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Quali sono i libri più belli DI SEMPRE da leggere: la nostra top 10

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Sì, è difficile scegliere i libri più belli di sempre e, soprattutto, sceglierne dieci. 

La nostra passione per i libri (e dico “nostra”, perché accomuna tutto il team di Youcanprint) ha radici profondissime. Prima di essere esperti in Self Publishing, siamo “esperti” lettori o, quantomeno, lettori navigati.

Nel corso degli ultimi anni, volendo fare una somma, avremmo letto centinaia di libri. Alcuni libri belli da leggere sono rimasti impressi nella nostra memoria. Alcuni, addirittura, ci hanno cambiato la vita, perché come diciamo sempre, una storia ha il potere di innescare emozioni profonde, intense, difficili da dimenticare.

Le parole sono importanti: la nostra vita da lettori e scrittori ci ha insegnato questa massima. E da questa massima abbiamo deciso di mettere insieme, in questa giornata mondiale del libro, una top ten con le opere che, più di tutte, ci hanno emozionato. Ecco i libri da leggere almeno una volta nella vita, secondo noi.

I libri preferiti di Donato

La strada di Cormac Mccarthy

La strada di Cormac Mccarthy

In assoluto uno dei miei libri preferiti, che merita a pieno titolo lo status di “libro da leggere assolutamente almeno una volta nella vita”.

Un libro lungo meno di 150 pagine, ma denso come il nucleo di un atomo. Si tratta del viaggio di un padre e di suo figlio, in un mondo post apocalittico dove non c’è quasi più nulla, dove non ci sono foreste e non ci sono animali. In questo mondo, l’oceano e senza pesci e non c’è nulla da mangiare, le città sono vuote e spettrali, si dorme all’aperto in rifugi di fortuna al freddo sotto la pioggia. 

Questo libro è la storia di un viaggio, ma anche della caparbietà assoluta di un padre (l’uomo) che non vuole cedere ad un destino che sembra inevitabile e insiste a portare avanti questo cammino cercando di raggiungere il sud del paese e quindi l’oceano, sperando in un posto più caldo con un clima più adatto ad un bambino. I protagonisti non hanno un nome e a MacCarthy non interessa darglieli, perché loro rappresentano tutti gli uomini e tutti i bambini del mondo che non vogliono mollare.

Il Profumo di Patrick Süskind

Il Profumo di Patrick Süskind

Sono un pò fissato con i profumi, con gli odori in generale, l’olfatto per me è un senso importantissimo. Questo libro rientra tra i classici della letteratura mondiale ed è tanto bello, quanto sconvolgente. Il messaggio del libro è inequivocabile: non si può vivere senza amore: anche il più reietto degli uomini ne ha bisogno. 

Jean-Baptiste Grenouille, nato il 17 luglio 1783 nel luogo più puzzolente di Francia, il Cimetière des Innocents di Parigi, rifiutato dalla madre fin dal momento della nascita, rifiutato dalle balie perché non ha l’odore che dovrebbero avere i neonati, anzi perché “non ha nessun odore”, rifiutato dagli istituti religiosi, riesce a sopravvivere a dispetto di tutto e di tutti. 

E, crescendo, scopre di possedere un dono inestimabile: una prodigiosa capacità di percepire e distinguere gli odori. L’argomento è disturbante e allo stesso tempo maledettamente singolare e unico nel suo genere. Qui non ci sono frivolezze d’amore, amori traditi, finali strappalacrime. In queste pagine viene descritta l’umanità, possibilmente misera che vuole ribellarsi a un destino ipocrita e già scritto. L’uomo che metteva in ordine il mondo Questo libro mi piace perché è tenero, esilarante, incantevole e commovente. 

L’uomo che metteva in ordine il mondo di Fredrik Backman

L’uomo che metteva in ordine il mondo di Fredrik Backman

Questo è un romanzo sul valore del sacrificio, della comunità e della comunanza nelle avversità della vita. Ove ha 59 anni. È il bambino che, cresciuto nella povertà materiale, riceve dal padre però un’educazione dal valore inestimabile, indurito all’inverosimile dalle ingiustizie subite nella vita diventa come lo definiscono i vicini “amaro e acido come una medicina”. 

In effetti, lui ce l’ha un po’ con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l’auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato, e qualcosa sembra sempre sfuggirgli di mano. Così medita e decide di farla finita. Prepara tutto nei minimi dettagli, ma ogni volta puntualmente qualcosa va storto…e l’arrivo di una nuova famiglia di vicini fa esplodere tutta la sua vita regolata. 

