L’unità degli opposti ovvero o cambio muori

Prendi il protagonista e il suo antagonista, mettili vicini e guardali: è quella situazione in cui il compromesso fra loro è impossibile.

Uno esclude l’altro.

Il termine unità potrebbe trarre in inganno, unità qui non è intesa come unione, fusione, ma come unicità dei due: o uno o l’altro.

Vendiamo quest’esempio: il batterio e il globulo bianco.

Può un batterio dire “ok mi sposto, il globulo è troppo forte?” No, non può spostarsi, o uccide il globulo bianco o il globulo uccide lui.

La loro coesistenza non è contemplata: dei due l’uno: unicità.

Sono degli opposti che si incontrano per distruggersi a vicenda.

Ora prendi questo concetto e trasportalo nella scrittura e nei tuoi personaggi.

L’unità degli opposti deve essere così forte da far sì che si possa arrivare ad una risoluzione senza compromesso.

Pensa all’esempio degli uomini in guerra: restare per onore e rischiare la morte o fuggire per essere liberi ma sentirsi per tutta la vita dei codardi?

C’è solo un momento in cui il principio di unità degli opposti può essere spezzato: se un tratto o una qualità dominante in uno dei personaggi coinvolti cambia radicalmente.

Dato per assunto che il compromesso è impossibile, il personaggio può prendere la strada della trasformazione: in una vera unità degli opposti il compromesso è impossibile, o cambi o muori.

Nel tuo romanzo il protagonista e l’ombra (l’antagonista) hanno un destino segnato: si devono piegare o cambiare l’un l’altro.

Vediamo questi esempi:

GLADIATORE: quali opposti ci sono? (MASSIMO IL GLADIATORE Vs COMMODO)

RE LEONE: quali opposti ci sono? (SIMBA vs LO ZIO SCAR)

HARRY POTTER: unità degli opposti (HARRY POTTER – VOLDEMORT)

LA METAMORFOSI: unità degli opposti (LO SCARAFAGGIO E LA SUA FAMIGLIA)

Nel tuo libro come sono messi i personaggi? Chi effettua il cambiamento? Sono assolutamente convinto che una sana rilettura potrebbe portarti ad evidenziare meglio questo dualismo, spingerti a lavorare in favore dell’unicità, darà una grande spinta narrativa all’intreccio.

Ora vediamo una storia in cui un cane è il personaggio cardine e motivo di cambiamento.

Tornando a casa Davide, trova accanto al cancelletto un cucciolo che inizia a fargli le feste.

Pensa che sia il nuovo cane di uno dei vicini, ma non c’è anima viva in giro, poi stanco del lavoro fa un cenno al piccolo quadrupede ed entra in casa.

La mattina dopo il cucciolo è ancora là fuori. Stavolta meno pimpante resta raggomitolato all’angolo del marciapiede ma alza la testa e abbaia nella direzione di Davide.

La sera al rientro stessa scena, cagnolino fuori il cancello e per giunta bagnato visto la giornata di pioggia.

Davide una volta in casa, chiede a Federica se avesse notato il cane, le chiede se non fosse il caso di adottarlo, visto che è palesemente abbandonato, piccolo e anche molto carino.

Federica sbotta, non vuole neanche sentirne parlare: tre figli sono più che sufficienti a darle il mal di testa ogni giorno.

Davide ci rimane male. Vanno a letto.

Il giorno dopo la scena si ripete, ma stavolta Davide, al rientro da lavoro, decide di prendere il cucciolo e di portarlo in casa.

Federica va su tutte le furie, urla e intima a Davide di portarlo subito fuori, Davide allora risponde che se ne ha il coraggio, di farlo lei.

Federica afferra il cucciolo e senza troppi riguardi lo porta fuori. Il guaito del cagnolino rimasto fuori il cancello, però, è talmente forte e straziante che prima di afferrare la maniglia della porta le viene una sorta di rimorso. Ma nonostante tutto entra e lascia il cane fuori al freddo a guaire.

Davide rimane profondamente deluso dal comportamento della sua compagna. Non le rivolge la parola per tutta la sera.

Mattina dopo, stessa scena. Cucciolo fuori il cancello, guaisce non appena vede l’automobile di Davide, che cerca di non guardarlo.

E’ sera, Davide rientra ma fuori al cancelletto il cane non c’è più.

Pensa a Federica e al brutto comportamento della sera prima ed entra mesto in casa.

Ma trova una sorpresa. Il cagnolino randagio è accoccolato sul divano, lavato e spazzolato, mentre Federica e bambini ci stanno giocando.

Il cane come ho scritto sopra, è il personaggio cardine di questo breve racconto, la sua determinazione ha alterato i valori in campo, inducendo Federica a cambiare radicalmente il suo modus operandi: un equilibrio si è rotto e ne è nato uno nuovo, nulla sarà più come prima.

C’è solo un momento in cui il principio di unità degli opposti può essere spezzato: se un tratto o una qualità dominante in uno dei personaggi coinvolti cambia radicalmente, è proprio perché in una vera unità degli opposti il compromesso è impossibile.

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