Generi letterari: definizione ed elenco

Quante volte sentiamo parlare di “genere letterario”?

Forse è un concetto poco conosciuto da chi non ama scrivere o leggere, ma che rappresenta un argomento di estrema importanza per chi desidera approcciarsi con la scrittura di un libro o di un manuale.

Ma cosa significa esattamente scegliere un genere anziché un altro? E perché, fin dai tempi antichi, gli studiosi si sono sempre preoccupati di differenziare le varie opere letterarie?

Le scienze letterarie vengono da sempre suddivise in una vasta varietà di generi, che ne rendono più semplice la classificazione, l’argomentazione critica e la scelta da parte del lettore. Una prima differenziazione generale è quella effettuata tra poesia, prosa e teatro, queste ultime caratterizzate da ambiti comunicativi molto diversi, fin dai tempi antichi.

La prosa è la forma letteraria della “scrittura memorialistica”, ma anche della giurisprudenza e della storia antica: opere che per essere comprese anche dai lettori meno esperti necessitano di una scrittura chiara, fluida e diretta, come ad esempio le opere di Cesare e Cicerone (per citare alcuni degli esempi più importanti della nostra storia antica), o le raccolte giurisprudenziali giunte ai nostri giorni dal diritto romano, tramite le codificazioni dello juris medievale.

L’ambito e lo scopo della poesia sono invece completamente opposti, perché cercano di creare la musicalità di un suono attraverso il ritmo delle parole e l’ordine, espressi nei versi poetici.

Quando si parla del genere letterario “prosa”, infine, ci si riferisce più che altro alla narrativa, ovvero alla scrittura di un racconto o di un romanzo. All’interno delle varie forme narrative si possono a sua volta trovare diversi generi, come ad esempio i fotoromanzi e le sceneggiature (i primi rappresentano romanzi per immagini, mentre i secondi delle vere e proprie sceneggiature televisive e cinematografiche).

Ma cosa sono, esattamente, i generi letterari, perché ce ne sono di diversi tipi e perché bisogna conoscerli prima di scrivere un libro?

Le risposte a queste domande non possono essere date prescindendo da alcune considerazioni legate agli studiosi della letteratura classica, nei secoli addietro. Fin dai tempi antichi, infatti, si è avvertita la necessità di catalogare tutte le opere con una denominazione ben precisa, soprattutto per una ragione di ordine e concretezza. Tutti i libri si differenziano in generi (categorie), che dipendono dalla storia che narrano al lettore.

Tutte le opere si distinguono dunque in base alla storia che raccontano, e ogni persona sceglie il libro del genere che predilige, in base ai propri gusti personali.

Una prima differenziazione importante dei giorni nostri, seppure generica e assai variabile, è quella che si fa tra favola, fiaba e romanzo, ognuna delle quali è distinguibile per categorie.

Cos’è, esattamente, un genere letterario?

Un genere letterario può essere definito una “categoria della scrittura letteraria“. Definire con precisione i vari generi letterari esistenti non è semplice, perché si tratta di un argomento molto dibattuto dagli stessi studiosi illustri della letteratura.

A partire dal Rinascimento è stata operata una classificazione generica dell’argomento, ma la corretta differenziazione dei generi letterari resta ancora un concetto in continua evoluzione, ma soprattutto privo di connotazioni specifiche.

Prima di analizzare nei dettagli i diversi genere giunti fino ai giorni nostri è importante focalizzarsi sull’evoluzione di questa materia, partendo dagli albori della tradizione letteraria: un’analisi che non può prescindere dalla necessita di citare alcune opere classiche.

Nella letteratura la determinazione delle varie categorie letterarie rappresenta uno dei problemi più controversi dell’antichità, a partire dal Rinascimento, periodo in cui fu analizzata la “Poetica di Aristotele”. Fu proprio Platone, infatti, che pose l’accento sulle prime differenze tra il genere mimetico, narrativo e mistico, mettendo in rilievo quanto fosse importante categorizzare le varie opere create dagli illustri studiosi, anche al fine di diventare un ottimo veicolo di comunicazione.

Fin dalle epoche passate, dunque, i vari generi letterari si sono distinti in base a determinati elementi, ma senza mai creare un ordine gerarchico e rigoroso, come avviene frequentemente nei giorni nostri.

