Scrivere un libro: l’analisi della scena

Per analizzare una scena dovresti suddividerla nei suoi modelli di comportamento a livello sia di testo che di sottotesto.

Dopo un appropriato esame potrai scorgerne meglio pregi e difetti.

Qui di seguito troverai un procedimento in cinque fasi congegnato per fa sì che una scena dischiuda i propri segreti.

Fase uno: Definire il conflitto

Chiediti in primo luogo: chi muove questa scena? Chi o cosa la motiva e la fa accadere? Qualsiasi personaggio, azione o evento naturale possono fare questo. Esamina ora il testo ed il sottotesto di questo personaggio e chiediti: cosa vuole? Il desiderio è sempre la chiave. Scrivi questo desiderio (detto anche nel nostro gergo: l’obiettivo della scena) usando l’infinito; ad esempio “fare questo…” oppure “ottenere questo…”

Adesso considera l’intera scena e chiediti: quali sono le forze antagoniste che si oppongono a questo desiderio? Anche queste forze possono provenire da qualsiasi livello o combinazione di livelli di conflitto.

Dopo averle identificate, domandati: “come vogliono queste forze antagoniste?” Meglio esprimere anche questo con un infinito.

Se la scena è scritta bene, nel confrontare le frasi che esprimono i desideri delle due parti scoprirete che sono in conflitto diretto. Ed è così che devono essere!

Fase due: Annotare il livello iniziale

Identifica il valore in gioco nella scena e annota la carica, positiva o negativa, presente all’inizio della scena stessa.

Ad esempio: “Libertà: il protagonista è su un valore negativo, prigioniero della propria ambizione ossessiva” Oppure: “Fede: il protagonista è su un valore positivo, ha fiducia che Dio lo salverà da questa situazione”.

Fase tre: Suddividere la scena in beat

Un beat è un cambiamento di azione/reazione nel comportamento del personaggio.

Abbiamo parlato approfonditamente di beat, qui.

Esamina attentamente la prima azione della scena a due livelli: esternamente in termini di ciò che il personaggio sembra che stia facendo e poi, cosa più importante, guarda sotto la superficie per vedere ciò che veramente sta facendo.

Descrivi questa azione usando il gerundio, ad esempio “perdonando”.

Cerca di trovare espressioni che non indichino azioni, ma denotino le emozioni del personaggio.

Le frasi che esprimono le azioni nel sottotesto non descrivono letteralmente le attività del personaggio ma vanno più in profondità e descrivono la sua azione essenziale.

Adesso riesaminando l’intera scena per identificare la reazione causata da quell’azione e descriverla, sempre con un gerundio. Per esempio: “ignorando il perdono”.

Questo scambio di azione-reazione è un beat.

Finché il personaggio A sta chiedendo “perdono” il personaggio B lo sta “rifiutando”, questo è un beat.

Anche se lo stesso tipo di interazione si ripete più volte stiamo parlando sempre dello stesso Beat.

Non ci sarà un nuovo beat fino ad un nuovo cambiamento di comportamento.

Fase quattro: Annotare il valore finale e raffrontarlo con quello iniziale.

Alla fine della scena esamina la situazione de personaggio a livello di carica di valori, descrivila in termini di positivo o negativo e confrontala con quella della fase Due.

Se risultano uguali allora vuol dire che l’attività intercorsa fra i due è un non-evento. La scena è piatta, non è successo nulla.

Al contrario se invece i valori cambiano allora la scena ha determinato una svolta.

Fase cinque: Esaminare i Beat ed identificare il punto di svolta.

Partendo dal beat iniziale esamina le frasi al gerundio che descrivono le azioni dei personaggi.

Dalle varie azioni/reazioni contenute nella scena emergerà una forma o un modello. In una scena ben congegnata anche dei comportamenti apparentemente disordinati avranno un loro arco e un obiettivo.

In realtà è proprio grazie al loro attento disegno che scene di questo tipo forniscono una sensazione di causalità ai beat.

Vediamo ora un esempio concreto

Usiamo il più famoso romanzo di Carlo Collodi: Pinocchio.

