismi, figure retoriche e, addirittura, vocali e sintassi innovativi.

Shakespeare è considerato l’inventore dell’inglese moderno, e molte delle frasi e delle parole che utilizziamo oggi le ha create proprio lui.

La cosa sorprendente di Shakespeare era la sua capacità di giudizio e occhio critico verso la quotidianità, verso gli usi e i modi di dire della realtà che osservava, a come riusciva a rielaborarli a suo piacimento.

In questo senso, prova anche tu a giocare e a sperimentare aspetti diversi della lingua, prendendo sempre spunto dal presente.

Sentiti libero di provare anche a creare nuove parole o nuove frasi, dandogli però il giusto contesto.

Insomma, esplora il linguaggio, osa, divertiti, lasciati andare. 

3. Segui una struttura precisa 

La maggior parte delle trame, comprese quelle di Shakespeare, seguono una formula relativamente semplice, ma davvero efficace.

Non a caso, i suoi meccanismi drammaturgici e gli archetipi narrativi vengono ancora utilizzati oggigiorno. 

Non c’è una vera e propria formula fissa, ma ci sono sicuramente delle costanti che rendono i suoi racconti avvincenti ed emozionanti, molti dei quali ripresi dal teatro greco.

Tutto ruota sui tre momenti scenici della tradizione: esposizione, conflitto, catastrofe-risoluzione.

Nell’esposizione, Shakespeare introduce i suoi personaggi e crea la scena, lo “stage” su cui si esibirà la storia. 

In questa fase, verrà introdotto anche l’obiettivo, lo scopo del protagonista e dei personaggi.

Nel conflitto, la storia arriverà ad un apice in cui viene introdotto un problema, un ostacolo che i nostri personaggi dovranno affrontare per raggiungere l’obiettivo.

Questa fase è davvero cruciale, perché è dove i lettori possono immedesimarsi meglio con i personaggi ed emozionarsi di più. 

Come abbiamo ampiamente descritto in questi articoli, Scrivere un libro: il conflitto sullo Sfondo e La legge del conflitto nella scrittura, il conflitto, in questo senso, rappresenta il fulcro di tutto, e senza di esso non ci sarebbe nemmeno la storia. 

Shakespeare ci ha regalato nelle sue opere tantissimi drammi e problemi che ancora oggi sono molto efficaci e potenti, che nella maggior parte dei casi si conclude con una tragedia.

Nell’ultima fase, attraverso diversi colpi di scena, si arriverà quindi ad una risoluzione che, come nella vita, può essere felice o drammatica.

È importante quando scrivi mantenere una certa struttura, in modo tale da avere un quadro sempre completo di tutto ciò che devi creare. 

4. Non aver paura della morte

La vita, si sa, è fatta di gioie e di dolori.

Se vuoi raccontare per bene una storia nella sua interezza, devi saper introdurre anche il tema della morte, senza alcuna paura. 

La morte fa parte di tutti noi, è una costante che non potrà mai cambiare, e bisogna accettarla. 

Per questo motivo, non aver timore di far morire i tuoi personaggi, o addirittura far morire il tuo protagonista.

5. Metti sempre un po’ di “amore” nelle tue storie 

Il tema amoroso è un elemento quasi imprescindibile nelle storie di William Shakespeare e dei suoi personaggi. 

La cosa bella dell’amore in scrittura è che puoi declinarlo e raccontarlo sotto forme e vesti diverse: 

Un amore non corrisposto, un amore conflittuale, una gelosia d’amore, un amore predestinato, o persino un amore segnato dalla morte, come nel caso di Romeo e Giulietta

Nella vita, in un modo o nell’altro, tutti noi siamo legati dall’amore e dalle mille emozioni che esso ci può provocare, da quelle più belle a quelle più distruttive.

Quando non sai di cosa trattare quindi, pensa al tema amoroso, e andrai sempre a colpo sicuro! 

6. Crea sempre tensione tra i personaggi

Una cosa in cui era davvero bravo William Shakespeare è senza dubbio creare conflitti e tensioni fortissime tra i suoi personaggi.

Prova solo a pensare all’Otello e alla sua morbosa gelosia nei confronti di Desdemona. 

Un amore tormentato e devastante che porterà il protagonista alla follia. Non a caso è diventato l’archetipo della passione amorosa che, sviata dalla gelosia, conduce all’autodistruzione.

A proposito di amore, non possiamo non citare Romeo e Giulietta, un ricettacolo di conflitti e tensioni perenni che troverà come unica uscita la morte.

Dallo scontro tra Romeo e la società alla guerra interiore per i suoi sentimenti non rispettati, Shakespeare all’interno di questa tragedia non si è per niente trattenuto.

E che dire poi di Amleto? Forse la storia di vendetta più famosa di tutti i tempi. 

Ma questi sono solo alcuni esempi.

Shakespeare ci andava giù pesante quando si trattava di conflitti, perché sapeva quanto fossero importanti all’interno di una storia. 

Non basta però buttarla dentro senza criterio, la tensione bisogna saperla creare bene. Ne abbiamo parlato in questo articolo: Come creare tensione nella tua storia.

Trova un modo in cui i tuoi personaggi si possano scontrare.

Non deve essere per forza una cosa “fisica” o fatale, può essere anche ideologica. 

La cosa importante è che si creino più punti di riflessione, più personalità forti che si scontrano e portano avanti i loro ideali, sbagliato o giusti che siano.

7. Non rinunciare mai al mistero 

Uno dei tratti caratteristici di William Shakespeare è senza dubbio il mistero che genera nei suoi racconti.

Personaggi velati, nascosti, travestiti, che fuggono dalle vicende e risultano impossibili da rintracciare.

Inserire degli elementi di mistero, come travestimenti, scambi di identità e simili, ti permette di creare curiosità, agitazione, emozione e confusione nei tuoi lettori. 

Ricorda: non devi mai dare le risposte fin da subito, o fornire elementi compromettenti che rischiano di svelare le vicende della tua storia. Non c’è niente di peggio che di un racconto facilmente prevedibile.

Questo trucchetto semplice, ma potente, ti offre opportunità e modi per intrigare ancora di più la storia, inserire personaggi e intrecci narrativi unici e crea quel senso di tensione che porta i lettori a restare incollati nelle tue pagine.

Conclusione 

Questi sono solo 7 dei consigli che puoi trarre dai testi di William Shakespeare. 

Gli spunti e le idee su cui fare spunto sono pressoché infiniti, puoi davvero sbizzarrirti e provare diversi stili, forme e temi.

Shakespeare è in assoluto uno degli autori più importanti nella storia, un maestro immortale che, in un modo o nell’altro, ha ancora molto da insegnarci.

E tu, cosa ne pensi? Conosci altri consigli che puoi tirare fuori dalle sue opere? Fammelo sapere nei commenti qui sotto, sono davvero curioso!

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