Secondo i canoni della letteratura classica per classificare un genere si devono prendere in considerazione diversi elementi, tra cui la modalità di scrittura dell’autore e la natura degli argomenti trattati: caratteristiche che secondo i classici permettono di definire a quale categoria appartiene un’opera.

Nel corso degli anni sono state formulate diverse “teorie dei generi”, anche se un’epoca fondamentale è stata l’età romantica, quando gli studiosi distinguevano tra “epica, lirica e dramma“.

Partendo dalla classificazione dei classici è facile definire il genere di un’opera partendo dalla natura dei temi argomentati nell’opera, fissando l’identità del suo contenuto in base al tema e alla forma trattata (tenendo conto dunque della prevalenza degli argomenti trattati: ad esempio amorosi, fantasiosi o avventurosi).

Alcune opere narrative annunciano direttamente il loro genere, senza lasciare alcun dubbio al lettore, utilizzando spesso un sottotitolo in grado di orientare le sue scelte e dirigerlo sul libro che preferisce. Questo non significa che il genere sia sempre e in ogni caso facilmente riconoscibile dal lettore, spesso il testo non è in grado di rivelare immediatamente la sua categoria di appartenenza, perché molte volte la copertina, il titolo o la trama, non forniscono indicazioni univoche, ma costringono il lettore a informarsi previamente per acquisire ulteriori dettagli che lo possano orientare verso la scelta giusta.

I generi letterari più formalizzati invece, ovvero quelli che non lasciano dubbi al lettore (come ad esempio l’epica, la tragedia e la commedia), sono tutti quelli che raccontano una storia antica, e che sono stati riprodotti nel corso dei secoli con nuove rivisitazioni e codificazioni, ma senza mai discostarsi dalla trama originaria, come ad esempio le storie greche o i grandi classici della letteratura italiana (pensiamo ai generi definiti esplicitamente dagli stessi autori, ad esempio alle opere di Omero e Virgilio, espressamente indicate come opere “classiche”).

Considerando che la definizione dei generi letterari è un’attività svolta da sempre, ovvero un concetto suscettibile di variazioni, reinterpretazioni e riadattamenti, non esiste alcuna classificazione assoluta che ne indichi una definizione universale, ma può essere comunque effettuata una generica classificazione di essi, dividendo i diversi generi in vari raggruppamenti fondamentali.

Di seguito vedremo quelli fondamentali, dopo aver analizzato l’importanza dei generi letterari.

Perché bisogna conoscere i generi letterari?

Se paradossalmente non esistessero i generi, probabilmente si leggerebbe di meno, e di conseguenza un’attività importante come la scrittura sarebbe praticata sempre di meno, con notevoli ripercussioni sulla cultura. Catalogare tutti gli iscritti è un’esigenza che è sempre stata avvertita nel corso dei secoli, e per capirne l’importanza basta soffermarsi ad immaginare una libreria in cui i libri sono “ammucchiati” casualmente, ovvero senza alcun titolo o copertina che ne annunci sinteticamente il contenuto e attiri il lettore a comprarlo.

Ogni lettore presenta preferenze diverse dagli altri, chi ama il genere romantico, ma non ha gli strumenti per riconoscerlo immediatamente, non è in grado di operare una scelta concreta, perché acquistare ad occhi chiusi significherebbe essere costretti a leggere un libro senza avere il minimo sentore di ciò che dice, e questo porterebbe inevitabilmente al declino dell’editoria.

Chi comprerebbe un libro senza sapere se il suo contenuto può interessare? Da questo punto di vista la definizione della categoria a cui appartiene rappresenta un elemento di elevata importanza, non differente dagli altri acquisti che facciamo tutti i giorni: vestiti e alimenti. Guardare la copertina, conoscere immediatamente l’aspetto esteriore permette di valutare se quell’acquisto fa per il lettore in questione o meno. Conoscere i vari generi letterari è dunque molto importante, non solo per il lettore ma anche per lo scrittore, soprattutto se quest’ultimo desidera avventurarsi nella scrittura di un libro.

