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Come scrivere un best seller? Ce lo svelano i big data

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I big data ci svelano come un libro può diventare un bestseller

In Italia cresce il numero di libri, ma i lettori sono soltanto il 60% della popolazione tra i 15 e i 75 anni. Di questi, il 41% dichiara di leggere meno di 3 libri all’anno e solo il 17% ha letto almeno un libro al mese.

Persino negli USA, nonostante la pubblicazione di oltre 100.000 titoli all’anno, solo una piccolissima frazione di questi attraggono abbastanza lettori da finire nel celebre elenco dei bestseller del New York Times.

Questa situazione pone una domanda legittima: come fa un libro a diventare un bestseller e che tipo di libri possono più facilmente diventarlo?

A dare una risposta ci prova Albert-László Barabási, Robert Gray Dodge Professor of Network Science presso la Northeastern University

Il Professor Barabási è un data scientist, una figura altamente specializzata in grado di conoscere, capire e gestire i big data per trarne informazioni rilevanti. Con l’aiuto del ricercatore Burcu Yucesoy, ha indagato sulle abitudini di lettura degli americani.

Per fare ciò ha analizzato scrupolosamente i dati di vendita dei 2468 libri fiction e 2025 libri non fiction che sono stati fra i bestseller del New York Times negli ultimi dieci anni. Sono state prese in considerazione soltanto le versioni in copertina rigida.

Questa analisi può essere molto interessante anche per il mercato italiano, perciò andiamo a vederla nel dettaglio.

La prima cosa che è saltata all’occhio è la scarsità di libri appartenenti a categorie scientifiche fra i bestseller, un poco appagante 1,1%.

La saggistica in generale vende meno del romanzo quindi non è un dato sorprendente. Fra la saggistica i libri che vendono di più sono memorie e biografie, che compongono quasi la metà del campione di 2025 libri analizzato dal professor Barabási.

Con la narrativa il discorso diventa più complesso. Gran parte della stampa si concentra sulla narrativa “letteraria”. Libri spesso oggetto di plauso da parte della critica e della comunità editoriale, ritenuti importanti, educativi e spesso consigliati anche per le scuole.

Eppure negli ultimi 10 anni soltanto 800 libri di questo genere sono entrati nelle classifiche dei più venduti.

Al contrario oltre il 67% dei libri di narrativa più venduti è composto da narrativa di genere come avventura, mystery, romance o thriller come quelli di Danielle Steel e Clive Cussler.

Action sells – there’s no surprise there.
Albert-László Barabási

Inaspettato è stato, invece, scoprire il grado in cui solo una manciata di autori siano comparsi più volte. L’85% dei romanzieri bestseller ha avuto in classifica più di un libro. Il giallista James Patterson, per esempio, aveva 51 libri in classifica nel periodo analizzato.

james patterson
James Patterson ha venduto oltre 100 milioni di copie dei suoi libri generando oltre 1 miliardo di dollari di vendite AP Photo/Wilfredo Lee

Al contrario soltanto il 14% dei saggisti bestseller ha avuto più di un libro in classifica. Probabilmente perché questi generi richiedono un elevato grado di conoscenza dell’argomento trattato. Un autore che scrive soltanto di calcio o di neuroscienze difficilmente potrà scrivere molti libri in materia. Un romanziere potrebbe scriverne, invece, di infiniti.

Quante copie si vendono negli USA?

Gli editori appiccicano molto frettolosamente l’adesivo “New York Times Bestseller” anche su libri che sono comparsi in classifica giusto per una settimana, magari all’ultimo posto, per poi scomparirvi per sempre.

Soltanto il 37% dei bestseller sono rimasti più di 4 settimane in classifica e di questi solo l’8% al primo posto.

Le eccezioni sono rarissime: “The Help” di Kathryn Stockett è rimasto in classifica per ben 131 settimane, mentre, “Unbroken” di Laura Hillenbrand addirittura 203!

La sorpresa qui è capire come sia radicata la falsa credenza che occorra vendere milioni di copie perché un libro sia considerato un bestseller. La maggior parte di quelli della classifica del NYT vendono tra le 10.000 e le 100.000 il primo anno. “The Slippery Year,” una biografia di Melanie Gideon del 2009 è entrata in classifica con meno di 5.000 copie vendute (qui in Youcanprint abbiamo libri che hanno venduto il triplo).

Ma come è possibile?

I dati raccolti dal professor Barabási mostrano come le chance di entrare in classifica sono maggiori appena viene pubblicato il libro. Questo perché le vendite seguono una curva “universale”, una formula matematica che si applica perfettamente alle vendite settimanali di tutti i libri. Questa curva ha un picco nel periodo immediatamente successivo alla data di prima pbblicazione, quando viene venduto il maggior numero di copie. Nella narrativa si tratta del periodo tra le prime 2 e le prime 6 settimane. Nella saggistica sono le prime 15 settimane.

Il dato inaspettato è che non ci sono libri che costruiscono la propria audience gradualmente e che arrivano in classifica dopo mesi e mesi di crescita costante.

Un tempismo perfetto

Secondo l’analisi di Barabási, quindi, ciò che accade subito dopo la pubblicazione, anticipa quello che sarà o meno il successo del libro.

Pertanto il tempismo con cui viene pubblicato un libro è tutto. Un bestseller pubblicato a Febbraio-Marzo, può entrare in classifica con molte meno copie vendute rispetto ad un libro pubblicato a Novembre-Dicembre, quando le vendite dei libri esplodono grazie alle festività natalizie.

La domanda viene da sé: quando è meglio pubblicare un libro?

La risposta è più complicata di quanto sembri. Chi non ha ancora grande seguito o gli autori al loro primo libro potrebbe essere più utile pubblicare nei primi periodi dell’anno, per darsi il tempo di costruire una community di lettori.

Chi, invece, ha già un buon seguito potrebbe voler puntare tutto sul massimizzare le vendite il più possibile con una pubblicazione tardo autunnale lanciata dritta verso il picco di vendite del mese di Dicembre.

Conclusioni

Cosa dice a noi italiani questa analisi?

Il nostro mercato è diverso da quello americano solo (o quasi) in termini di numeri interi. Ma le proporzioni e le percentuali sono comparabili se consideriamo che il 24% degli americani non hanno letto nemmeno un libro nel 2018.

Anche da noi i periodi di maggiori vendite sono gli stessi e anche da noi i bestseller seguono le stesse logiche.

Il mercato italiano del libro sta comunque crescendo in modo costante e cresce molto l’internazionalizzazione, grazie alla vendita di oltre 7800 diritti di edizione all’estero.

Quindi il modo migliore per pubblicare un bestseller è…scrivere un libro!


Questo articolo è stato tradotto dall’originale pubblicato su The Conversation con licenza Creative Commons. Leggi l’originale in lingua inglese.

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