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“Deathpoint Blog Tour” di Stefano Bolotta: la scelta del self publishing

deathpoint blogtour

Si scrive per passione e per soddisfazione personale, ma allo stesso tempo si insegue un sogno. Chiunque, fra noi che scriviamo, coltiva l’ambizione – spesso mal celata – di diventare autore affermato, le cui storie possano essere lette da migliaia di persone e allo stesso tempo divertire, intrattenere e commuovere.

Forte di questo dogma, al quale non vengo meno, quando terminai il mio primo romanzo, “Deathpoint“, scelsi subito di inviarlo ad alcune case editrici. “È così che si fa”, mi ripetevo, ma senza grande convinzione. Attesi per mesi risposte che non sarebbero mai arrivate, se non una soltanto, di grande prestigio e molto articolata, che però non avanzava proposte di pubblicazione. Fu allora che scoprii l’esistenza del self publishing, in particolare di Youcanprint che subito mi sembrò la piattaforma migliore con la quale distribuire la propria opera.

Misi così da parte la convinzione – vecchia, estemporanea – che uno scrittore termina il proprio lavoro dopo avere riletto per l’ennesima volta il proprio testo. “Devi darti una mossa”, pensavo. Mi documentai sul web, capii che un buon self publisher non deve venire meno ad alcuni obblighi: continuare a limare il romanzo, ricorrere a professionisti per impaginazione, copertina, editing, e – piaccia o meno – imparare l’arte del marketing.

Partorii dunque l’idea di un ebook gratuito, sorta di anteprima del romanzo, di una ventina di pagine: cinque brani scritti ad hoc per introdurre i personaggi principali. Lo chiamai “Deathpoint. Schegge” (dalla copertina si capisce facilmente perché) e iniziò subito a regalare soddisfazioni.

Al termine di un percorso lungo e faticoso sono riuscito a fare tutto ciò che mi ero imposto. “Deathpoint” ha visto la luce alla fine del 2015 in formato cartaceo e in ebook e da allora sono impegnato quasi quotidianamente nella promozione. Questo articolo che leggete sul Blog di Youcanprint (di cui ringrazio gli splendidi ragazzi) è la settima tappa del Deathpoint Blog Tour, percorso attraverso il quale racconto ogni peculiarità del romanzo, della sua nascita e del suo autore.

Le vicende di Jack Muffin, scapestrato tennista del 2050, mi hanno accompagnato per anni, così come le battaglie sociopolitiche che infuriano in quelli che una volta erano gli Stati Uniti. I viaggi sul battello in mezzo all’oceano, tipici di “Deathpoint“, costituiscono la metafora migliore: siamo noi self publisher che ci dimeniamo fra le onde di un mercato editoriale in perenne divenire. Proprio per questo è necessario restare a prua, sguardo fisso sull’orizzonte, e scrutare ogni piccolo movimento. Un giorno potremmo attraccare al porto dei nostri sogni.

http://romanzodeathpoint.blogspot.it

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