Siamo esattamente nel primo capitolo (pagina 4 e 5 del pdf che trovi di seguito).

Cerchiamo di applicare quanto appena visto sopra.

Fase 1: Definisci il conflitto

Geppetto cosa vuole veramente? Qual è L’obiettivo della scena?

Cambiare vita. Girare il mondo

Quali forze antagoniste agiscono?

Il pezzo di legno (futuro Pinocchio) si ribella si prende beffa degli anziani falegnami.

Evitare che sia donato a Geppetto.

Fase 2: Annota il valore iniziale

Il personaggio Geppetto è su un valore negativo: Geppetto evidentemente scontento della sua vita, cerca una soluzione per cambiarla viaggiando e girando in mondo, così pensa di costruirsi un burattino, la scena finisce con un valore diventato positivo: Geppetto ottiene il pezzo di legno per costruirselo, ed avere così la sua opportunità di cambiamento.

Fase 3: Suddividi la scena in beat

Beat 1:

Incontrandosi

Cercando in prestito un pezzo di legno

Beat 2:

Chiedendo a cosa serve

Colpevolizzando (Geppetto colpevolizza Mastr’Antonio di insultarlo Polendina).

Negare la presa in giro

Azzuffandosi

Beat 3:

Facendo pace giurandosi amicizia

Regalando il pezzo di legno.

Beat 4:

Ribellandosi al regalo (Il pezzo di legno futuro Pinocchio si ribella)

Equivocando il colpo agli stinchi ricevuto

Azzuffandosi

Beat 5

Rifacendo pace

Portandosi il pezzo di legno a casa

Fase 4: Annota il valore finale e raffrontalo con quello iniziale

Si è passati da un valore iniziale negativo ad un valore finale positivo: la possibilità di realizzare un cambiamento.

Geppetto ottiene il suo pezzo di legno in regalo ed è pronto a fabbricare il suo burattino per poi cercare una nuova vita.

Fase 5: Rivedi i beat ed identifica i punti di svolta

Nell’esempio portato in questo articolo, esistono piccoli divari che sono interni e servono allo svolgimento (esilarante) della scena.

Se vuoi approfondire la tematica del divario puoi leggere questo contenuto.

Ho utilizzato una scena tratta da Pinocchio, per facilitarti il compito in quanto è una storia letta e tradotta in tutto il mondo e può anche trovarsi facilmente gratis sul web.

In definitiva in scene scritte male può mancare il conflitto perché non vengono contrapposti i desideri; possono non esserci le progressioni perché ripetitive o circolari; le scene possono risultare zoppicanti perché i punti di svolta giungono troppo presto o troppo tardi, oppure non sono credibili perché i dialoghi e azioni sono esattamente quello che sembrano essere.

In ogni caso analizzando una scena problematica, verificando ogni beat sullo sfondo degli obiettivi della scena, modificando il comportamento per adattarlo al desiderio, oppure modificando il desiderio per adattarlo al comportamento, si potrà riscrivere la scena in modo tale che diventi viva.

Nell’esempio tratto da Pinocchio, vediamo dei beat leggeri di azione reazione, quasi comici. Ma proprio questo continuo e altalenante scambio di azioni e reazioni conferisce tanta dinamicità alla scena.

Usando questa tecnica di analisi della scena, tu puoi usarla per tutte le scene del tuo romanzo che ti creano dei dubbi sulla loro effettiva efficacia.

Ricorda sempre che in qualsiasi scena, dalla più “semplice” o esilarante come questa appena esaminata, alla scena più impegnativa dove sono in gioco le vite dei protagonisti o addirittura del mondo intero, non possono mancare in conflitti e le contrapposizioni ai desideri e agli obiettivi dei personaggi.

Nel caso esaminato il divario fra desiderio del personaggio (Geppetto) ed il suo raggiungimento, anche se un divario comico o simpatico e leggero, c’è ed è forte: Geppetto rimane vittima dei dispetti del pezzo di legno (Pinocchio), ed il conseguente azzuffarsi con Mastr’Antonio creano dei divari continui fra obiettivo e realizzazione.

Fonti: Aristotele (la Poetica) J.H.Lawson – R.McKee

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