Il filo conduttore alla base di tutto è un amore smisurato per la moglie, il suo opposto: se lui irradia acidità da tutti i pori, lei invece emana luce e gioia, lei insegnante in una scuola di “ultimi” riesce a far leggere Shakespeare, lui ci vede solo degli idioti buoni a nulla.

Una storia particolare e profonda, che merita una lettura almeno una volta nella vita.

I libri preferiti di Jessica

Sono apparso alla Madonna di Carmelo Bene

Sono apparso alla Madonna di Carmelo Bene

Ho scoperto Carmelo Bene per caso. E quando dico per caso, lo intendo in senso letterale: anni fa, in un momento di noia davanti alla TV, ho iniziato a girare confusamente i canali alla ricerca di qualcosa di interessante. Ad un certo punto, qualcosa ha catturato la mia attenzione: un uomo, con uno sguardo pieno, profondissimo, che recitava versi di Majakovskij. Quell’uomo dallo sguardo camaleontico era Carmelo Bene.

Capite bene, io sono nata nel 1993 e non sono un’esperta di teatro. Quello con Carmelo Bene è stato un incontro fortuito, ma fortunato. Da quel momento ho iniziato a volerne sapere di più su quell’uomo. Ho iniziato a cercare informazioni su di lui, guardare vecchi video delle sue apparizioni televisive. Fino a che non ho letto Nostra signora dei turchi, per arrivare poi a quella che può essere definita un’autobiografia: Sono apparso alla Madonna.

Un titolo forte, potente, provocatorio, evocativo, come il personaggio racchiuso all’interno dell’opera. Difficile descrivere questo libro in poche parole e, soprattutto, con parole davvero fedeli a quello che potete aspettarvi leggendo. La storia di Carmelo Bene e i suoi aneddoti di vita si fondono con pensieri, suggestioni che hanno del metafisico, quasi inafferrabili. Inizialmente può sembrare una lettura complessa, sicuramente non adatta ai lettori più pigri, ma se si smette di analizzare e ci si abbandona alla lettura, il viaggio sarà straordinario.

Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien

Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien

Devo confessare che, anche se tra i miei libri preferiti c’è un’autobiografia, sono decisamente un’adepta del fantasy e della fantascienza. E quando si parla di fantasy, è impossibile dimenticare il Signore degli Anelli. La saga Tolkeniana non ha probabilmente bisogno di presentazioni e molti di voi avranno avuto modo di apprezzarla anche nelle sue trasposizioni cinematografiche.

La storia del Signore degli anelli si poggia su pilastri importanti: l’amicizia, l’amore, il coraggio. Ogni personaggio, ogni popolo, ogni luogo è descritto minuziosamente: tutto ha un ruolo, un senso, un’identità. Una lettura per certi versi simile ad un poema epico (d’altronde, Tolkien era un fervente studioso di filologia e di religione – e si nota nelle sue opere-), coinvolgente, mai noiosa. Un capolavoro contemporaneo che considero di leggere almeno una volta nella vita.

La svastica sul sole di Philip K. Dick

La svastica sul sole di Philip K. Dick

Tra i migliori romanzi contemporanei per il genere distopico c’è sicuramente La svastica sul sole di Philip K. Dick. La storia raccontata da Dick ci trasporta in un mondo alternativo, in cui gli esiti della Seconda Guerra Mondiale sono completamente ribaltati. La Germania di Hitler e l’impero giapponese risultano i vincitori della guerra, con gli Stati Uniti divisi in tre parti: l’ovest, governato dai giapponesi, l’est, governato dai tedeschi, il centro, con una zona neutrale.

In questo scenario, i protagonisti sono ben caratterizzati, la storia di fondo è solida e ci mette davanti ad una prospettiva disturbante, che affronta temi profondi come la guerra, il controllo da parte dello Stato, la ricerca della verità, la violenza.

Un libro particolare, diverso, intenso, che può non piacere a tutti per il finale “aperto”. Se però è vero che in un viaggio non conta la destinazione, ma il viaggio stesso, ne consiglio la lettura.

I libri preferiti di Federica

L’avversario di E. Carrère

L'avversario di Emmanuel Carrère

Attenzione alle bugie! Come succede praticamente in ogni romanzo di Carrère, lo scrittore è protagonista della sua stessa opera. In questo caso leggiamo la vicenda di Jean Claude Romand che, il 9 gennaio 1993, commette un efferato delitto uccideva e prova a eliminarne le prove. 