Quando decidiamo di leggere un libro, ma soprattutto quando ne vogliamo scrivere uno, dobbiamo innanzitutto soffermarci su questa domanda: a quale categoria appartiene il contenuto che voglio scrivere? Iniziare a leggere, o peggio a scrivere, senza le idee chiare potrebbe non essere produttivo per l’autore, perché l’attività di scrittura e lancio di un libro necessita di un’attenta e soprattutto preventiva valutazione di questi aspetti, pena l’insuccesso della redazione e del conseguente lancio del testo.

Ovviamente nulla ci vieta di creare delle bozze con intrecci di vari generi letterari, ma in questo caso bisogna fare attenzione, perché anche gli autori più esperti possono entrare in confusione dopo aver stilato centinaia di pagine prive di un unico filone specifico, soprattutto se caratterizzato da un miscuglio confusionario di diversi generi. Come fare dunque, per non cadere in questa trappola? Non c’è una risposta univoca, tutto dipende anche dal diverso grado di esperienza dell’autore, dal tempo a disposizione e dall’argomento che vuole raccontare nel suo libro.

Se l’autore non ha le idee chiare può iniziare a stilare un intreccio di generi, ma in quel caso è consigliabile leggere e rileggere più volte il testo prima di lanciarlo, in modo da modificarlo nei punti in cui devia eccessivamente dal tema principale, e “restringere” il contenuto per cercare di riprodurre un filone prevalente per almeno l’80 per cento del contenuto.

Se il lettore alla fine del suo lavoro ha dei dubbi sul filone principale, o teme di aver creato un confusionario “miscuglio”, può provare l’efficacia del testo facendolo leggere a un amico o a un/una beta reader, senza svelare il genere o il tema principale, in modo che sia direttamente l’amico i il/la beta reader a rinvenirlo, ed esporre eventuali dubbi soltanto alla fine (raramente l’autore si accorge di aver immesso troppe contaminazioni, spesso è necessario avvalersi dell’aiuto di un lettore per evidenziare eventuali “difetti di redazione”, soprattutto quando il libro è troppo lungo).

Per capire l’importanza della definizione dei generi basta immaginare di scrivere un libro giallo, che necessita di un certo grado di suspense e tensione fin dalle prime righe, se non abbiamo bene in mente il genere che vogliamo riprodurre con molta probabilità scriveremo una trama noiosa, poco appassionante o banale. La stessa cosa per i romanzi rosa: un genere che non può prescindere dalla presenza di un intreccio romantico e delicato, fin dal primo capitolo, altrimenti il lettore si confonderebbe e lo troverebbe noioso.

Spesso la linea di confine tra un genere e l’altro è sottile (immaginiamo un romanzo horror con uno giallo), e può succedere che avvengano facili commistioni poco piacevoli per il lettore. Ecco perché è importante avere le idee chiare fin dal principio, per rendere la lettura piacevole e interessante per il lettore e indurlo a continuare la lettura del libro. Allo stesso modo, quando si decide di scrivere un libro per bambini, è importante raccontare dei temi capaci di stimolare la loro fantasia, adatti alla loro età e capacità d’avventura.

I generi letterari aiutano dunque i lettori a scegliere il libro che più gli aggrada, e a tal fine utilizzano proprio “i generi” per orientare le proprie scelte: ogni lettore andrà a cercare la specifica categoria di suo interesse, facendosi guidare dagli indizi che arrivano dal titolo dal libro e dalla copertina, scegliendo così il libro più adatto alle proprie esigenze personali.

Conoscere i generi letterari è importante anche per determinare il successo del libro e favorirne la critica. Come potrebbe un’opera riscuotere successo se non presenta un filo logico? Molto probabilmente la critica sarebbe negativa, proprio perché un libro poco rispettoso del genere professato, verrebbe recensito negativamente dagli stessi elettori, decretando così l’insuccesso del suo lancio. Tuttavia l’esperienza dei grandi scrittori ci insegna come l’opera di classificazione non è così semplice da effettuare, perché se i generi letterari sono necessari per tracciare le caratteristiche fondamentali di ogni genere, le caratteristiche in questione possono a sua volta variare da genere a genere. In che senso? Le varie categorie dei libri sono determinate da parametri diversi, come ad esempio l’ambientazione, la collocazione temporale della storia, il tipo di emozione che suscita nei lettori e così via.

