Selfpublishing

Dalla scarsità all’abbondanza: nuovi modelli editoriali del selfpublishing

Confronta i prezzi di pubblicazione di un libroTi propongo la lettura di un articolo apparso sul sito dell’Alliance of Indipendent Authors in occasione del lancio della campagna #PublishingOpenUp, che risponde a coloro che criticano il self-publishing per l’enorme volume di libri che sta immettendo sul mercato e il conseguente, presunto, abbassamento degli standard di qualità.

Nessuno nega che l’auto-pubblicazione facilita la produzione di molti cattivi libri – scrive la fondatrice Orna Ross – ma questo in realtà è un problema?
Direi che se lo è, è anche facilmente risolvibile con un semplice cambiamento di mentalità, passando dall’imperativo commerciale a quello della creatività, dalla scarsità all’abbondanza.

Scarsità Versus Abbondanza

Le aziende editoriali operano secondo un modello di scarsità: selezionano pochissimi libri da pubblicare, assegnano loro un valore dettato dalle spese editoriali e li proteggono imponendo il copyright.

Il self-publishing al contrario si fonda sull’abbondanza: tutti i libri possono essere pubblicati e sono gli stessi scrittori insieme ai lettori a deciderne il valore, sulla base di una vasta gamma di considerazioni, in primis gli algoritmi di ricerca dei libri che stanno diventando sempre più sofisticati. Risalirne il rating significa per gli scrittori apprendere nuove tecniche per raggiungere i lettori; è un lavoro che bisogna prendersi il tempo di fare e molti scrittori pubblicati tradizionalmente sono stati incoraggiati dai loro stessi editori ad utilizzare tali metodi.

Dal punto di vista del lettore, invece, la questione è più semplice: basta scaricare un estratto del libro prima di decidere se acquistarlo o meno. Ci si può basare, inoltre, sulle recensioni degli altri utenti, sulla descrizione del libro, la biografia o il sito web dell’autore. Insomma, non è ancora un sistema perfetto ma va sempre migliorando e consente ai buoni libri e agli scrittori di essere molto più rintracciabili rispetto al passato.

Creatività in aumento

Questa apparente crisi dei valori letterari è in realtà la paura del cambiamento. La creatività non è mai ordinata e pulita – è colorata e caotica e caleidoscopica – e abbiamo bisogno di un panorama editoriale pronto a riconoscerla. Quanto più i mezzi di espressione diventano accessibili alle persone, tanto più è facilitata la produzione di nuove opere, quelle pessime insieme a quelle più virtuose. Ma i veri capolavori salgono verso l’alto, come la punta estesa di una montagna allargata. Quindi, ciò che è importante in un modello di abbondanza non è quanti libri vengono prodotti – quando i cattivi libri svaniscono velocemente nell’invisibilità – ma solo quanti buoni libri vengono resi disponibili al pubblico dei lettori.

E chissà che la persona che pubblica un libro orrendo oggi non potrà poi scrivere un grande nel tempo? La scrittura e la pubblicazione sono entrambe capacità che si possono apprendere attraverso la pratica; forse non si potrà raggiungere la perfezione, ma certamente ci si può migliorare.

Ciò che conta, o cosa dovrebbe veramente importare a coloro che hanno a cuore la cultura letteraria è che il self-publishing sta consentendo agli scrittori di sperimentare e crescere. E sta dando ai lettori, piuttosto che ai rivenditori o ai dirigenti editoriali, il voto decisivo su cosa sia un buon libro.
E così è come dovrebbe essere.
Non è vero?

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