Lo scrittore legge la notizia e decide di scrivere all’assassino per provare a capire e analizzare il motivo di tanta follia. E nel romanzo, tanto esile quanto disturbante, si ripercorre la storia dell’assassino a partire dal processo fino alla stupida, inutile, insensata bugia che ha scatenato tutto. 

Una bugia che, insieme alla totale incapacità di accettare un fallimento e all’insensata ricerca della perfezione agli occhi degli altri, ha scatenato una valanga di altre bugie sulle quali Romand ha costruito un’intera vita parallela. 

Una falsa esistenza. Ogni mattina, per più di 10 anni il protagonista dell’inquietante vicenda è costretto a mentire a se stesso e alle persone a lui care, fino a quando il castello crolla. 

Carrère partecipa al processo, si confronta con le persone sopravvissute e con lo stesso Jean Claude Romand per ricostruire la trama di un disastro agghiacciante. Un piccolo enorme romanzo con lo stile inconfodile di Carrère, curioso e masochistico. 

21 Lezioni per il XXI Secolo di Y.N. Harari

21 lezioni per il XXI secolo

La mia più grande passione libraria sono i saggi e questo di Harari, è senza dubbio uno dei miei preferiti.

Cosa c’è dentro questo libro? Domande, domande e domande. 

Il progetto di quest’opera è quello di risvegliare le coscienze, faticosamente e con puntiglio. 

Non sono solo schizzi, abbozzi di pensieri, ma vere e proprie ”citazioni” filosofiche-politiche-sociologiche. 

L’autore mette sul tavolo le principali diatribe della contemporaneità: si affrontano luci e ombre delle tematiche legate all’immigrazione, al capitalismo, alla genetica, con una tale lucidità da mettere in imbarazzo chiunque tenti un approccio preconcetto. 

Harari ha l’indubbio pregio di non sposare cause a priori, e di mantenersi costantemente lucido nell’esposizione dei pro e dei contro dei più controversi aspetti del vivere contemporaneo e dei loro possibili sviluppi. 

Uno dei testi più lucidi che abbia letto negli ultimi anni: se si è interessati alla storia, alla società, all’etica.

Uno, nessuno e centomila di L. Pirandello

Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello

Un grande classico a cui non servono molte presentazioni. Uno, nessuno e centomila è, per me, un romanzo perfetto.

Pirandello riesce a mettere nero su bianco quell’inquietudine che a volte ci attanaglia nel definire noi stessi, la nostra identità. 

Esiste una definizione totalizzante di un individuo? La risposta è no: noi esseri umani siamo poliedrici, non esiste una sola faccia. 

C’è la percezione che abbiamo di noi stessi, ciò che mostriamo agli altri, l’idea che gli altri hanno di noi e infinite altre possibilità. Nessuna di queste opzioni definisce da sola un individuo, ma è un piccolo tassello di una realtà smisuratamente più grande, impossibile da indagare in ogni sua sfumatura. Un grande libro di un altrettanto grande scrittore.

Libro bonus: Lezioni americane di Italo Calvino

Lezioni americane di Italo Calvino

Per chiudere questa top ten dei libri più belli di sempre da leggere, abbiamo scelto un libro che in un certo senso ci accomuna e che ogni scrittore dovrebbe leggere: Lezioni americane di Italo Calvino.

Calvino ha scritto tra i migliori romanzi italiani di sempre, ma questo piccolo libro non è un romanzo, ma un ciclo di lezioni che l’autore aveva preparato in vista di un invito alla prestigiosa Università di Harvard nel 1985. Purtroppo la morte di Calvino nello stesso anno ha impedito lo svolgimento di quelle lezioni, pubblicate postume nel 1988.

Ogni lezione ha un focus diverso su quelle che sono, secondo Calvino, le caratteristiche della buona scrittura. Le lezioni sono in ordine crescente, perché queste caratteristiche non hanno lo stesso “peso” per l’autore. Per Calvino, la caratteristica più importante è la leggerezza, che rappresenta infatti la prima lezione. Seguono rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza (solo progettata).

Un saggio prezioso per chi vuole (e ama) scrivere, prendendo il meglio da uno dei massimi esponenti della letteratura italiana del Novecento.

***

Quali sono i tuoi libri preferiti? Li aspettiamo nei commenti

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