Nel momento in cui l’autore inizia la scrittura del libro, pertanto, può anche classificare genericamente a quale genere appartiene, ma molto spesso riprodurrà un’opera dai contorni incerti e mescolati, complicando ulteriormente le difficoltà di definizione del genere di quel determinato libro. Questo non necessariamente deve essere considerato un difetto dell’opera, perché una trama “intrecciata”, mescolata e sapientemente combinata nei vari generi, può risultare vincente e avvincente per il lettore, determinando il successo dell’opera.

Perché bisogna scegliere un genere letterario per scrivere un libro?

Da quanto suddetto emerge che prima di scrivere un libro è importante avere le idee chiare sul genere letterario da scegliere.

Oggi sono tanti gli autori che decidono di ricorrere all’autopubblicazione della propria opera letteraria, ma anche in quest’ultimo caso è importante avere ben chiaro a quale categoria il nostro testo possa essere ascritto, anche quando preferiamo non proporlo direttamente ad un editore affinché ne valuti l’autopubblicazione (quest’ultima presenta infatti dei vantaggi considerevoli, come appunto la velocità di pubblicazione, l’assenza dei vincoli tipici delle case editrici e i costi minori).

Scegliendo il genere letterario con correttezza aiutiamo il lettore a orientarsi nelle sue preferenze di lettura, non solo per conoscere immediatamente il genere narrativo dei libri con cui entra in contatto casualmente, ma anche per permettergli di trovare immediatamente il libro giusto per se stesso, nel caso in cui conduca una ricerca mirata del genere di suo piacimento.

Avere le idee ben chiare sul genere da praticare è importante anche per chi scrive, perché gli permette di creare una storia efficace per i lettori, piacevole da leggere e soprattutto non confusionaria.

I generi letterari rappresentano una forma comunicativa molto importante, perché aiutano il lettore ad orientarsi tra milioni di alternative diverse e spesso opposte. Nella tradizione italiana, nonostante se ne riconosca l’importanza, non si opera una rigorosa divisione dei libri pubblicati in generi letterari; forse perché si ritiene superfluo o non necessario al fine di orientare il lettore, dando per scontato che quest’ultimo abbia le idee chiare sulla categoria che preferisce.

Tuttavia l’esperienza ci insegna che quando si desidera acquistare un nuovo libro, il lettore effettua una scelta tenendo conto dei temi che più lo attraggono, e se le opere non seguono una specifica struttura narrativa coerente, difficilmente non rimarrà deluso dalla lettura.

Classificare i generi permette dunque di soddisfare una facilità di scelta, e soprattutto di comodità, perché ci permette di identificare immediatamente il contenuto potenziale di un libro, senza il rischio di valutazioni sbagliate. Naturalmente la classificazione è necessaria anche ad altri scopi, primo tra tutti l’utilità che ne può derivare all’autore. Un libro non nasce mai dal nulla, ma dalle letture ed esperienze di chi lo scrive, oltre che dalla sua fantasia e originalità. Riflettere sul genere narrativo spinge l’autore a interrogarsi e creare nuovi spunti per il suo libro, per ragionare su cosa desidera leggere il lettore.

Immaginiamo di leggere un classico romanzo poliziesco, che inizia raccontando un episodio delittuoso fino alle indagini e la scoperta del colpevole. Questa struttura narrativa spinge lo scrittore a interrogarsi sugli aspetti fondamentali del suo romanzo, sulla natura e sulle cause, cercando di seguire sempre lo stesso filo logico ed evitando di andare fuori tema. Alla fine il libro risulterà fluido, pulito ed efficace dal punto di vista del lettore, sebbene possano essere presenti elementi di contaminazione (anche in un libro perfettamente horror vi può essere una storia d’amore, ma il filone principale rimane sempre la storia horror, e così deve essere per non annoiare il lettore).

Quando l’autore inizia un libro deve tenere sempre ben in mente l’argomento principale che l’ha spinto a scrivere, e cercare di seguire lo stesso filone che l’ha spinto a inizializzare il libro, tutti gli altri elementi (come ad esempio l’inclusione di un tema comico in un romanzo d’amore) devono rappresentare un semplice contorno o un modo per spezzare una trama troppo lineare, ma senza mai esagerare, altrimenti il testo risulterà incoerente e confusionario.

Cosa distingue uno schema da un altro?

