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L’Elefante e l’Editoria: le 7 lezioni di If Book Then

If Book Then, self-publishing
Scrivere un reportage su If Book Then è un’impresa complessa e persino coraggiosa. Il coraggio è necessario per cercare di riordinare e riassumere tutti i pensieri e le emozioni che abbiamo vissuto ascoltando in un tempo veloce e impalpabile presentazioni di grande spessore culturale ed umano.

Ripercorro il live twitting alla ricerca di un fil rouge che possa guidarmi nella scrittura di questo post. Mi accorgo così che il modo migliore per narrare If Book Then non è quello giornalistico e strettamente tecnico, ma è quello emotivo e umano che ognuno di noi ha vissuto, le reazioni che abbiamo avuto alle affermazioni, i dubbi e i ragionamenti che i keynote ci hanno innestato. Vi racconterò ciò che ho imparato da If Book Then o almeno i dubbi che mi sono portato dietro, perché sicuramente avremo ancora molto da discutere in futuro.

Tutto l’evento è ruotato intorno all’immagine di un elefante rosa in una stanza dove una donne legge con disinvoltura e noncuranza il suo libro. L’immagine è quella di una famosa performance di Banksy, uno dei più importanti esponenti della Street art. Banksy organizzò questo evento a Los Angeles nel 2006, in un magazzino abbandonato, dove un elefante dipinto di rosa e oro, si muoveva tranquillamente in un appartamento tipicamente borghese tra le opere dello stesso Banksy. Che ci fa un Elefante in un evento dedicato al futuro dell’Editoria? Beh l”idea è geniale ed è stata in grado di riassumere tutte le tensioni che il mercato editoriale sta vivendo in questo periodo cruciale: così come recita un’espressione inglese, “the pink elephant in the room” è un problema macroscopico che si finge, paradossalmente, di non vedere. Ad If Book Then l’Elefante è diventato la metafora di tutti i cambiamenti che l’Editoria sta vivendo: la diffusione degli ebook, la crescita del self-publishing, Amazon, etc. Questo può far pensare come, almeno ad If Book Then, gli Editori non abbiano vestito le parti della donna ma abbiamo almeno tentato di prendere l’Elefante per la proboscide.

1. Il coraggio degli Editori

Uno dei meriti più grandi di If Book Then è stato senz’altro quello di aver dato una scossa agli Editori. Di fronte allo spettro di Amazon che aleggiava come una nuvola minacciosa nella sala conferenza, ad If Book Then è stato invocato a gran voce il coraggio degli editori. Per raccogliere le sfide dell’editoria digitale gli Editori devono ritrovare il coraggio della trasparenza, la forza di aprirsi a nuovi mercati, la capacità recuperare e riscrivere il rapporto con i propri scrittori ed imparare dai loro lettori e sopratutto il diritto alla sperimentazione.

Improvvisamente tutto il mondo dell’editoria tradizionale, con i suoi valori e i suoi tempi, è sembrato inadeguato ad affrontare l’imprevedibilità del mercato digitale. La probabilità di successo dipenderà dalla capacità che avranno gli Editori di scrollarsi di dosso le vecchie categorie dell’editoria tradizionale e iniziare a guardare al futuro con ottimismo e coraggio.

2. Orgoglio Europeo

Un’altra piacevole sorpresa che ci ha regalato If book Then è stata quella di riscoprire l’anima digitale e tecnologica dell’Europa. Per la prima volta, di fronte agli interventi di Javier Celaya e Molly Barton di Penguin Books, abbiamo avuto la sensazione di non essere sempre la versione paperback e ritardata delle novità americane, ma abbiamo riscoperto un orgoglio e una specificità tutta europea del mercato editoriale digitale. La propensione nei confronti della tecnologia, l’amore per i social network, l’utilizzo sempre crescente degli e-commerce, stanno rendendo l’Europa un mercato di riferimento per l’editoria digitale. Una specificità che ha spinto qualcuno ad ipotizzare la costituzione di un consorzio di Editori europei per contrastare il potere di Amazon http://www.dw-world.de/dw/article/0,,15715799,00.html

3. Digitali si nasce

L’Editoria digitale ha regole completamente diverse rispetto l’editoria cartacea. Così potremmo riassumere gli ottimi interventi di Giuseppe Granieri e Peter Meyers. Gli Editori, quindi, devono essere in grado di guardare al digitale in modo specifico e progettare contenuti e prodotti in maniera innovativa, evitando di deludere le aspettative dei lettori. La specificità dei device e dei mercati, la differenziazione tra generi, le politiche di pricing e royalties, i modelli di business, tutto nel digitale deve essere rimesso in discussione. Non esistono ancora modelli di proiezione validi, è il tempo della sperimentazione e del coraggio.

