Come scrivere un libro, i 12 consigli di Jerry B. Jenkins

Jerry B. Jenkins è uno scrittore e biografo statunitense, autore di oltre 190 libri, 21 dei quali hanno raggiunto la lista dei bestseller del New York Times.

In questo articolo riportiamo la traduzione dei suoi migliori 12 consigli su come scrivere un libro.

  1. Trova il tuo angolo di paradiso. Cerca un posto in casa tua oppure ovunque tu voglia dove puoi essere sicuro di avere privacy, silenzio e dove sai che puoi concentrarti al 100%.
  2. Non lesinare suoi tuoi strumenti di lavoro, passerai molte ore davanti il monitor del pc, seduto sulla sedia quindi cerca la massima qualità possibile compatibile con le tue tasche, carta, penne e matite, tieni tutto a portata di mano, questo ti eviterà di alzarti e distrarti quando sarai seduto a scrivere. 
  3. Spezzetta il tuo progetto di scrittura in tanti piccoli pezzi, solo così non avrai paura di scrivere libri più lunghi di 400-500 pagine se lo fai non avrai il timore di non riuscire a scrivere tutte le pagine del tuo romanzo, immagina di mangiare un elefante, come lo fai? Un pezzo per volta…
  4. Trova la tua Big idea. L’idea dietro un libro deve necessariamente essere “big” se la tua idea non abbastanza big allora meglio scrivere un articolo o un blog post. Come fai a sapere se la tua idea “big”?
     Lo e’ se rimane con te durante la giornata, se non puoi fare a meno che parlarne con il tuo coniuge o agli amici.
  5. Costruisci il tuo schema della narrazione. Prima di iniziare a scrivere un libro, cerca di avere sempre sotto controllo a che punto della storia sei e dove stai andando che tu sia uno scrittore navigato o un esordiente se non hai ben chiaro il percorso potresti perdere la rotta e fermarti, in quella che io definisco la maratona di mezzo (the  marathon of the middle).
    Anche io, che ho scritto 190 libri ogni singola volta mi trovo ad avere a che fare con questo difficile punto, è questa, dopo l’apertura e la conclusione, la parte più importante del libro, è qui che devi assolutamente evitare che la tua narrazione semplicemente sopravviva, ma devi far in modo che la tua scrittura sia più possibile prospera, altrimenti è qui che i lettori è più facile che ti abbandonino. Lo stesso principio vale sia per la scrittura di romanzi di narrativa che per non-fiction (saggi, manuali ecc…) e ricorda che lo schema della narrazione ti deve servire come punto di rifermento se ad un certo momento vedi che il libro sta prendendo una piega diversa e inaspettata, cambia lo schema non cambiare il libro!
  6. Imposta un programma e rispettalo: se non hai una scadenza, se non te la sei data e nessun’altro te l’ha data o si aspetta il manoscritto da te, allora è molto facile che il tuo lavoro ad un certo punto si blocchi. Devi darti degli step da rispettare e darti una scadenza. Farlo è di fondamentale importanza. Pensa al numero di pagine che vuoi scrivere all’incirca: 400, 500? Dividilo per il numero di giorni che credi vorrai impiegare a scriverle, cosi ottieni il numero di pagine al giorno che devi scrivere, quando inizi a scrivere ti renderai meglio conto del tempo che impieghi per ciascuna pagina. Se vedi di riuscire a scrivere 10 pagine al giorno allora usa questo parametro per calcolare quanti giorni impiegherai a scriverne il numero di pagine che vorrai che avrà il tuo libro, una volta ottenuta la data di scadenza, tienila sacra, rispettala costi quel che costi, quando ero editore solo 1 autore su 100 rispettava questa scadenza, se tu la rispetterai ti distinguerai dal 99% degli scrittori.
  7. Studia ricerca e approfondisci. Devi assolutamente farlo se scrivi di saggistica, devi studiare ed essere un esperto su quello che stai scrivendo, molti scrittori trascurano il fatto che questo studio si debba fare anche se si scrive fiction (narrativa), infatti io penso che sia anche più importante per la fiction: se ti manca un dettaglio nella storia, mentre racconti di un aereo o di armi, stai certo che i lettori te lo faranno notare, cerca di prestare la massima attenzione a rendere credibile la narrazione. Poi una volta concluso il tuo studio, la tua ricerca, non cadere nel tranello di volerlo esibire al tuo lettore, ricorda che il nodo principale della narrazione non è dimostrare quante cose sai, o quante cosa hai studiato, il nodo principale è la storia che vuoi raccontare, lo studio e la ricerca devono essere quel giusto condimento che danno credibilità e specificità alla storia.
  8. Scrivi la più avvincente e “reader first” apertura possibile. Se riesci a tirare fuori un’importante e avvincente apertura di romanzo all’ora l’intero libro ne beneficerà. L’apertura può essere:
    Sorprendente – Drammatica – Filosofica, Poetica.                                          Ecco un esempio di apertura Sorprendete: 1984 di George Orwell  
    Ora vediamo cosa intendo quando dico “Reader First” (il lettore prima di tutto), qualsiasi scelta tu prenda per il tuo romanzo deve passare dal filtro “Reader First”, non pensare all’editore, non all’agente letterario, non al critico o al blogger, pensa solo al lettore, al tuo lettore
  9. Riempi la tua storia di conflitti e tensioni. Questo è quello che vogliono i lettori, non c’è nulla di più sbagliato e noioso che scrivere una noiosa conversazione fra protagonisti che sia fine a se stessa, che non porta a nulla. Invece anche se stanno parlando semplicemente del meteo deve balenare al lettore e venire fuori il conflitto sottostante fra i due conversatori, qual è la causa della loro tensione? Perché la loro relazione è complicata? E’ questo conflitto, è questa continua tensione che manterrà il lettore incollato alle tue pagine.

  10. Spegni la tua anima di correttore di bozze. (Mentre scrivi). Silenzia il critico che è in te almeno fino al giorno dopo. Quando scrivi concentrati solo su questo, scrivi senza pensare alle rindondanze, ai cliches, alle sequenze logiche oppure ai semplici errori di battitura. Ci tornerai il giorno dopo, quando rimetterai il cappello del perfezionista e solo allora ti potrai concentrare su tutte le correzioni possibili.
  11. Non mollare durante la maratona di mezzo. Qui Jenkins ritorna su un punto per lui fondamentale e rimarca l’importanza e l’attenzione di questa fase della scrittura, quando si è nel mezzo della narrazione bisogna arricchire e far prosperare di nuovi elementi e dettagli la propria scrittura non sopravvivere tentando di allungare la solfa e sperando che i lettori ci seguano fino alla fine, perché non avverrà mai, bisogna preparare il gran finale già in questa fase, e questo sempre a prescindere che tu stia scrivendo di fiction o non-fiction.
  12. Scrivi un finale clamoroso. Prenditi il giusto tempo per pensarlo e scriverlo, ho parlato con molti scrittori che hanno scritto agilmente il loro manoscritto e poi si sono bloccati sul finale, se è imprevedibile, è meglio che sia corretto e logico, in modo che il tuo lettore non si senta imbrogliato, dovrebbe essere deliziato con una sorpresa e non ingannato, se hai più idee, segui quella del cuore piuttosto che la testa, anche in saggistica. I lettori ricordano soprattutto ciò che li scuote.

    Qui il video dell’intervista completa in lingua originale: https://goo.gl/JoPJhi
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