Scrivere una tesi di laurea: come gestire le fonti bibliografiche

Second-hand bookshopLa reperibilità e la qualità del materiale informativo, su cui cominciare a sviluppare la tesi di laurea, sono determinanti per comprenderne anche la fattibilità. L’idea centrale, così come lo stesso lavoro di ricerca, potrebbero infatti cambiare in corso d’opera, sulla base di ciò che le fonti bibliografiche suggeriscono.

Una ricerca affrettata e disordinata può portare facilmente a confondere il discorso sulle fonti con quello sulla letteratura critica. Se ho scelto come argomento Il pensiero economico di Adam Smith e mi accorgo che, man mano che il lavoro va avanti, mi intrattengo per lo più a discutere le interpretazioni di un certo autore trascurando la lettura diretta di Smith, devo fare due cose: o tornare alla fonte, oppure decidere di cambiare argomento.

Umberto Eco

Comincia facendo una ricerca incrociata tra le note bigliografiche dei testi che, con tutta probalità, ti verranno indicati dal tuo relatore, per avere un quadro generale delle fonti che sarà necessario rintracciare, capire quali sono gli autori di riferimento e il taglio da dare alla tua tesi; magari potresti individuare un aspetto insolito o ancora poco approfondito del tema che hai scelto.

La ricerca, in epoca digitale, non dovrebbe essere impresa difficile, tutti gli Atenei hanno ormai un archivio di testi e banche dati accessibili online. Questi cataloghi raccolgono i metadati dei titoli presenti fisicamente nelle biblioteche, secondo un sistema standard che agevola la ricerca, sia nel caso si conosca già il nome della pubblicazione, oppure, si abbia solo un tema di riferimento.

Da segnalare il catalogo collettivo del Sistema Bibliotecario Nazionale (S.B.N.) che contiene i dati di più di 1500 biblioteche aderenti.

L’Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici (A.C.N.P.), catalogati secondo il codice ISSN (International Standard Serial Number).

Google Scholar, che consente di accedere ad ogni tipologia di pubblicazione accademica (articoli, ricerche, atti di convegni, monografie).

Assicurati sempre e comunque che le fonti che hai rintracciato siano attendibili, valutandone la provenienza e il peso dell’autore. Un buon metodo può rivelarsi quello di verificare in quali e in quanti altri documenti viene citata una stessa fonte.

Se hai bisogno di numeri e statistiche a sostegno della tua tesi, ricorri sempre ai dati ufficiali rilasciati direttamente dagli enti di ricerca, come l’Istat, o ancora una volta alle banche dati dell’Ateneo.

La qualità delle tue fonti farà la qualità della tua tesi di laurea. Non tutti la leggeranno dalla prima all’ultima pagina, ma il modo in cui organizzerai l’indice bibliografico sarà indicativo di quanto tu abbia svolto un buon lavoro.

A titolo orientativo in alcune delle tesi alla cui discussione ho assistito recentemente, le fonti erano state identificate in modo molto preciso, erano limitate a un ambito controllabile, erano chiaramente alla portata dei candidati, i quali sapevano come maneggiarle. (…) Il candidato, o il docente, avevano limitato con molta esattezza l’estensione della ricerca. Quanto alle fonti vere e proprie erano divise in fonti di archivio e fonti giornalistiche. Il candidato aveva visto tutto e sfogliato tutti i giornali.
(…) si trattava solo di eseguire il lavoro in modo serio e di commentare il risultato della trascrizione.

Umberto Eco

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