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Twitter per gli scrittori? Istruzioni per l’uso

twitter self-publishing Giusto ieri, su Twitter, mi è successa una cosa buffa.

Ho fatto una delle solite domande: ci dite cosa ne pensate del primo capitolo di questo libro in uscita?

A qualcuno è semplicemente piaciuto, a qualcun altro non è dispiaciuto, ma un tweet in particolare ha attirato la mia attenzione. In soli 140 caratteri, un tizio ha riassunto alla perfezione il suo pensiero, criticando la trama del libro in questione. Ora, considerando che reputo errato il suo pensiero, e considerando che a me questo libro sta piacendo molto, avrei potuto sbattermene e non scrivergli più. Ma ha detto delle cose troppo intelligenti, non pensieri buttatti lì tanto per far sentire la sua presenza. E allora sai cosa ho fatto? L’ho contattato e gli ho chiesto di scrivere per me.

Certo, non sono la Lipperini e il mio blog non è il blog sui libri più visitato del web italiano, ma quando il tizio mi ha chiesto “come mai questa fiducia?”, mi sono resa conto che dopo anni di esperienza con scritti, scrittori, testi e email, basta poco per riconoscere chi ha realmente qualcosa da dire e chi invece apre bocca tanto per darle fiato.

 

Dove voglio arrivare? Te lo dico subito:

1- non renderti visibile solo per ottenere visibilità. I lettori in rete non sono sciocchi e sanno riconoscere i contenuti importanti da quelli poco interessanti. Twitter, nello specifico, è un social network molto complicato perché hai poco spazio per scrivere. Se hai una buona capacità di sintesi, allora avrai visibilità e i tuoi follower continueranno a seguirti. Ne sa qualcosa @Einaudieditore, che in 140 caratteri racconta millenni di storie. Seguilo, c’è tanto da imparare;

2- non pensare di essere un dio della grammatica. Credimi, esistono centinaia di risorse in grado di risolverti i più grandi dilemmi. Usale. Non so dirti la quantità di roba che ogni giorno scrivo, la quantità di dubbi che ogni giorno ho e la quantità di errori che ogni giorno faccio. Ma mai, nemmeno per un istante, mi sono arresa: sinonimi alla mano e tanta disponibilità ad accettare critiche, commenti e correzioni. Anche se sei uno scrittore, non significa che tu abbia finito di imparare;

3- non assecondare le opinioni degli altri solo per entrare nelle loro simpatie. Fai venir fuori la tua personalità anche in pochi caratteri. Se ti esprimi come si deve, anche un’opinione contrastante apparirà come una critica costruttiva;

4- non prendertela troppo se qualcuno ti critica o ti corregge (vedi punto 2). Sei uno scrittore, il tuo libro verrà letto (forse) da centinaia di persone, abituati a ricevere commenti negativi e positivi.

 

In conclusione:

Fatti questa domanda: scrivi per raccontare qualcosa, per essere letto o per entrambe le cose? Rispondi a te stesso, non a me, e poi comincia a twittare.

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1 Comment
  • Mar 15,2012 at 14:44

    Concordo pienamente con tutte le regole! 😉

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