Fabula e intreccio: l’ordine nella narrazione

La parola scrivere è l’evoluzione italiana del verbo latino scribere, che indica l’azione di incidere, con un oggetto acuminato o con uno stilo, dei segni che possono essere lettere o forme geometriche.

La scrittura risponde, infatti, all’esigenza di lasciare una traccia di sé e del proprio mondo, fissando le parole su di un supporto che può essere materiale (le pagine di carta), o digitale (i fogli elettronici). Essa consente a chi lo fa di esternare i propri pensieri, i propri stati d’animo e dar loro una forma, una disposizione ordinata e, in un certo senso, concretezza.

La scrittura di fatto dona lunga vita, in alcuni casi addirittura eterna (si pensi ai grandi classici della letteratura), al mondo interiore dello scrittore, che una volta estratto dall’anima resta impresso sulla carta (o in un file) e può essere riletto e, quindi, rivissuto più volte anche dagli altri (e perché no, dai posteri).

Decidere di ascoltare sé stessi, mettere nero su bianco una storia che da tempo si tiene in serbo, ma che per vari motivi non si è mai riusciti a esternare, ha anche effetti positivi a livello psicologico.

Aiuta, infatti, a disperdere le tensioni, a distendere la mente, rafforza l’umore e soprattutto consente di analizzare gli eventi vissuti nelle proprie giornate, approfondendone sia le implicazioni razionali sia gli aspetti emotivi. In questo senso, quindi, scrivere un libro può anche essere visto come un modo per dedicarsi del tempo e conoscersi meglio.

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Cos’è la fabula, cos’è l’intreccio

Chiunque decida di cimentarsi nella scrittura creativa, ovvero di scrivere un romanzo, racconto o fiaba che sia, non può prescindere dalla conoscenza di alcuni concetti strutturali essenziali per la stesura di un testo. Tra questi, sicuramente noti a coloro che decidono di scrivere un libro, sia che si tratti di penne con esperienze sia che si tratti di scrittori emergenti, devono essere i concetti di fabula e intreccio.

Una volta trovati il tempo e l’ispirazione per un libro, è necessario decidere come si intende presentare la dimensione temporale della storia che si ha in mente.

È a questo punto che entrano in scena la fabula, intesa come l’ordine cronologico che si avrebbe nella realtà per le vicende narrate, e l’intreccio, ovvero la sequenza in cui tali vicende, vengono, invece, presentate dallo scrittore. 

In un testo narrativo, infatti, non è detto che gli avvenimenti siano necessariamente trattati in successione temporale, anzi, spesso non lo si fa, di proposito, per rendere più accattivante la storia.

Da questo punto di vista, volendo dare degli utili consigli per scrivere un libro, si suggerisce di utilizzare tecniche di scrittura come l’analessi, ovvero il racconto di fatti avvenuti in un tempo passato, con fini generalmente esplicativi, oppure la prolessi, cioè l’anticipazione di avvenimenti futuri per creare attesa e curiosità in chi legge.

Fabula e intreccio differenza

La fabula e l’intreccio sono, quindi, due letture diverse di una stessa storia dal punto di vista temporale.

Tuttavia, mentre fabula significa esporre i fatti che accadono secondo la loro effettiva successione cronologica e in un rapporto di causa ed effetto, l’intreccio narrativo, scelto dallo scrittore per raccontarli, può essere totalmente diverso dall’ordine sequenziale in cui essi si sono verificati.

Quindi, da una parte c’è una presentazione oggettiva e logica della vicenda, mentre dall’altra, la sua rivisitazione temporale da parte dell’autore.

Ricapitoliamo:

  • Cos’è la fabula quindi? Il significato di fabula altro non è che la successione cronologica dei fatti di una storia.
  • Il significato di intreccio è invece l’ordine con cui i fatti di una storia vengono presentati, ovvero la disposizione degli eventi che l’autore fornisce al lettore.

Quando fabula e intreccio coincidono

Nonostante si tratti di concetti differenti, fabula e intreccio possono comunque coincidere. 

È una scelta di chi scrive se distinguerli o meno. Quando coincidono, tecnicamente si parla di intreccio lineare

Esempi di generi letterari in cui la successione logica e temporale degli eventi è ripresa esattamente nell’intreccio narrativo, sono spesso le fiabe. 

