Linguaggi Social: come usarli in fatto di self publishing

Autopubblicare è un’azione apparentemente semplice, hai un’idea e una forte passione per la scrittura, ci metti anima e corpo e dopo il tempo della scrittura, finalmente hai completato la tua opera e quindi decidi di pubblicarla per conto tuo.

Ora arriva la parte più difficile, hai pubblicato il tuo libro ma vuoi promuoverlo al meglio, bene sappi che auto pubblicarsi senza ragionare come un marketer difficilmente ti farà raggiungere gli obbiettivi desiderati.

Fare marketing del tuo libro richiede una buona conoscenza della comunicazione web e dei canali di comunicazione più adatti al raggiungimento di una buona fetta del tuo potenziale pubblico.

Tra i vari mezzi di comunicazione web utili al tuo scopo ci sono ovviamente anche i social network, quali mezzi migliori per raggiungere un gran numero di utenti potenzialmente interessati alla nostra creazione? 

Sappi che usufruire dei social per promuovere la tua opera richiede competenza, specialmente perché ognuno di essi a causa della sua struttura distintiva richiede un linguaggio di un certo tipo piuttosto che un altro, per intenderci non potrai utilizzare lo stesso tipo di linguaggio sia su Instagram che su Facebook o su Twitter, in quanto questi social network hanno modi totalmente differenti di comunicare e di conseguenza un pubblico che si aspetta un determinato tipo di messaggio.

Affrontiamo più nel dettaglio i linguaggi da utilizzare su ognuno di essi.

FACEBOOK: il social con più utenti e login giornalieri

Facebook è indubbiamente ancora la piattaforma social con più utenti attivi.

La quantità di login giornalieri è impressionante e cosa ancor più importante è il fatto che rimane ad oggi il social più focalizzato sulla componente testuale; fattore che agevola la creazione di campagne pubblicitarie che possono presentare una descrizione abbastanza ampia e costruita, ma fate attenzione, la vastità degli utenti presenti su Facebook può rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Quando andrai a scrivere il tuo post, a maggior ragione se sponsorizzato e quindi volto a promuovere il tuo libro cerca di definire subito un target in modo da scremare già quella fetta di utenti che non potranno essere potenziali lettori del tuo libro.

Tanto per intenderci se scrivi un libro per un target di lettori molto giovani utilizza un testo appropriato, che li attiri, in modo da coinvolgerli, idem se si tratta di un testo formativo riguardante uno specifico settore.

Facebook è vero, da la possibilità di scrivere un’inserzione abbastanza ampia tuttavia ci sono (principalmente) due scuole di pensiero sulla lunghezza dei testi per le didascalie che accompagnano i post:

  • quella che vuole i post con copy semplici, immediati e diretti per un migliore engagement. Si consiglia una lunghezza fra i 40 e i 50 caratteri o comunque non superiore agli 80 caratteri;
  • e quella secondo cui i copy più lunghi e strutturati invece siano più apprezzati dall’algoritmo della piattaforma.

La verità è che non esiste un ideale assoluto, dipenda da qual è la tua comunicazione e da cosa e come comunichi. Sii sempre riconoscibile.

Ricordati: gli utenti non leggono quando:

  • il design dei contenuti non è curato, quindi poco appetibile;
  • il contenuto testuale è scritto male, presenta refusi, non ha capo né coda, ecc.

Se decidi di inserire un invito all’azione (call-to-action) alla fine del tuo contenuto fa sì che sia uno e uno soltanto, troppe call to action risulterebbero fuorvianti e fastidiose per l’utente che non capirebbe quale sia realmente il fine del tuo messaggio e quale azione gli stai chiedendo di compire. 

INSTAGRAM: la forza delle immagini emozionali e/o divulgative

Instagram utilizza un linguaggio prettamente visivo, basato la sua forza sulle immagini e le relative emozioni che esse suscitano.

Dimenticati testi impegnativi o una sinossi completa della tua opera, su Instagram è più saggio postare un’immagine potente o con un innesto testuale snello, diretto, accurato, sia essa la copertina del libro o una fotografia inerente al tema trattato poco importa basta che riesca ad emozionare e di conseguenza coinvolgere gli utenti.

Instagram negli ultimi anni da semplice app per condividere foto e video, si è rapidamente trasformata in una vera e propria piattaforma di social media advertising con tassi di crescita che superano nettamente quelli di Facebook. 

Più utenti apprezzeranno i tuoi post più essi diverranno virali e di conseguenza anche il tuo libro sarà più conosciuto.

Il limite ufficiale per i post su Instagram è di 2.200 caratteri e 30 hashtag. 

Sull’uso degli hashtag guarda puoi guardare questo video:

LINKEDIN: un curriculum virtuale ma anche una piazza piena di opportunità

LinkedIn è il social network che si occupa principalmente di reti di contatti professionali ed ha lo scopo di creare e intrattenere relazioni online, sulla base però dei contatti lavorativi. 

LinkedIn si occupa di networking con il proprio profilo che viene strutturato come un curriculum virtuale dove andrai ad inserire le tue esperienze lavorative, il tuo livello di istruzione ed eventuali obbiettivi professionali conseguiti.

Il potenziale di questo social non si ferma però qui, ma anzi, presenta una serie di caratteristiche molto utili per chi ha intenzione di promuovere il proprio lavoro, primo tra tutti la possibilità di creare una fitta rete di collegamento con professionisti del settore che ci interessa.