4. Le opportunità del self-publishing

Insieme ad Amazon, il self-publishing è stato l’altro grande “elefante rosa” di If Book Then. Ogni presentazione ne ha sottolineato l’importanza e il peso economico ma ciò che If Book Then ha insegnato agli Editori riguardo il self-publishing è stato il rispetto, ovvero la capacità di osservarlo come fenomeno, senza ignorarlo. cercando al contrario di cogliere ed imparare da esso gli aspetti migliori riguardo al rapporto tra scrittori e lettori.

Il selfpublishing ha molte cose da raccontare all’Editoria tradizionale: il rapporto con gli autori, l’importanza e l’impatto economico dei social network sull’editoria, l’importanza di adeguate politiche di pricing, il rispetto per il lettore, nuovi modelli di business e di scouting. Dopo la sua importante crescita nel 2011 d’ora in poi bisognerà guardare al fenomeno del self-publishing non più come una degenerazione dell’editoria tradizionale, ma come un’opportunità. La lezione di Molly Barton con BookCountry è stata magistrale in questo senso.

5. La lettura diventa social

Così come la produzione di contenuti e la distribuzione delle opere, anche l’esperienza della lettura sta cambiando profondamente. If Book Then ha dimostrato come il social reading sia un’altra delle grandi opportunità del futuro dell’Editoria. L’approccio “social” sta conquistando man mano tutti i settori della cultura, dall’informazione all’industria musicale per poi toccare finalmente l’industria editoriale. L’editoria digitale e il self-publishing stanno dimostrando come il lato “social” di un brand o di un’opera siano in grado di determinare il successo o l’oblio di un libro. Questa rivoluzione costringerà gli editori a riconsiderare il loro rapporto sia con gli autori che con i lettori, tutto ciò in un costante e ininterrotto flusso di interazioni e di informazioni che l’Editore è chiamato a governare. Sul piano del social reading si giocherà probabilmente la sfida più importante per il futuro dell’editoria. If Book Then, con lo show di Small Daemons, Read Mill, 24 Symbols, ha dimostrato come coraggio, innovazione e attenzione ai lettori possano essere in grado di generare nuovi modelli di business e creare nuovi valori ed esperienze intorno ai libri.

6. La lezione dalla pirateria

Un’altra grande protagonista di If Book Then è stata la pirateria. La presentazione di @boezman ci ha insegnato come sia giunto ormai il tempo di smetterla di parlare della pirateria come un problema, cercando di costruire apparati e tecnologie repressive, ma di guardare al fenomeno come una grande, non ancora sfruttata, opportunità di business.

La pirateria ha molto da insegnare all’Editoria. Si diventa molto spesso pirati perché nella rete è più facile trovare un enorme quantità di titoli, ad un prezzo più basso e facilmente. Se gli Editori provassero a trasferire questi aspetti nei loro modelli di business la sfida sarebbe vinta. Cosa devono fare quindi gli Editori per trasformare un danno in un’opportunità? Semplice, pubblicare più opere possibili in tutti i formati disponibili, renderle acquistabili su tutti i device, senza DRM, ad un prezzo giusto e in più paesi possibili. In questo modo la pirateria potrà diventare una straordinario strumento di marketing come la lezione di Paulo Coelho ci insegna.

7. Il fatto umano nell’era digitale

L’ultima grande lezione di If Book Then è stata per noi la rivalutazione del fattore umano nell’Editoria Digitale. L’intervento di Giuseppe Granieri probabilmente ha suscitato molti pareri discordanti, ma siamo d’accordo con lui nel sostenere che l’overload portato dal digitale difficilmente potrà essere gestito solo dal fattore umano. Perché allora il fattore umano sarà fondamentale nell’editoria del futuro? La crescita del self-publishing, la diffusione del social reading, la rivoluzione dei rapporti tra le case editrici e i loro autori e i loro lettori determineranno un attenzione sempre più forte al “fattore umano”, ovvero ai bisogni e alle esigenze dei lettori. Intorno al rapporto con i lettori si giocherà il destino e il successo di un libro o di un intero brand. In una società e un’economia sempre più “social”, la reputazione editoriale costruita giornalmente a fianco dei propri lettori sarà la chiave determinate per il successo nell’editoria del futuro.

If Book then in pillole.

Parole chiavi: velocità, qualità, metadata, prezzi, social reading, discoverability, esperienza di lettura, self-publishing ed elefante.
Relatori: http://www.ifbookthen.com/?cat=20
Slide dell’evento: http://www.slideshare.net/ifbookthen
La ricerca Nielsen “Book Scan Sales Analysis”: clicca qui
Novità: Book Republic lancerà un book store dedicato all’editoria digitale universitaria ed organizzerà un nuovo evento in estate “If Book Then Pro”.

@futurodeilibri

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