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Newton Compton acquisisce i diritti del libro di Sara Tessa, pubblicato con Youcanprint

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tessaSara Tessa, l’autrice di “L’uragano in un batter d’ali”, dopo il grande successo del suo libro, pubblicato con Youcanprint Self-Publishing, è stata contattata dalla prestigiosa casa editrice Newton Compton, che ha acquisito i diritti della sua opera. E’ una grande soddisfazione per Youcanprint e per il mondo dell’autopubblicazione!

Pubblichiamo un’intervista in cui l’autrice racconta la sua esperienza con Youcanprint e le emozioni provate nel passare all’editoria tradizionale.

1) I diritti del suo libro sono stati acquisiti da una casa editrice molto importante, la Newton Compton. Come sta vivendo questo importante momento di svolta nella sua vita di scrittrice?

Se da una parte sono felice, dall’altra sono preoccupata. E’ come essere prelevati da una gru e trasportati verso lidi ignoti. In questo momento sono sospesa dalla gru, guardo in basso e provo ebrezza insieme a vertigine.

2) Il suo è l’ennesimo caso di autore che dal mondo del self-publishing sbarca nella grande editoria. Cosa rappresenta, per uno scrittore che si autopubblica e, quindi, si autopromuove, riuscire ad ottenere un così importante risultato?

Sinceramente non lo so ancora. Se da una parte è la realizzazione di un sogno, dall’altra è anche il giusto epilogo di un sogno. Essere self-publisher è essenzialmente essere liberi. Immagini una storia, la scrivi, la sviluppi, ci passi notti e giorni dentro, ti occupi di tutto. Leggi e rileggi, apporti modifiche, decidi il titolo, impagini, scegli la copertina, e quando lo metti in vendita è come se il tuo sogno lo avessi già realizzato. La tua creatura esiste e tutto quello che ne consegue e come se fosse un “in più”. Quindi il passaggio all’editoria tradizionale o l’interesse da parte di una casa editrice sì ti gratifica, ma allo stesso tempo ti trovi a dover lasciare andare il tuo sogno. Almeno per me è stato così. Mi sentivo già tanto appagata, ripeto, è davvero “un in più”.

3) Sicuramente conoscerà la storia di Anna Premoli, la scrittrice che, dopo aver ottenuto grande successo con il self-publishing, è stata pubblicata da Newton Compton, arrivando a vincere l’edizione 2013 del Premio Bancarella. Il self-publishing, alla luce di questa fortunata storia, può davvero rappresentare il giusto trampolino di lancio per bravi scrittori che scelgono di investire su se stessi?

Anna Premoli, come tanti altri self-publisher approdati nell’editoria tradizionale tra qualche anno saranno definiti dei “pionieri”. Sicuramente l’auto-pubblicazione è un trampolino di visibilità, ma allo stesso tempo è un machete. Ci sono tanti fattori da tenere conto. Le probabilità che un libro autopubblicato trovi uno sbocco nell’editoria tradizionale sono davvero minime. Bisognerebbe calcolare a parità di libri autopubblicati in un anno quanti di questi trovano un editore. Ripeto, credo che giochino diversi fattori quali: il momento, cogliere il favore del pubblico, sicuramente lo stile di scrittura, ma soprattutto la storia. E’ un po’ come il manoscritto che arriva sul tavolo dell’editore. Su migliaia forse uno trova un futuro. Con il self-publishing sicuramente si accorciano i tempi. E’ il pubblico a definire subito se un libro va o meno, quindi per l’editore c’è già una prima e massiccia scrematura. E’ come se andasse a colpo sicuro, o almeno lo spera.

4) Ci racconta la sua esperienza con il self-publishing e con la piattaforma Youcanprint?

Ho conosciuto Youcanprint circa due anni fa. Mi ero già avvicinata ad altri fornitori di servizi print-on-demand, ma a differenza di altri ho avuto l’impressione che la distribuzione delle opere da parte di Youcanprint fosse più a macchia. E’ tutto estremamente facile, basta avere un bel Word e si è già a metà del lavoro. Inoltre il servizio clienti è ottimo, l’importante è sapere cosa si vuole.

5) Perchè ha scelto il self-publishing, e Youcanprint in particolare, per pubblicare i suoi libri? E come ha promosso le sue opere?

Si riallaccia alla domanda precedente. Ho scelto Youcanprint per la semplicità, l’assistenza e la presenza sulla rete libraria nonché negli store online. Invece, in merito alla promozione non ho fatto proprio nulla. Nessun contatto con blog, social network, organi di stampa. Niente di niente. La vera promozione è stato un’inspiegabile “passaparola” fatto a voce dalle lettrici. Tanto che per rispondere al coinvolgente e travolgente entusiasmo mi sono limitata dopo qualche mese ad aprire una pagina facebook “silenziosa” con l’intento di ringraziarle e nient’altro. E ancora oggi è lì, con qualche piccolo aggiornamento schivo.

6) Cosa consiglierebbe agli aspiranti scrittori che si vogliono avvicinare all’affascinante mondo dell’editoria?

Mi viene in mente la sintesi del discorso fatto da Steve Jobs ai laureandi della Stanford University. “Siate affamati, siate folli” e aggiungerei, divertitevi! Se scrivere vi piace, allora avete un canale dove sperimentare, provare, imparare, soffrire, arrabbiarvi e gioire. L’importante è prendere tutto come un’avventura. Non prendetevi troppo sul serio, in fondo è un’opera di creatività e come tale deve essere… libera.

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