Devi immaginare Linkedin come una piazza dove puoi andare a presentarti ad editori, altri scrittori, giornalisti, sceneggiatori e altri professionisti che possono venire utili al raggiungimento del tuo obbiettivo.

Una volta creata la tua rete potrai promuovere il tuo lavoro postandolo direttamente sulla tua pagina social o dedicandogli una campagna pubblicitaria apposita.

TWITTER: un dialogo diretto con i tuoi lettori.

Twitter deve la sua fortuna al modo innovativo che ha di comunicare, negli altri social network normalmente sei tu a pubblicare qualcosa e aspetti che qualcuno apprezzi o meno ciò che hai pubblicato, con Twitter invece quello che andrai a postare genererà una vera e propria conversazione, un’opportunità per chi come te ha intenzione di coinvolgere l’utente verso un argomento specifico, il tuo libro.

Ma andiamo con ordine, perché innescare queste conversazioni senza essere originali è molto difficile, la prima fase infatti dovrebbe vederti impegnato a creare una tua identità sul social, devi pensare a cosa ti rende diverso dagli altri, perché dovrebbero leggerti?

È una domanda scomoda ma fondamentale per aiutarti a creare un tuo “brand letterario”.

Una volta individuata la tua specificità inizierai a veder coinvolti utenti adatti alla tua opera, in questo modo conversando con loro riuscirai a creare una fidelizzazione verso i tuoi contenuti siano essi un blog o un libro precedentemente scritto.

Twitter sin dalla sua nascita, aveva imposto un limite di 140 caratteri come lunghezza massima per ogni tweet. Negli ultimi anni, ha poi innalzato tale limite portandolo a 280 caratteri.

PINTEREST: il social network visuale per eccellenza

Pinterest è un social anch’esso basato sulle immagini tuttavia a differenza di Instagram dove andrai a postare nella maggior parte dei casi dei tuoi contenuti originali, Pinterest permette agli utenti di ‘pinnare’ immagini condividendo direttamente il link web da dove sono state tratte, ci stai arrivando vero, al gran potenziale che questa formula può avere sul tuo lavoro di promozione?

Immagina questo, scrivi da tempo e hai deciso di creare un tuo sito personale dove pubblichi frammenti delle tue opere, ora una volta iscritto su Pinterest potrai tranquillamente condividere il link dell’immagine della tua copertina o un contenuto inerente ai tuoi lavori e condividerlo sul social in modo da attirare l’attenzione di potenziali lettori.

Attenzione però anche Pinterest richiede una buona dose di impegno, tanto per cominciare non dimenticarti della SEO è fondamentale scrivere un breve contenuto che utilizzi parole chiave facili da rintracciare dai motori di ricerca in modo da aumentare esponenzialmente la portata del tuo post.

Rendi ‘pinnabile’ (condivisibile con link) la tua immagine in modo strategico, se interagisci con qualche utente che potrebbe essere interessato al tuo lavoro commentalo e invitalo a ‘pinnare’ a sua volta in modo da ampliare il tuo pubblico.

Altro accorgimento importante è scegliere la categoria o le categorie in cui inserire il proprio profilo in modo da essere già situati in un’area tematica ben definita e adatta al pubblico che stai cercando.

YOUTUBE: non solo social ma motore di ricerca

YouTube è la piattaforma web di pubblicazione e condivisione di video. Nata il 14 febbraio 2005, acquisita poi da Google nel 2006. 

È il secondo sito al mondo più̀ visitato/consultato dopo Google, e ha avuto un impatto gigantesco nel panorama mediatico globale: YouTube non è solo uno strumento ma un vero e proprio fenomeno culturale

Anche su Youtube la lunghezza dei testi è importante, soprattutto per quanto riguarda descrizione e titolo dei video. Si tratta di fattori di posizionamento fondamentali che vanno curati nei minimi dettagli.

L’headline deve essere di circa 70 parole, mentre la descrizione, che aiuta le persone a capire di cosa tratta il video che stanno per vedere, deve essere di circa 5.000 caratteri. 

TIKTOK: contenuti video elevati all’n-esima potenza

Il social cinese relativamente nuovo (ex Musical.ly) e che nell’ultimo anno sta letteralmente spopolando fra giovanissimi e non solo, ha uno sprint che ha lasciato di stucco anche noi addetti del settore. 

L’ascesa inarrestabile di TikTok, l’emergere di un nuovo target di utenti e la possibilità di vedere tantissimi contenuti provenienti da tutto il mondo, hanno generato la nascita di nuovo linguaggio e di conseguenza di un nuovo lessico utilizzato sul social.

Non pensare a TikTok solo come un social in cui si postano contenuti video divertenti, in realtà la piattaforma inizia sempre di più a popolarsi di canali piuttosto diversi tra loro, ricchi di contenuti a carattere formativo e informativo.

I mini video di TikTok (da 15 secondi a massimo 60 secondi), sono delle sorta di piccole pillole diventate il mezzo migliore per dare consigli, mostrare le proprie abilità o dare voce alla propria professione.

Ecco così che la piattaforma è ad oggi presidiata non solo da millennial (i nati tra il 1981 e il 1996) e generazione z (nati fra il 1997 e il 2010), ma anche da divulgatori di ogni branca scientifica, medica, tantissimi professionisti, scrittori, editori, e chi più ne ha più ne metta.

PS: ricordati che i social media sono un’opportunità che hai per comunicare ed educare il tuo pubblico, per approfondire i temi che ti appassionano, creare una tua leadership di pensiero e infine per promuoverti. Ma questa opportunità va usata con buon senso.


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