Cos’è la scrittura

Telepatia, naturalmente.

Potete accostarvi alla scrittura con nervosismo, eccitazione, speranza o addirittura angoscia, quella terribile impressione di non mettere completamente nero su bianco pensieri e sentimenti. Va bene tutto, ma non fatelo con leggerezza.

In questo articolo trovi un estratto del libro On Writing di Stephen King, il capitolo di cui parleremo è questo: Cos’è la scrittura?

La risposta a questo domanda è nella prima riga.

Nel resto del pezzo trovi la motivazione, che ti consiglio di leggere.

King è in cantina, On Writing, lo ha scritto in cantina.

E’ il posto che si è ricavato nel corso degli anni e dal quale lui riesce a viaggiare e spaziare lontano.

Lui consiglia a chi vuole fare della scrittura un lavoro di ritagliarsi il suo spazio perfetto, nel quale si sente a proprio agio lontano da tutte le distrazioni e da dove può tirare fuori il meglio e riversarlo nelle pagine bianche che ha davanti.

E ad un certo punto scrive: “La pubblicazione di questo volumetto è fissata per la tarda estate del 2000. Quindi, eventuali intoppi a parte vi trovate più in là di me nel corso del tempo, in un posto, magari il vostro preferito, a leggere queste righe che io sto scrivendo nel 1997, in sostanza poniamo che voi siete li a ricevere nel futuro, io qui seduto a trasmettere…”

Ora siamo nel 2019, sono passati 22 anni da quando l’ha iniziato a scrivere, e 19 dalla prima pubblicazione, ecco la telepatia, che inizia a prendere forma. Inizia a comporsi, vediamo cosa succede se King inizia a scrivere…

Guardate: un tavolo coperto da una tovaglia rossa. Sopra, una gabbia delle dimensioni di una vaschetta per pesci. Dentro c’è un coniglio con il naso rosa e le iridi cerchiate dello stesso colore, sta rosicchiando un avanzo di carota che regge fra le zampe anteriori. Sul dorso ha il numero 8 scritto con chiarezza in inchiostro blu.

Scorgiamo tutti la stessa immagine?

Suppongo di si.

Ma ad un analisi più accurata capiamo che qualcuno riceve quel rosso di tonalità differenti, chi vinaccia, chi rosso acceso, chi rosso pallido, addirittura ci sarà qualcuno che ci ha visto degli orli di pizzo…

La stessa cosa succede con la gabbia del coniglio che è descritta con approssimazione (tecnica tipica che lascia così spazio all’immaginazione del lettore), non descrive nemmeno di che materiale è fatta, questo ci lascia molto spazio alla possibilità di sbirciare dentro: il particolare più interessante non è nemmeno il coniglio che rosicchia le carote, quanto il numero sul suo dorso.

Un otto in inchiostro blu

King scrive: Ecco su cosa si concentra il nostro sguardo. Non sono stato io a rivelarvelo. Voi non me l’avete chiesto. Nessuno di noi ha aperto bocca. Non siamo neanche nello stesso anno, figuriamoci poi nelle stessa stanza, ma ci troviamo comunque insieme. Vicinissimi.

Sono state le nostre menti ad incontrarsi. Vi ho trasmesso l’immagine di un tavolo coperto da una tovaglia rossa, con una gabbia, un coniglio e un otto in inchiostro blu. Voi avete ricevuto tutto quanto, specialmente il numero.

Siamo entrati in contatto grazie alla telepatia della scrittura.

Questa è la dimostrazione concreta della forza della scrittura, di come a distanza di 22 anni noi abbiamo visto l’esatta immagine che King ha voluto che vedessimo, che ci ha trasmesso dalla sua cantinetta dal lontano 1997.

Non è straordinario?

Scrivere è una cosa maledettamente seria, non accostarti alla scrittura con leggerezza.

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