I problemi più comuni nella scrittura di un libro. 1°parte

Prendiamo in esame i sette problemi più comuni che possono capitare durante la scrittura di un libro.

Questi problemi vanno da come mantenere vivo l’interesse del lettore a come fare adattamenti da altri mezzi espressivi, da come affrontare i buchi nella logica delle storie, a come usare le coincidenze nella narrazione…vediamoli insieme.

L’interesse del lettore

Il marketing può attrarre i lettori nelle librerie o sui bookstore online per comprare un libro, ma una volta conclusosi il rituale dell’acquisto, la storia deve essere efficace altrimenti l’incantesimo si spezza, subito.

Non è possibile mantenere vivo l’interesse del lettore se la storia non aggancia entrambi gli aspetti della natura umana: l’intelletto e l’emozione.

La curiosità è il bisogno dell’intelletto di rispondere ai quesiti e di chiudere le situazioni aperte.

La storia interagisce con questo desiderio universale facendo esattamente l’opposto e cioè pone domande e apre situazioni per dare risposte.

Mentre il protagonista evolve nella storia il lettore si chiede: <<Adesso cosa accadrà?>>.

La partecipazione è il bisogno emozionale di valori positivi nella vita: giustizia, forza, amore, verità, coraggio.

La natura umana rifugge istintivamente dal negativo ed è attratta dal positivo.

La curiosità e la partecipazione creano diverse possibilità di connessione con i lettori: il mistero, la suspense, e l’ironia. Questi termini non vanno confusi con i generi; identificano infatti il rapporto storia/lettore che varia in base alla modalità con cui teniamo vivo l’interesse del lettore.

Ad esempio nelle storie di mistero, o nei gialli, il pubblico conosce meno cose dei personaggi.

Mistero significa provare partecipazione attraverso la curiosità. Noi creiamo fatti espositivi per poi nasconderli e stimoliamo la curiosità del pubblico di lettori.

Nelle storie di suspense invece il lettori e i personaggi dispongono delle stesse informazioni.

Questo accade perché la suspense abbina curiosità e partecipazione.

La curiosità non si basa però sui fatti ma sugli esiti: l’esito di un mistero con assassinio…

Personaggi e pubblico scoprono le stesse cose affiancati nella narrazione, e condividono le stesse informazioni.

Man mano che i personaggi scoprono i fatti i lettori li scoprono con loro, in questo tipo di rapporto a pari noi proviamo empatia e ci identifichiamo col protagonista.

Il problema della sorpresa

Il lettore si rivolge allo scrittore con una sola importante preghiera: Per favore fa che sia una bella storia, fammi vivere un’esperienza che non ho mai fatto, fammi ridere, fammi commuovere, fammi vedere il mondo: sorprendimi.

Ogni volta che un personaggio compare nelle pagine del nostro romanzo, il lettore nutre grandi aspettative su di lui, non compare tanto per comparire, vero?

Esistono due tipi di sorprese, la vera e quella scontata.

La vera sorpresa nasce dall’improvvisa rivelazione del divario fra aspettative e risultati.

Esempio: Chi appicca nella notte l’incendio alla casa di Eleonor Oliphant? (durante la lettura di Eleonor Oliphant, sta benissimo scoprire chi appicca il fuoco è davvero una sorpresa, una vera sorpresa).

La sorpresa scontata invece è più che altro una convenzione che fa parte del gioco: la mano che all’improvviso afferra per le spalle il protagonista, lui si dimena pensando di essere stato scoperto, invece è il suo amicoin genere la sorpresa scontata è uno strumento scadente.

Il problema della coincidenza

La coincidenza è parte della vita, e spesso ne è una parte potente, scuote le esistenze e poi sparisce così come è arrivata.

Quindi la coincidenza non deve apparire di colpo nella storia, modificare la scena e poi sparire, ciò che accade da quel momento in poi deve avere una conseguenza logica di questa coincidenza.

In generale come regola è meglio non usare la coincidenza dopo la metà della narrazione, da questo punto in poi la storia è nelle mani dei personaggi.

Inoltre è anche consigliato di non usare mai la coincidenza nel finale.

Se la usi vuol dire che non sai come concludere il tuo libro, è questo è un chiaro segno che c’è un problema nella narrazione.

Esempio? Jurassic park (di Michael Crichton): il T-Rex entra in gioco giusto in tempo contro i Velociraptor che vogliono papparsi i protagonisti…

In definitiva la coincidenza nel finale annulla ogni significato ed emozione, la coincidenza si sostituisce alle scelte ed all’agire dei protagonisti, la coincidenza così ha il potere di decidere chi sposa chi, chi muore, chi vive ecc… niente di più sbagliato.

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Fonti: Aristotele (la Poetica) J.H.Lawson – R.McKee

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