Scrivere un libro: la forza negativa degli antagonisti

Il conflitto fra i tuoi personaggi ed i loro antagonisti, sta alla narrazione come il suono sta alla musica.

È imprescindibile.

È molto importante considerare che il protagonista ed i personaggi in genere, rivelano il loro carattere solo grazie alle scelte che nel corso della narrazione sono chiamati a fare di conseguenza ai conflitti, ai lati negativi, ed agli antagonisti che devono affrontare.

Come fai capire se la tua storia possiede forze negative sufficienti ad assicurargli uno sviluppo brillante?

Per prima cosa devi identificare il valore primario in gioco nella tua storia.

Qual è il valore primario della tua storia?

  • La giustizia?
  • L’avventura?
  • La crescita personale?
  • Il piacere?
  • Il potere o l’autorità?
  • La fama?
  • L’armonia interiore?
  • Avere una famiglia?
  • La competizione?
  • La ricerca della forza?
  • Ricerca di libertà?
  • Ricerca della verità?
  • La saggezza?

Di solito il protagonista incarna la parte positiva di questi (o altri) valori; le forze antagoniste la carica negativa.

Nella vita, mi rendo conto, le cose sono sempre più sottili e complesse, esistono varie sfumature con diversi gradi di positività o di negatività.

Ma semplifichiamo, e prendiamo i valori estremi ed opposti.

Buono-cattivo.

Fra i valori considerati come esempio prendiamo in esame l’armonia interiore.

(Prendo questo esempio perché mi viene in mente il libro Eleonor Oliphant, sta benissimo, dove Eleonor, la protagonista, cerca l’armonia con tutta se stessa).

Il valore contrario all’armonia interiore può essere un forte trauma infantile che mina la stabilità emotiva del personaggio.

Proprio come succede nel libro.

L’hai letto? Cosa ne pensi?

L’autrice (Gail Honeyman) ha applicato alla lettera questa tecnica con evidenti ottimi risultati!

Il fattore contrastante.

Tra il valore positivo e il suo contrario esistono tuttavia dei momenti intermedi: i fattori contrastanti: cioè delle situazioni negative, ma che non sono esattamente contrarie, ma che comunque sono ascrivibili nelle forze antagoniste.

Esempio di fattore contrastante: i colleghi di lavoro di Eleonor usano spesso ignorarla, o al massimo schernirla, lei dice di non badare ai loro sorrisetti ironici, ma in fondo il lettore sa che non è così, Eleonor ne soffre.

La situazione che si trova ad affrontare Eleonor si chiama fattore contrastante (una “piccola” forza negativa), che non è esattamente l’antagonista principale, (ovvero la forza negativa più forte) ma che genera sempre e comunque un conflitto.

Il fattore contrastante serve allo sviluppo della storia e dei suoi personaggi.

In generale se il romanzo ti sembra carente, poco soddisfacente o debole la causa è da ricercarsi nella debolezza delle forze antagoniste, compresi i fattori contrastanti.

Consiglio

Piuttosto che sprecare tempo ed energie alla ricerca degli aspetti amabili del protagonista, impegnati a rafforzare il lato negativo della storia (le forze antagoniste).

Questo farà emergere delle reazioni nuove e a catena che daranno spirito e forza alla tua storia.

Abbiamo parlato di antagonisti e protagonisti in quest’altro contenuto

Il principio dell’antagonismo nella scrittura di un libro

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