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Chiamata Kobane: risponde Roma e Marco Pedullà

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Da Zerocalcare a Marco Pedullà il viaggio che si compie nei libri italiani per raccontare Kobane è sempre lo stesso e parte da Roma. Talenti letterari, artisti di strada, blogger, giornalisti, politici stanno dimostrando interesse per questa città curda del Kurdistan siriano, teatro di guerra e simbolo della lotta contro l’ISIS. Nessuno la conosce, ma tutti ne parlano.

L’epidemia è scoppiata e tutti cercano informazioni a riguardo. L’attenzione della gente si sta manifestando con una incidenza esponenziale in tutta la penisola. Roberto Saviano, in partenza alla ricerca di risposte in un territorio difficile e sconosciuto, posta su facebook la foto del libro del premiatissimo amico romano di Rebibbia per testimoniare il suo bisogno di volerne sapere di più, confermando di essere stato contagiato da questo trend all’acquisto “costi quel che costi”.

Marco Pedullà, autore di Kobane calling: la voce di Balla Abdullah (cartaceo ed ebook) ci tiene a precisare che il suo testo pubblicato con Youcanprint appartiene alla forma espressiva più diretta e autentica che tutti conosciamo: le parole. Perché quando una persona non vede può sentire o toccare il senso dietro ai sensi della scrittura che narra i fatti accaduti e spesso diventa un reportage.

Il suo racconto è una vicenda reale che nasce da alcune conversazioni registrate per via telematica con un gruppo di YPG Lions e di YPJ, combattenti siriani, attraverso Tumblr. Dopo ciò, arriva una sorprendente e misteriosa chiamata. Balla Abdullah è il nome e cognome di una combattente curda che dopo aver perso i propri cari, la propria casa, e la propria dignità come donna a causa della guerra, ha scelto di impugnare le armi per difendere un progetto di liberazione dalla schiavitù. La sua ambizione è quella riuscire a realizzare un piano democratico sostanziale che sfida l’Occidente, considerato una finta democrazia a causa di alcuni controsensi che la protagonista svela. In una vicenda piena di colpi di scena si delineano delle scene di vita impressionanti che gli occidentali non conoscono e spesso ignorano. La finestra che si apre dall’Italia accoglie a braccia aperte le richieste di una giovane e coraggiosa soldatessa pronta a tutto per difendere il suo ideale.

L’obiettivo di questa trasposizione narrativa è quello di mettere a confronto le nostre vite con quelle di persone che hanno la sfortuna di vivere situazioni difficili per colpa di un sistema-mondo sbagliato e corrotto. Lo scontro tra queste realtà agghiaccianti porta alla luce l’esistenza di segreti che si è abituati a non considerare e vedere. Lo choc che il lettore manifesta è una apertura mentale, una presa di coscienza che gratifica le sue potenzialità come libero pensatore e lo sdogana dal peso della globalizzazione economica che demarca le libertà. Il confronto dei due modi di intendere l’esistenza sociale e la politica è il messaggio che non ha bisogno di ali e mezzi sofisticati per esserci e per diventare un inno di pace e una richiesta di aiuto. In un appello alla condivisione della sua storia e in un invito alla coerenza termina il resoconto per essere un diario di onestà intellettuale ed emotiva di fronte alle sciagure umane.

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