Ci sono alcune favole per bambini, come Biancaneve o Cappuccetto rosso, dove, in entrambe le storie gli eventi narrati, infatti, seguono l’ordine temporale in cui si sono verificati.

Ad esempio, Cappuccetto rosso viene incaricata dalla mamma di recarsi dalla nonna malata per portarle il pasto (primo evento), durante il cammino incontra il lupo che le chiede dove si stia recando e, per guadagnare tempo e arrivare prima di lei dalla nonna, le suggerisce di raccogliere delle orchidee da portarle come presente (secondo evento). Mentre la bambina si dedica ai fiori (terzo evento), il lupo giunge a casa della nonna e la divora un sol boccone (quarto evento). Quando Cappuccetto giunge a destinazione (quinto evento), subisce la stessa sorte, finché un cacciatore che passa di lì per caso, sentendo le grida delle due donne, non le salva facendole uscire dalla pancia dell’animale (sesto evento).

Nella favola si possono individuare, a grandi linee, 6 eventi principali che vengono presentati dalla voce narrante nell’ordine logico temporale esatto in cui avvengono.

In generale, la scelta, oltre a essere strettamente personale dell’autore, è senza dubbio anche legata al tipo di destinatario per cui è pensato il testo: sicuramente, un intreccio lineare meglio si presta alla comprensione da parte di un pubblico costituito da bambini, rispetto a una storia con continui excursus temporali, nel passato o nel futuro.

Fabula e intreccio esempi

Per meglio comprendere i concetti di fabula ed intreccio, e dare spunti utili per come scrivere un libro è opportuno prendere in esame altri esempi di fabula ed esempi di intreccio, per far comprendere meglio sia il rapporto che ci può essere tra fabula e intreccio, che le differenze.

In particolare, per completezza, una volta citati i casi in cui l’ordine cronologico reale degli eventi e quello narrativo sono la stessa cosa, e cioè fabula e intreccio coincidono, parliamo anche di testi in cui, invece, questo non accade.

In termini di genere letterario, viene subito da pensare ai romanzi o ai racconti gialli. Nella maggior parte dei casi, infatti, essi si incentrano su storie con continue digressioni temporali finalizzate a fornire al lettore spunti di riflessione utili all’indagine e, a chiarire eventi altrimenti incomprensibili.

Altri esempi noti poi, sono i romanzi, che hanno visto la luce nell’ultimo decennio, della saga Le Sette Sorelledi Lucinda Riley. In ognuno di essi, alla storia della protagonista viene affiancata quella della rispettiva antenata, con, generalmente, un balzo indietro nel tempo di circa un secolo, in una continua alternanza di passato e presente.

Sicuramente noto ai più, infine, è il caso dell’Odissea di Omero, studiato nelle antologie di scuola come esempio per antonomasia di scostamento tra fabula e intreccio. 

Nel poema epico di Omero, che deriva il proprio nome dal greco più astuto di sempre, inoltre, sono presenti diverse tecniche narrative che hanno contributo a renderla una delle opere più amate e citate del mondo antico (e dei giorni nostri): accanto allo sviluppo di due storie in parallelo, quella di Ulisse e del figlio Telemaco, si hanno numerosi flashback (raccontati in prima persona dal protagonista), anticipazioni (profezie), e soprattutto, un inizio cosiddetto in medias res, letteralmente in mezzo alle cose. 

Il racconto si apre, infatti, non con l’inizio del viaggio dell’eroe dopo la caduta di Troia, bensì dal momento in cui Zeus, trascorsi dieci anni dalla fine della guerra, decide che Calipso debba lasciare libero Ulisse di navigare per mare e tornare a Itaca.

In generale per poter entrare al meglio nel mondo della scrittura e capirne i meccanismi che la regolano, è necessario leggere quanto più possibile: attraverso la lettura, infatti, oltre a trovare spunti utili e potenzialmente interessanti da cui trarre ispirazione per il proprio libro, si ha modo di conoscere tecniche di scrittura diverse, magari impensabili fino a quel momento, che possono arricchire la valigetta degli attrezzi, comunque indispensabile, per cimentarsi in questa attività.

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