Se un libro può essere considerato un’opera d’arte capace di appassionare, far riflettere e suscitare domande, è necessario capire innanzitutto di quale tipo di libro si tratta. È una necessità che conosceva anche Aristotele, che 2500 anni fa ha avvertito la necessità di catalogare i generi letterari, per comprendere le loro caratteristiche e capire a fondo quali domande potessero scaturire dalla lettura, ma anche quali emozioni e reazioni potessero suscitare nei lettori.

Ma quali sono le differenze tra i vari schemi? Per cosa si differenziano i vari generi letterari?

Una tragedia potrà portare il lettore a piangere, una commedia lo porterà a ridere, mentre un thriller susciterà emozioni di paura e terrore, così come gli altri generi. Quali sono dunque gli elementi che permettono di differenziarli?

Sicuramente la trama è il primo elemento, ma anche i colpi di scena e il filone principale del racconto. Ogni forma letteraria si sviluppa e nasce in un certo contesto narrativo, che ne determina innanzitutto il senso espositivo, ma anche la fetta più o meno ampia di lettori (l’autore che decide di scrivere un libro fantasy sa bene che i principali destinatari saranno i lettori di una fascia di età tendenzialmente giovane, con le relative eccezioni).

Prendiamo ad esempio un genere classico: il teatro, che si inserisce in un contesto di rappresentazione pubblica, e dunque caratterizzato da sequenze descrittive e narrative (pensiamo a un’opera tragica di Shakespeare rappresentata in un teatro, sarà contornata dalla lirica e dalla drammaticità, potrebbe presentare anche aspetti comici, ma il filone descrittivo rimarrà sempre quello drammatico).

La stessa cosa per un romanzo, che in base al genere presenta dei filoni e caratteristiche ben precise: una storia d’amore si caratterizzerà per la passione tra i protagonisti, per i racconti delle vicissitudini di un amore tormentato con tutte le sue sfaccettature: la tristezza, la nostalgia e infine il lieto fine.

Ogni schema letterario si presenta dunque diverso in base al genere, e ognuno di questi ha dei precisi filoni narrativi, di cui non può prescindere: la storia fantasy non può prescindere dall’avventura, quella humor non può prescindere dalla comicità, un libro erotico non può prescindere dall’eros e così via.

Elenco dei generi letterari: quali sono differenze?

Le differenze tra i vari generi letterari risiede nella trama e nei contenuti che ogni opera riproduce. Ogni libro, come ben sappiamo, racconta una storia, che sia inventata o meno, ma questa storia deve rimanere sempre prevalente nel corso dei vari paragrafi, senza mai essere oscurata da altri temi introdotti nel libro.

Secondo il “Book Industry Subject and Category”, esistono ben 239 generi e sottogeneri di categorie nelle opere della letteratura. Anche se è impossibile definirli tutti, è comunque possibile indicare i principali, ovvero i generi letterari più diffusi:

Genere Giallo

Nei libri gialli, la trama che viene creata dall’autore ruota intorno a un mistero criminale, e quindi a delle indagini poliziesche che mirano a chiarire la verità e dunque la soluzione del caso (il termine “giallo” deriva dall’uso delle copertine di questi libri, che in genere vengono riprodotte di colore giallo). Il giallo si differenzia dal thriller per l’aspetto “suspense” che in quest’ultimo è particolarmente presente (i thriller cercano di tenere il lettore con il fiato sospeso, attraverso una trama attorcigliata in modo tale da mantenerlo in tensione durante la lettura).

Genere Rosa

I romanzi rosa, chiamati anche “romance”, raccontano al lettore una trama d’amore, sempre a lieto fine. Si tratta di un elemento che più di qualsiasi altro viene contaminato in più generi: non è raro trovare una storia fantasy, horror o thriller mischiata con una trama romantica (una bella storia d’amore, infatti, è sempre apprezzata dal lettore, a prescindere dal genere che sta leggendo, ecco perché rappresenta l’elemento che più di tutti contamina i generi letterari).

Genere Horror

I romanzi horror mirano invece a creare una trama di paura coinvolgente, che induca il lettore ad innalzare i livelli di terrore e adrenalina, sfruttando le sue paure interne (si tratta di libri spesso contaminati con il genere fantasy o giallo). L’ambientazione di questi romanzi è sempre macabra, oscura e claustrofobica, perché altrimenti non sarebbe possibile riprodurre fedelmente l’horror nel libro (per questo motivo vengono spesso inclusi dettagli terrificanti, come descrizioni esplicite di omicidi e altri delitti).

