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Come inviare un manoscritto ad una casa editrice?

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come inviare manoscritto casa editrice

Sei uno scrittore e ti stai chiedendo come inviare un manoscritto ad una casa editrice? I fattori da considerare sono tanti. Se ti poni questa domanda hai sicuramente già fatto l’editing e quindi il tuo manoscritto è già revisionato e sistemato sotto ogni punto di vista, dall’ortografia alla grammatica, fino alla sintassi.

Prima di pensare di inviare un manoscritto a una casa editrice devi controllare che tutto funzioni: ambientazione, personaggi e sviluppo narrativo, ed è importante che il testo, per avere successo ed essere destinato alla pubblicazione, deve essere ben strutturato e argomentato.

Ma come si può proporre un manoscritto a una casa editrice? Ci sono alcune regole di cui tenere conto per evitare che il proprio testo non venga preso in considerazione. Vediamoli insieme.

Inviare un manoscritto: cosa valutare?

Prima di tutto dobbiamo riflettere sul lavoro che un editore si trova a fare quando riceve un manoscritto da valutare per l’eventuale pubblicazione: questo con molta probabilità riceve ogni giorni molti lavori editoriali, se non rispettiamo alcune regole fondamentali è probabile che il nostro testo nemmeno venga letto.

Un editore è infatti un imprenditore che, una volta letto il testo ricevuto, deve capire se convenga o meno investirci sopra e pensare a un’eventuale pubblicazione. Un editore non è un’agenzia che ci dà un servizio, ma un’impresa a tutti gli effetti, e che come tale deve fare delle considerazioni preliminari circa la convenienza o meno della pubblicazione.

Chi investirebbe su un lavoro destinato a non divenire proficuo? Nessuno. Premesso ciò dobbiamo soffermarci sul termine “manoscritto”, ovvero fare qualche considerazione preliminare.

Se andiamo a ricercare il significato strettamente letterale di questa parola, notiamo che il concetto si riferisce a qualunque lavoro non ufficialmente stampato o riprodotto. Ciò significa che un manoscritto è un’opera inedita, parola che tradotta dal latino significa “scritto a mano”. Oggi in realtà questo concetto può essere molto fuorviante, si tratta di un termine molto comune nel parlato e linguaggio editoriale, ma che va considerato nella sua correttezza: oggi un manoscritto, generalmente, si riferisce a un contenuto scritto da un autore, e mandato a un editore per la sua valutazione e dunque l’eventuale pubblicazione.

Ma oggi è risaputo che i manoscritti devono essere inviati da un computer, ovvero scritti e stampati formalmente con una tecnica che esclude l’uso della grafia manuale. Alcuni autori continuano anche oggi a utilizzare macchine da scrivere o persino la grafia a mano, ma non è detto che si tratti di una scelta strategica azzeccata: gli editori in genere stilano delle linee guida ben precise per l’invio dei manoscritti, ed è bene non trascurare questo fattore.

Specifichiamo questo perché quando si tratta di mandare un contenuto a un editore è sempre bene evitare di scriverlo a mano, preferendo sempre il computer. Difficilmente un editore deciderà di leggere un contenuto scritto a mano da un autore, per quanto possa essere ordinata e facilmente leggibile la sua grafia. Questo è dunque il primo consiglio fondamentale da seguire per avere la possibilità di vedere il proprio contenuto editoriale pubblicato: scriverlo al computer.

Una regola fondamentale: seguire le direttive della casa editrice nell’invio del “manoscritto”

Con l’avvento del web tutti sono ormai diventati “social” e difficilmente una casa editrice non possiede almeno un sito internet informativo e dedicato alla propria attività editoriale.

Ormai quasi tutti gli editori pubblicano sulle loro pagine di riferimento le direttive che gli autori, scrittori emergenti o meno, devono seguire per poter essere presi in considerazione in una eventuale pubblicazione.

Per poter inviare un manoscritto bisogna tenere conto di queste direttive: la sezione informativa si trova spesso nell’home page del sito online della casa editrice, e generalmente viene indicata con un link del tipo: “Invio manoscritti”, o semplicemente “contatti”. È importante seguire con attenzione queste direttive, altrimenti difficilmente si verrà presi in considerazione e il lavoro rischia di non essere mai letto. Ma di che tipologia di direttive si tratta, generalmente?

Le regole relative all’invio del manoscritto

Solitamente le regole che una casa editrice fissa per l’invio dei contenuti da valutare per la pubblicazione, riguardano l’impaginazione o, in alcuni casi, il materiale stesso da inviare.

Ci sono case editrici che specificano esplicitamente nelle loro linee guida di non gradire l’opera completa, ma di preferire una sorta di sinossi breve ma esaustiva, che permetta loro di farsi un’idea del contenuto dell’opera senza leggerla nella sua interezza.

