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Come scrivere un libro fantasy

Tutti gli appassionati di storie fantastiche con eroi, maghi e molti elementi sovrannaturali sognano almeno una volta nella vita di scrivere un libro fantasy, sostituendo il racconto preferito con uno che sia proprio, creato dal nulla.

L’ispirazione per un perfetto libro fantasy

Ovviamente, non tutti perseguono questo scopo nel corso della propria vita: che sia per la mancanza di ispirazione o per lo scarso talento nella scrittura, solo pochi dei sognatori e aspiranti autori riescono a pubblicare un romanzo fantasy.

Tutto questo, però, non vuol dire perdersi d’animo. Chi desidera mettersi alla prova nella scrittura poiché crede di poter contare su un’ottima idea di base non deve certamente sopprimere la propria ispirazione.

Se tu sei tra questi, probabilmente potrebbe servirti qualche piccolo consiglio in merito a come scrivere un libro fantasy di qualità e adatto a tutti: ecco quindi una serie di “dritte” che potrebbero tornarti utili.
Ovviamente, tutto ciò che apprenderai non è la “chiave verso il successo”: quella purtroppo non può garantirla nessuno; certamente, però, i suggerimenti ti aiuteranno a realizzare un lavoro migliore, che soddisfi innanzitutto te e poi, magari, anche gli altri.

Il punto di partenza: l’idea

Se hai letto con attenzione, non a caso nel paragrafo precedente si è discusso di “idee”. Per realizzare un romanzo fantasy (anche se in realtà questa regola vale per ogni tipo di produzione artistica, non soltanto letteraria) è necessaria un’ispirazione, con un’idea di base concreta e diversa da tutte le altre.

J. K. Rowling, la famosissima scrittrice della saga di Harry Potter, ha ammesso che ha trovato ispirazione per la storia su un treno diretto a Manchester, nel 1990.

Secondo quanto ha riportato nelle sue dichiarazioni, ha iniziato a scrivere quella stessa sera, e poi durante le pause pranzo, nei successivi 5 anni. La Rowling aveva già idea di quanto la trama della storia sarebbe stata complessa, e del successo che avrebbe avuto? Probabilmente no, eppure ha forse intuito che la sua idea poteva piacere a giovani e non, e ha continuato a scrivere.

Nessuna ispirazione deve essere abbandonata: ogni luogo può rivelarsi quello ideale per una nuova ispirazione, proprio come accadde alla famosa autrice britannica. È opportuno provare a sviluppare qualunque storia venga in mente, decidendo col tempo se vale la pena portarla avanti o meno.

Sebbene l’intuizione relativa a una nuova storia deve essere originale, è possibile forzare leggermente le cose. Se ami il genere fantasy, ad esempio, inizia leggendo quanti più libri possibile appartenenti a questo gruppo, di tutti gli autori e di qualunque epoca: una nuova trama potrebbe nascere proprio partendo da quelle pagine.

Anche adottare uno spirito critico nei confronti di ciò che si legge può essere utile per creare nuovi personaggi: cosa cambieresti del libro che stai leggendo? Quale fantastica creatura aggiungeresti per rendere la trama più avvincente?

Tutto questo potrebbe rappresentare a tutti gli effetti il punto di partenza per il tuo nuovo romanzo fantasy.

Inquadra un genere, anche se non esiste

Il rischio più grande che risiede nel leggere libri fantasy scritti da altri è che la stesura del proprio romanzo possa risentire dello stile e dell’influenza di altri autori. In questo senso, bisogna avere uno spiccato spirito critico e rendersi conto se le pagine della propria creatura letteraria rappresentano una ventata di freschezza nel genere oppure appaiono più come una sorta di emulazione degli altri.

Rendersi conto di ciò è importante anche per inquadrare il genere nel quale collocare il proprio prodotto. Parlare di “fantasy” è riduttivo, poiché in questa grande categoria letteraria si sono nel tempo sviluppati innumerevoli sotto-generi: pensa al “fantasy epico”, in cui elementi sovrannaturali si fondono con trame lunghe ed epiche, che narrano di grandi viaggi (come se il mondo delle streghe incontrasse quello di Omero), oppure il sottogenere dark, che presenta qualche nota horror o comunque oscura.

Dall’analisi critica delle pagine stese, dunque, è possibile non solo notare se ci sono somiglianze troppo marcate con l’operato altrui, ma anche qual è il genere a cui appartiene il proprio romanzo fantasy.

Non pensare secondo gli schemi, e lasciati andare: l’errore più grande che puoi fare è cercare di adattare il tuo libro a un preciso sottogenere, anche se questo significa saltare alcuni punti della storia che ti piacciono particolarmente. Al contrario, lasciati andare, e scrivi proprio come desideri.

Se noti che la penna ti porta in una specifica direzione, seguila: magari potresti creare un nuovo sotto-genere del fantasy, senza neanche saperlo.
Lo stesso discorso vale per i “destinatari” del libro: decidere anticipatamente di scrivere un libro per ragazzi può non essere un’ottima idea, soprattutto se sei alle prime armi con il complesso mondo dell’editoria.

Anche in questo caso, lasciati prendere dall’ispirazione: sarà il libro stesso che deciderà da chi farsi leggere.

Lo sviluppo della trama

Un tradizionale romanzo fantasy prevede una narrazione che consta di diverse fasi, più o meno distinte tra loro: inizio e descrizione dei personaggi, un punto di svolta che conduca verso una o più avventure, lo sviluppo centrale della storia (con eventuali prove da superare), la sfida finale e la conclusione, che può essere o meno aperta a nuovi sviluppi della storia.

