Le nuove frontiere dell’audiolibro: podcast e monetizzazione

Un mese fa Alessandro ha pubblicato su questo blog la guida definitiva per registrare e pubblicare un audiolibro prendendo come spunto le enormi prospettive che ha il mercato dell’audiolibro nel decennio che è appena cominciato.

In questo articolo vorrei approfondire questo argomento soffermandomi sulle prospettive future ma, soprattutto sulla situazione attuale, sui servizi che stanno nascendo e su come si possano sfruttare al meglio in queste fasi iniziali.

È molto importante, infatti, riuscire a sfruttare l’enorme visibilità che si può avere al lancio di un nuovo servizio, una nuova piattaforma, un nuovo social, in quanto è un momento in cui la concorrenza è pochissima e l’effetto novità può far decollare un progetto e fargli raggiungere numeri da capogiro.

Il mercato editoriale oggi

Il 2020, forse complice la pandemia, è stato l’anno di consacrazione per il mercato dell’audiolibro in Italia con una crescita del 94% rispetto all’anno precedente ed un fatturato di oltre 17 milioni di euro secondo i dati AIE. Nulla nei confronti del miliardo e mezzo di dollari dell’attuale mercato statunitense ma questa crescita così rapida ci fa riflettere molto.

Ci fa riflettere perché il cambiamento obbligato del modo che avevamo di leggere durante i mesi della pandemia non è stato così drastico da penalizzare cartaceo ed ebook in favore degli audiolibri. In sostanza avevamo comunque tutti accesso agli store online, quindi potevamo tranquillamente ordinare i libri cartacei e riceverli a casa.

Non è stato solo questo, quindi.

La realtà è che il mercato dell’audiolibro è in positivo da diversi anni ormai anche se con percentuali più basse.

La realtà è anche che la voce come mezzo di narrazione è stata riscoperta grazie ai Podcast che si sono moltiplicati esponenzialmente negli ultimi due anni.

Eviterei di soffermarmi troppo sul mercato internazionale ma come riferimento vale la pena menzionare il podcast “The Daily” del New York Times che attira ogni giorno oltre 2 milioni di ascoltatori, come se l’intera popolazione di Milano e Palermo si collegasse contemporaneamente ad ascoltarlo.

L’Italia è fra i paesi europei che utilizzano maggiormente questo medium con il 32% della popolazione che ha ascoltato un podcast nel mese precedente a quello di ricerca secondo il Digital News Report 2020 del Reuters Institute consultabile (in inglese) qui.

L’importanza della voce

Sempre a proposito dei podcast, lo studio del Reuters Institute riporta l’opinione diffusa che la voce sia uno strumento che facilità la comprensione rispetto al testo scritto.

La voce è protagonista ormai quotidiana anche nelle operazioni che svolgiamo. I dispositivi mobili ci hanno portato gli assistenti vocali, agli inizi molto goffi ed imprecisi, ma che oggi hanno conquistato le nostre case grazie agli smartphone, ai tablet, agli smart speaker, ai termostati e alle lavatrici. Gli assistenti vocali ci aiutano in molte delle nostre attività quotidiane e ci leggono anche i libri.

Ma la voce è protagonista indiscussa dei nuovi orizzonti social. È la principale caratteristica del nuovo social Clubhouse che è cresciuto così rapidamente da aver costretto Facebook e Twitter a lanciare le loro controparti Hotline e Spaces.

Cosa succederà con gli audiolibri?

Mi sono dilungato sulla voce e sui podcast, ma qui si parla di audiolibri giusto?

Quello che ho scritto riguardo podcast serve a capire la direzione in cui si stanno muovendo i grandi protagonisti dell’industria e in particolar modo Apple e Spotify.

Mentre Audible è forte nella sua posizione dominante riguardo gli audiolibri, Apple e Spotify regnano pressoché incontrastate nel mercato dei podcast.

Prima di parlare delle novità che stanno arrivando mi permetto un’ultima divagazione, in questo caso storica, ricordando “Ad Alta Voce” storico programma di Rai Radio 3 che dal lunedì al venerdì propone la lettura a puntate di grandi classici della letteratura mondiale, ognuno letto da voci narranti di spessore come Remo Girone, Giorgio Strehler, Pierfrancesco Favino.

Quello che sta facendo Spotify da qualche mese è molto simile a quello che “Ad Alta Voce” fa ormai da tantissimi anni. Ha preso dei grandi classici e li ha fatti leggere da personalità di spicco dell’attuale mondo dei social come Davi Dobrick o da grandi attori e attrici come Hilary Swank. Il tutto accompagnato da un ulteriore podcast collaterale “Sitting with the Classics“, in cui si approfondiscono le tematiche del libro.

Ma non è qui che si gioca la partita più importante, bensì sul piano della monetizzazione.

La monetizzazione dei podcast e le opportunità per gli audiolibri

Prendiamo quello che fa Audible, mescoliamolo con i podcast, aggiungiamoci un pizzico di Patreon ed ecco qui le nuove proposte di Apple e Spotify.

Apple ha annunciato da maggio 2021 la partenza in 170 Paesi del nuovo servizio Apple Podcast Subscription. A fronte di un abbonamento, si avrà accesso a Podcast esclusivi, privi di pubblicità, con lo scopo di permettere ai creatori di contenuti di stringere ancora di più il rapporto con i propri ascoltatori e lettori.

Spotify parallelamente ha lanciato Paid Subscription. Si tratta, secondo le parole di Spotify, di «una piattaforma per podcaster incentrata sulle iscrizioni a pagamento che permette ai podcaster stessi di fare passi avanti in termini di entrate, utenti raggiunti e visibilità». I podcaster potranno scegliere se rendere disponibili le puntate dei loro podcast a pagamento incassando il 100% dei ricavi fino al 2023.

Per capire cosa c’entrino gli audiolibri tornate a quello che ho scritto sul programma radiofonico “Ad Alta Voce”.

Pensate alla possibilità di leggere i vostri libri, a puntate, sotto forma di podcast e venire pagati per questo. Pensate alla possibilità di offrire dei contenuti gratuiti ed altri più esclusivi a pagamento.

Uno strumento di promozione in più per i vostri libri

Questi nuovi servizi rappresentano un’opportunità inedita per il self publishing. Registrare un audiolibro non è un’impresa semplice e può essere più o meno costosa se si decide di farlo da soli o di affidarsi ad un professionista. Alessandro ha fatto una interessante analisi dei costi nell’articolo che ho citato al primo paragrafo.

Una volta che l’audiolibro è stato registrato lo si potrà pubblicare attraverso Youcanprint su Audible e iTunes.

Ma ora quell’audiolibro avrà un valore doppio perché potrai utilizzarlo anche per farti strada fra i podcast! Potrai suddividerlo in capitoli più brevi, magari di 10-15 minuti e caricarlo su Spotify, nella nuova piattaforma Paid Subscription, magari lasciando gratuiti un paio di capitoli.

Gli autori che si sono nel tempo creati un pubblico fedele potranno guadagnare parecchio con questi nuovi strumenti e ci sono tantissimi modi con cui sfruttarli a pieno per promuovere i propri libri ma questo sarà un argomento a cui non vedo l’ora di dedicare un nuovo articolo.

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