Genere Fantasy

Di trama completamente opposta troviamo i romanzi fantasy: un genere letterario in cui prevalgono elementi quasi sempre non reali, frutto di invenzione dell’autore (in questi libri si trova in genere un’ambientazione e una trama non spiegabili razionalmente, frutto dell’immaginazione dello scrittore, caratterizzata spesso da paesaggi popolati da figure mitologiche o altamente fantasiose, come elfi, streghe, draghi e terre inesistenti).

Genere Fantascienza

L’elemento in comune di questi libri con il genere fantascienza, risiede proprio nella presenza dell’elemento “fantasioso”, non esistente nella realtà e non spiegabile razionalmente; anche se la trama di questi libri ha in genere una caratteristica che li accomuna: il racconto si sviluppa intorno alla tecnologia, la cui trama racconta l’impatto, più o meno intenso, che l’innovazione tecnologia può avere sull’uomo (pensiamo ai libri che raccontano una storia sul futuro, ad esempio sul 2050).

Genere Erotico

Il genere erotico, invece, si differenzia dal romantico per una maggiore trama incentrata “sull’eros”, pur essendo presente una nota romantica in tutto il racconto (si tratta di un genere che può contenere elementi psicologici, a volte morbosi e perversi, che ruotano intorno alla sessualità senza mai tralasciare l’aspetto romantico).

Genere Storico

Il romanzo storico è invece un’opera che tenta di raccontare al lettore una storia vissuta in epoca lontana, e a tal fine ne ricostruisce l’atmosfera, i costumi e le usanze, in modo da proiettare il lettore in un mondo storico lontano (la storia può infatti contenere personaggi realmente esistiti, o al contrario completamente inventati dall’autore).

Genere Umoristico

I libri del genere umoristico hanno lo scopo di divertire il lettore, enfatizzando scene bizzarre o comunque umoristiche, per far ridere il lettore (basta pensare ai classici film comici, non diversi dai libri umoristici).

Genere Avventura

Di trama completamente opposta sono quelli di avventura, in cui il nucleo centrale del libro è l’azione di un personaggio: viene raccontata una trama caratterizzata da una missione da compiere, che in molti casi mette alla prova le capacità di resistenza di uno dei protagonisti (pensiamo a un romanzo in cui si raccontano le avventure di un sopravvissuto a un nubifragio, su un’isola sperduta).

Gente Biografia e Autobiografia

I libri di biografia e autobiografia rappresentano dei generi che raccontano la vita personale del protagonista (nel primo caso il racconto viene effettuato da una terza persona, mentre nel secondo dallo scrittore stesso). Si tratta di un genere completamente esente dalla fantasia e dall’invenzione, perché in questa categoria ci si limita a parlare delle esperienze di vita vissute.

Gente Young Adult

Lo young adult, invece, è un genere nuovo per definizione, nel senso che tratta argomenti come le relazioni familiari e affettive in generale, ad esempio con le amicizie o i rapporti tra bambini.

Genere Fanfiction

Il genere fanfiction, infine, è costituito dalle opere letterarie scritte dai fan, raccontando le storie e i personaggi di opere appartenenti ad altri autori, non solo letterarie ma anche televisive. Naturalmente queste sono solo alcune delle principali categorie di generi, proprio perché, a causa della flessibilità del termine, non è possibile stilare una lista precisa e completa non soggetta a variazioni.

Conclusioni: come scrivere un genere letterario e pubblicarlo con il self-pubblishing

Da quanto si evince dai paragrafi precedenti si può affermare con certezza l’importanza della scelta del genere letterario, sia per l’autore che per lo scrittore. Ma se la “definizione” del genere è uno strumento molto utile su diversi versanti (per attirare il lettore, per non annoiarlo e permettere la diffusione della propria opera di un determinato target di lettori), la scelta troppo precisa di una categoria letteraria può anche trasformarsi in una gabbia per lo scrittore, perché lo obbligano a creare una struttura narrativa “obbligata”, rigida e prevedibile per il lettore.