Ovviamente, si tratta di uno schema molto approssimativo e generico, quasi mai rispettato in toto. Tuttavia, i colpi di scena, i punti di svolta e gli eventuali cambiamenti della personalità di protagonisti e antagonisti sono solitamente ben accolti dai lettori.

Quando sviluppi la trama del tuo libro, tieni presente che eventuali intrecci devono essere impeccabili e a prova del critico più severo. Questo è uno degli elementi che fa la differenza tra un libro di buona qualità e uno scadente. Gli intrecci devono essere coerenti e non devono presentare falle nella trama: pensa alla mastodontica opera di George R. R. Martin, perfettamente intrecciata e sempre aperta a nuovi sviluppi.

Nel caso in cui tu abbia il dubbio di non riuscire a completare tutti gli intrecci (soprattutto se questa è la tua prima esperienza con i romanzi fantasy), piuttosto non inserirli. I vari collegamenti tra i personaggi rendono sicuramente una storia più avvincente, ma non ne decretano il successo o la capacità di raggiungere il cuore dei lettori.

Un dettaglio che al contrario non puoi assolutamente trascurare è legato alla descrizione della personalità degli attori che agiscono nella tua opera.

Il bello dei libri sta proprio nella possibilità di entrare non solo in mondi diversi, ma anche nella testa dei protagonisti, apprendendo il modo in cui questi ragionano e i criteri posti alla base delle loro scelte. Per quanto nel genere fantasy gran parte delle parole deve essere dedicata all’avventura, la descrizione delle personalità è molto interessante, perché permette di comprendere quanto gli eroi siano forti e, al contempo, simili all’uomo.

Questo aspetto, poi, è particolarmente importante nel caso in cui le scelte dei protagonisti influenzano in maniera decisiva il decorso della storia.

Alcuni romanzi fantasy prevedono che il protagonista affronti delle avventure, conoscendo in anticipo cosa lo aspetta; al contrario, in altre storie è il comportamento dei personaggi a determinare il corso degli eventi, e in quest’ultimo caso la descrizione dei pensieri è importante, perché consente al lettore di capire meglio l’andamento della storia.

L’elemento di fantasia

Ovviamente, non devi dimenticare quella che è la colonna portante del genere fantasy: un elemento di fantasia. Questo non vuol necessariamente dire che il libro deve essere ambientato in luoghi immaginari, mai visti o estremamente articolati: basta che ci sia qualcosa lontano dalla realtà.

Anche una storia ambientata in una città reale con persone realistiche e un solo individuo dotato di una capacità particolare può essere inquadrata nel genere fantasy.

Spesso si associa la categoria dei libri fantastici a grandi poteri e magie, avventure epiche e creature come draghi e unicorni, ma non è necessariamente così. Anzi, se la tua idea prevede un elemento di fantasia non convenzionale è anche meglio: in questo caso la tua opera si contraddistinguerà per la sua originalità.

Naturalmente, l’elemento di fantasia è quello intorno al quale deve ruotare tutta la storia, o comunque quello che deve influenzare gli eventi in maniera diretta o indiretta.

E pensare che l’oggetto o il luogo sovrannaturale debba essere un alleato del protagonista è un errore: un romanzo fantasy può anche avere come personaggio principale una persona che invece di usare l’oggetto magico, cerca di distruggerlo (come se il genere fantasy tentasse di eliminare ciò che lo rende tale).

Insomma, dai sfogo alla tua fantasia e cerca di inquadrare la situazione da un punto di vista diverso da quello tradizionale del genere fantasy: potresti trovare nuove e originali idee per la tua storia.

Un ultimo consiglio: abbi pazienza.

Quanto detto sinora non è una guida alla scrittura del libro fantasy, ma solo una serie di suggerimenti che possono rivelarsi utili per migliorare qualcosa della propria storia o per evitare alcuni cliché che, alla lunga, stancano i lettori.

Come già detto, una guida in stile “how-to” per scrivere un libro fantasy non esiste, e se l’hai trovata non fidarti troppo: il genere fantastico è tra quelli più complessi, proprio perché non segue (e non potrà mai seguire) delle regole precise, fatta eccezione per alcuni elementi di base.

Chi prova a farti credere il contrario, sta minando la tua creatività, che è proprio ciò che ti serve per un ottimo libro appartenente a questo genere.

Proprio perché il genere fantasy è tra i più complessi in assoluto, il suggerimento più importante che devi seguire è avere pazienza. Ritornando all’esempio di J. K. Rowling, la donna immaginò Harry Potter e altri personaggi nel 1990, ma il primo volume della saga fu pubblicato solo nel 1997. Non sappiamo nel frattempo quante pagine abbia strappato, quanti personaggi abbia cambiato e quanti luoghi siano stati abbattuti e ricostruiti, ma sicuramente tutte queste cose sono successe.

Prenditi il tuo tempo, rileggi ciò che hai scritto ed esercita la tua libertà di modificare le parti che non ti convincono o che non trovi adatte; nel frattempo, se ti vengono in mente altre idee sulla storia, prova a scrivere avventure o finali alternativi, e scegli quello che si sposa meglio con la tua opera.

La pazienza è necessaria per creare un lavoro degno di nota, quindi non avere fretta di finire: in questo modo gusterai ogni secondo, ogni dettaglio e ogni singola idea del processo creativo.

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Marco Luigi Palma
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