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Vuoi scrivere un libro ma non sai da dove cominciare? Ecco qualche idea

come iniziare a scrivere un libro

Il tuo più grande sogno è quello di scrivere un libro. Ma non sai da dove cominciare e, ogni volta che provi a buttare giù qualche frase, la “sindrome” del foglio bianco si impossessa di te e ti impedisce di andare avanti. Nessuna paura: ecco una breve guida che potrà aiutarti a organizzare la stesura della tua “creatura” editoriale.

Di cosa parlerà il libro?

Per scrivere il libro, è necessario identificare l’argomento di cui si vuole parlare. Sarà questa la base da cui partire per sviluppare il testo. Una buona idea può arrivare da un’esperienza che hai vissuto e che ha lasciato traccia in te, da un posto visitato, da una persona che hai incontrato e che ti ha particolarmente colpito in positivo o in negativo, da un tuo desiderio nascosto, da un sogno nel cassetto. Tutto ciò che vivi e che ti circonda può colpirti a tal punto da generare in te la voglia di fantasticarci sopra per creare una storia.

Scelto il tema, sarà necessario approfondirlo per comprenderne tutti gli aspetti e le sfaccettature. Per parlare di un argomento, qualunque esso sia, è necessario conoscerlo in maniera approfondita. La ricerca ti aiuterà ad ampliare l’idea iniziale con l’aggiunta di nuovi elementi da inserire nella storia. Questo passaggio sarà utile per elaborare il progetto del libro e per decidere da dove partirà e dove si concluderà la tua storia.

Molto importante, poi, è decidere il target di riferimento del libro. A quale tipologia di lettore si rivolgerà il tuo testo? Sarà un pubblico di bambini, di ragazzi, di adulti o eterogeneo? Saranno uomini, donne o non ti rivolgerai a un genere in particolare? Saranno lettori che nel loro bagaglio culturale avranno già conoscenze riguardanti l’argomento trattato? O Ci sarà bisogno di introdurre il tema per renderlo accessibile al lettore?

Quando avrai stabilito l’argomento e il target di riferimento, sarai pronto a pensare alla trama del tuo libro.

La trama

La trama sarà la mappa da seguire per la stesura del testo. Ti permetterà di focalizzare i punti salienti della storia e la struttura attorno alla quale costruire la narrazione. Naturalmente, durante la scrittura qualcosa potrà cambiare: un’idea geniale potrebbe fare irruzione nella tua mente e stravolgere in tutto o in parte la storia. La trama servirà comunque per non navigare a vista, per avere un filo conduttore e sapere in che modo procedere.

Il modo ideale di progettare una trama è quello di realizzare una vera e propria mappa concettuale suddivisa in scene. E, per ogni scena, indicare l’ambientazione, i personaggi con i loro pensieri, la sequenza degli eventi di cui si compone.

Per progettare la trama, però, è consigliabile scegliere prima la tipologia di narrazione. Quella più comune è la struttura suddivisa in atti, cioè in sezioni chiaramente identificabili (solitamente tre) che, una dopo l’altra, andranno a comporre il testo. Questa struttura è utilizzata nel teatro e nel cinema, ma si presta senza particolare difficoltà anche ai romanzi, perché prevede: una prima parte in cui si presentano i personaggi, l’ambiente in cui si svolge la narrazione e il conflitto che i personaggi saranno chiamati a risolvere; una seconda parte in cui la storia si sviluppa, il conflitto emerge – generalmente con un colpo di scena – e il protagonista si prepara ad affrontarlo; una terza parte, in cui il protagonista affronta il nemico e, in genere, lo sconfigge, per poi ricevere la sua giusta ricompensa.

Quando parliamo di conflitto, nemico, vittoria, non ci riferiamo necessariamente a battaglie “fisiche” e a nemici in carne ed ossa. Secondo le teorie della narrazione, infatti, possono esistere diverse tipologie di conflitto e di attori. Il più classico è il conflitto uomo contro uomo: il protagonista deve affrontare una o più persone. C’è poi il conflitto uomo contro natura, dove il nemico è un animale, un luogo, un fenomeno naturale. Nel conflitto uomo contro sovrannaturale, invece, il protagonista deve fronteggiare qualcosa di intangibile, come un fantasma o una forza oscura. C’è poi il conflitto contro se stessi, tipico dei romanzi di introspezione. E, infine, il conflitto dell’uomo contro la società, le regole e le convenzioni sociali, le ingiustizie.

Stabilita la trama e il tipo di conflitto da far affrontare al protagonista principale, puoi individuare i punti di svolta della narrazione, i cosiddetti “turning point“, quelli che cambiano il corso della storia e ne introducono gli eventi più importanti. I “turning point” dovranno essere distribuiti in maniera uniforme all’interno del testo e serviranno ad aumentare l’interesse del lettore, a tenerlo “incollato” alle pagine.