Se si inizia a scrivere cercando di seguire un determinato filone letterario si può facilmente cadere nel banale, e la banalità è un aggettivo non compatibile con il mondo della scrittura. È chiaro che un autore deve conoscere le regole, prima di scrivere, ma è anche vero che seguire un certo filone in modo troppo rigoroso finisce col riprodurre qualcosa di poco originale, quasi scontato e privo di colpi di scena.

Come iniziare, dunque, a scrivere un libro tenendo ben in mente il genere da seguire senza cadere nel banale? Quando si tratta di un’arte così importante come la scrittura, le regole si possono anche smussare, evitando di cadere in filoni troppo rigidi e poco efficaci. Attenersi a un unico e imprescindibile genere rischia di imporre un’etichetta troppo stretta all’autore, che non gli permette di esprimere al meglio le sue potenzialità di scrittura, né di dare sfogo alla sua creatività.

Certamente i lettori, quando decidono di acquistare un libro, si proiettano a guardare la copertina e subito dopo il titolo e la trama, hanno un complesso di aspettative che tendono a “incasellare” in un unico genere, ma che di fatto, nel momento della lettura, non necessariamente apprezzano se troppo “rigido”.

Immaginiamo un lettore che ama i romanzi fantasy, di certo non si aspetta di trovare un capitolo o un paragrafo sentimentale, ma quanto lo “appassionerebbe” un libro privo di colpi di scena o abili contaminazioni con altri generi? Si tratta di un aspetto di cui bisogna sicuramente tenere conto durante la scrittura del contenuto. È vero che chi scrive lo fa per chi legge, perché cerca di appassionare e convincerlo della validità della sua opera, ma scrive soprattutto per se stesso, perché attraverso la scrittura l’autore dà sfogo alla sua creatività: scrive perché ha qualcosa da comunicare, ecco perché si sconsiglia di concentrarsi “troppo” sul lettore, ma di focalizzare la scrittura su ciò che si desidera comunicare. Sicuramente è difficile che uno specifico libro possa considerarsi “puro”, nel senso che raramente contiene solo elementi appartenenti ad un genere specifico, nella maggior parte dei casi è facile incorrere in “contaminazioni”, nel senso che l’autore dell’opera include elementi di più generi, nel tentativo di intrecciare la storia e renderla più intrigante per il lettore.

Come scrivere dunque un libro? È sempre consigliabile attenersi a un unico genere, o ben si possono mischiare le varie “categorie”? Nell’opera si possono inserire elementi appartenenti a diversi generi letterari, ma la storia principale deve essere mantenuta viva fino alla fine, altrimenti il lettore si confonderà e la contaminazione effettuata di proposito non produrrà l’effetto sperato, ovvero quello di sorpresa per il lettore (ben si possono, ad esempio, raccontare scene d’amore in un romanzo thriller, o una scena erotica in un libro horror, l’importante non esagerare, perché l’opera deve sempre contenere un genere che predomina sugli altri).

Quando l’autore scrive il libro deve rileggere più volte l’opera, soffermandosi innanzitutto su ciò che desidera comunicare. Soltanto successivamente, quando avrà creato una prima bozza, potrà soffermarsi sull’effetto che il testo produrrà sul lettore, rileggendo con calma pagina dopo pagina e paragrafo dopo paragrafo. Quali emozioni è in grado di suscitare questo contenuto? Si possono aggiungere colpi di scena? Non necessariamente bisogna attenersi ai generi esistenti, magari dopo aver scritto il libro ci si renderà conto di aver creato persino un nuovo genere. E soltanto in quel momento si può cominciare al pensare all’autopubblicazione, con tutti i vantaggi connessi a questa scelta: la pubblicazione immediata del libro (contro i lunghi tempi delle case editrici), la possibilità di curare autonomamente tutti gli aspetti del libro (senza essere limitati da imposizioni e vincoli), prezzi bassi e stampa immediata del libro (contro le policy spesso complesse e onerose delle case editrici).

Approfondisci i veri generi letterari leggendo:

Genere letterario Giallo

Genere letterario Rosa

Genere letterario Erotico

Genere letterario Thriller

Genere letterario Horror

Genere letterario Avventura

Genere letterario Fantasy

Genere letterario Biografia

Genere letterario Autobiografia

Genere letterario Storico

Genere letterario Umoristico


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