Spesso l’editore specifica che in base alla valutazione preliminare del lavoro verrà deciso o meno se chiedere all’autore l’invio del lavoro completo. Ovviamente non ci sono regole assolute al riguardo: altre case editrici, infatti, chiedono all’autore di inviare il contenuto completo, e non una semplice sinossi. Si tratta di dettagli che, generalmente, vengono indicati nel sito web della casa editrice. Soffermiamoci adesso su alcune regole generale da seguire nell’invio di un manoscritto.

L’impaginazione

Questo dato, così come gli altri, potrebbe essere indicato nelle linee guida del sito dell’editore. Se così non fosse consigliamo di usare il carattere “Times New Roman”, con una grandezza di “14” e con paragrafi giustificati, con interlinea “1,5” e senza utilizzare alcuna spaziatura tra i paragrafi.

È consigliabile usare un rientro di 0,5 cm della prima riga di ogni paragrafo. Per quanto riguarda il titolo di ogni sezione, invece, è preferibile usare la grandezza “18”, sempre in Times New Roman, magari in grassetto. Se l’editore specifica di preferire il contenuto in forma cartacea, è meglio evitare fogli liberi (è consigliabile evitare anche la stampa “fronte-retro”).

Nel caso in cui invece l’editore specifichi di desiderare il materiale in formato elettronico, è bene rispettare le direttive indicate sul sito internet in relazione al formato dei file da mandare (saranno certamente file di Microsoft Word, e dunque DOC o DOCX).

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12 errori di impaginazione più comuni (e come evitarli)

La sinossi

La sinossi non è altro che un riassunto breve della trama dell’opera che l’autore desidera destinare alla pubblicazione.

Molti editori preferiscono ricevere questa anziché un file completo dell’opera, e spesso questo dato viene indicato nelle linee guida stesse dell’editore.

La sinossi non deve essere troppo sintetica, né troppo lunga: è importante rispettare i limiti di lunghezza che la casa editrice richiede sulla sua pagina web. Diverso è il discorso nel caso in cui non siano presenti limiti espliciti sul sito, ma anche in questo caso è bene non esagerare: cercate sempre di non superare il limite di due-tre pagine al massimo. Nella sinossi è consigliabile concentrarsi sul nucleo centrale della propria opera, soffermandosi sullo svolgimento degli eventi centrali e sul comportamento dei protagonisti. Ma c’è un errore che più di tutti deve essere evitato: quello di non scrivere il finale pensando di suscitare un po’ di suspance nell’editore.

Un errore da evitare perché, l’editore, durante la lettura della sinossi, cercherà di ottenere una fotografia breve del racconto, dall’inizio alla fine. Per fare bella impressione con il nostro testo dobbiamo sempre essere trasparenti e chiari, curando il nostro lavoro in modo scrupoloso e attento.

Note bio-bibliografiche

Spesso le case editrici, per avere maggiori informazioni sull’autore che invia il proprio lavoro, specificano sul sito di inviare una nota bio-bibliografica. È sempre bene farlo anche se l’editore non lo richiede esplicitamente nelle linee guida del sito, perché una simile specifica denota una certa professionalità dell’autore.

Non occorre dilungarsi, bisogna essere invece sintetici e onesti. Non dovrau stilare un elenco infinito di tutti i romanzi scritti, ma è semplicemente necessario indicare quali sono i propri interessi letterari e il genere preferito.

Come biografia è consigliabile indicare solo alcune tappe della propria vita di autore, senza dilungarsi eccessivamente: è bene indicare la data, il luogo di nascita e la professione svolta, nonché le eventuali pubblicazioni e la vincita di concorsi letterari.

Gli scrittori esordienti possono pubblicare tranquillamente questo dato nella propria biografia, meglio essere sinceri e trasparenti.

Contatti

Ecco l’ultimo suggerimento che suggeriamo di seguire prima di inviare un manoscritto: indicare sempre i contatti personali, su ogni documento che viene inviato.

Solitamente basta indicare il proprio indirizzo di posta elettronica, preferibilmente all’inizio di ogni documento, mentre i recapiti fisici (numero di telefono e domicilio) dovranno preferibilmente essere indicati nella prima di copertina del testo completo.

Una eventuale dimenticanza potrebbe andare a svantaggio dello scrittore: è necessario evitare il rischio che l’editore, decidendo di contattare l’autore dell’opera, non riesca a trovare i recapiti e rinunci.

Si tratta di regole basilari ma fondamentali da rispettare quando si desidera proporre il proprio lavoro a una casa editrice, senza dimenticare che rispettare le linee guida indicate dagli editori nella loro pagina internet di riferimento è il primo passo fondamentale per essere presi in considerazione, come un ottimo biglietto da visita.

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