I personaggi e le ambientazioni

Chi scrive un libro deve conoscere ogni singolo personaggio, la sua sfera emotiva, la sua vita passata, ciò che lo ha portato ad essere il personaggio che è e ciò che lo porta ad agire nei modi in cui agisce nella narrazione.

Quindi, dopo aver stabilito quali e quanti sono i personaggi del tuo libro (ricordando sempre che nessun testo ha bisogno di personaggi superflui e non necessari allo svolgimento della trama), devicaratterizzarli e conoscerli.

Devi innanzitutto ricordare che il personaggio perfetto non esiste. Nel mondo delle fanfiction è stato coniato, per indicare il personaggio perfetto, il termine Mary Sue. Si tratta di un personaggio immaginario, generalmente femminile (esiste anche la versione maschile, chiamata Gary Stu o Marty Stu), privo di difetti, immacolato, che rispetta gli stereotipi più comuni e che, soprattutto, ha la sola funzione di rispecchiare i desideri dell’autore. Questa tipologia di personaggio generalmente piace solo all’autore, mai al lettore.

A chi legge, invece, piace identificarsi con i personaggi, immedesimarsi nei protagonisti della storia e rispecchiarsi nei loro pregi, difetti, modi di fare.

Quindi “no” ai personaggi perfetti, “” ai personaggi reali, che cercano di migliorarsi affrontando sfide e problemi.

L’autore, dicevamo poco fa, deve conoscere a fondo i suoi personaggi, pensare a come reagirebbero dinanzi a determinate situazioni, alle azioni che compirebbero di fronte alle difficoltà e nei punti di svolta della narrazione, a ciò che hanno vissuto per arrivare fino al punto in cui compaiono nel testo. Questo è un lavoro che chiunque si appresta a scrivere una storia deve compiere per caratterizzare al meglio i personaggi e, soprattutto, per renderli credibili e quanto più vicini al lettore.

Uguale cura deve essere posta nella scelta delle ambientazioni, cioè dei luoghi in cui si svolgeranno le diverse scene della storia. Il lettore deve essere in grado, attraverso le tue parole, di “vivere” i luoghi. Le descrizioni, dunque, non dovranno essere asettiche, ma quanto più realistiche e dettagliate possibile. E, naturalmente, credibili. Fai appello ai tuoi sensi per descrivere minuziosamente ciò che accade attorno ai personaggi.

La trama, di conseguenza, dovrà adattarsi ai luoghi scelti. Nel mondo reale, non si può attraversare a nuoto l’oceano in un’ora e senza incontrare nessuna difficoltà. Quindi, nel descrivere un’azione del genere, devi pensare a cosa potrebbe accadere nel suo evolversi e al tempo necessario per compierla.

La fase di scrittura

Ora che hai delineato per grandi linee la trama del tuo libro, i personaggi e le ambientazioni, puoi iniziare a scrivere. Devi innanzitutto scegliere come: con il computer, con la vecchia carta e la penna, con la macchina da scrivere? Ogni scrittore ha il suo metodo preferito, così come il suo posto preferito: un luogo comodo, che non permetta alle distrazioni di interrompere il lavoro, in cui si abbia a portata di mano tutto ciò che serve.

La scrittura deve essere un’attività metodica. Individua il luogo e l’orario per te più produttivi e scrivi sempre in quel posto e in quell’arco temporale. Se c’è qualcosa che ti ispira particolarmente alla scrittura, falla. E, allo stesso modo, evita ciò che spegne la tua capacità creativa. Scrivi anche quando ti sembra di non avere nulla da buttare giù o quando la “sindrome” del foglio bianco sembra impadronirsi di te. Un appunto, poche righe, idee: l’importante è scrivere, ci sarà tempo per ampliare e rielaborare.

Porta sempre con te una penna e dei fogli, oppure installa sul tuo smartphone un’applicazione per prendere appunti (ce ne sono centinaia e su quasi tutti i modelli di telefono e di tablet ce n’è già installata una), in modo che, durante il giorno, tu possa appuntare qualunque idea degna di essere sviluppata nel tuo libro.

Affidati anche all’opinione degli altri: fai leggere il libro, anche durante la fase di scrittura, a qualcuno che possa consigliarti sinceramente sulla validità della trama, sulla caratterizzazione dei personaggi, sulla descrizione delle ambientazioni, e che possa fornirti opinioni e critiche costruttive sulla storia e sul modo in cui la stai scrivendo.

E il titolo?

Per dare il titolo al tuo libro c’è sempre tempo. Il titolo migliore, quello che calzerà a pennello, arriva quasi sempre alla fine, in fase di rilettura e di correzione. È sconsigliato, dunque, attribuire un titolo al libro prima o durante la fase di scrittura.

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