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Come scrivere un libro autobiografico

Redigere la storia della propria vita è il sogno di ogni scrittore e magari anche il tuo, ma come scrivere un libro autobiografico?

Quello che stai pensando di fare resterà per sempre e testimonierà la tua vita, le tue esperienze e il tuo pensiero è quindi necessario che venga progettato in modo perfetto prima di scriverlo e sopratutto di pubblicarlo.

Non sei un personaggio famoso? E dove sta scritto che bisogna esserlo per scrivere la propri autobiografia?

Sono molte le persone che decidono di mettere nero su bianco la propria storia personale per diversi motivi come fare un regalo ai familiari o per registrare avvenimenti importanti da ricordare per le generazioni future.

Qualsiasi siano le motivazioni che ti hanno portato a pensare di scrivere la tua autobiografia, questa guida ti sarà utile per ottenere un buon risultato.

Prendere confidenza con il genere

Un buon metodo per imparare a scrivere un’autobiografia è osservare come altri lo hanno fatto prima di te. A questo scopo procurati libri che raccontano la vita di personaggi più o meno famosi scritti dal protagonista del libro stesso. Ad esempio Nelson Mandela, Stephen King o Kathrine Hepburne ma ce ne sono molti altri tra cui potrai scegliere. 

Puoi scegliere di leggere autobiografie di sportivi, leader politici, cantanti o attori ma anche persone non note al grande pubblico ma che hanno voluto lasciare un ricordo scritto della propria vita magari descrivendo uno o più eventi particolari.

Decidi quale categoria si avvicina di più alla tua storia e leggi alcuni libri facendo molta attenzione al contenuto, alla forma e alla struttura utilizzati per la stesura della biografia. Non seguire un solo stile di scrittura ma cerca di variare in questo modo potrai trovare quello che meglio ti rappresenta.

Pensa ai tuoi lettori

È fondamentale comprendere qual’è il tuo target, ovvero il genere di persone che potrebbero avere interesse a leggere la tua biografia. Se hai intenzione di scrivere la tua storia per i tuoi parenti o per lasciare un ricordo di te ai tuoi figli o nipoti, lo stile di scrittura dovrà essere diverso da quello che utilizzeresti per dei lettori generici che non hanno alcun legame con te né alcuna conoscenza. 

Se si scrive per la famiglia, il livello di scrittura è sicuramente più semplice e non sarà necessario scendere nei dettagli della descrizione dei rapporti fra i vari componenti in quanto ne sono già a conoscenza.

Meglio se ti concentri sulla descrizione di avvenimenti che fanno parte dei tuoi ricordi personali oltre alla descrizione di momenti che vi accomunano ma descritti secondo la tua prospettiva. Un consiglio è quello di inserire anche episodi simpatici, divertenti o emozionanti che i tuoi familiari o alcuni di loro non possono ricordare o sapere.

Le persone che non fanno parte di amici e parenti avranno invece la necessità di avere la descrizione completa di ogni avvenimento della tua vita. Pertanto se scrivi pensando di distribuire il tuo libro a dei perfetti sconosciuti parla di ogni evento nei dettagli, descrivendo la scena, le persone e anche le emozioni.

La descrizione non deve essere troppo schematica, è un racconto non un’elenco di persone, cose ed eventi. Cerca quindi di decidere cosa vuoi trasmettere raccontando quel fatto e cerca di far arrivare al lettore il messaggio.

Parti da un concetto e sviluppalo

Le più importanti autobiografie partono da un concetto preciso e poi sviluppa il discorso girandoci intorno come accade nei libri di narrativa. L’amore che non si arrende mai, la forza di affrontare le difficoltà della vita, la crescita personale o il raggiungimento di un obbiettivo in campo sportivo o lavorativo o qualsiasi argomento sia al centro della tua vita.

Questo darà un senso a tutta l’opera e fornirà una chiave di lettura al tuo pubblico. La tematica ricorrente dell’autobiografia crea interesse e conduce il lettore guidandolo durante l’avanzamento della lettura.

Introduzione, corpo, conclusione sono solo le basi di un progetto per un libro autobiografico.

Il corpo centrale deve contenere i diversi periodi della tua vita e gli eventi che desideri raccontare, suddividilo inserendo ogni settore.

La parte iniziale, l’incipit, deve essere molto interessante ed ha il doppio scopo di introdurre l’argomento e di risvegliare l’interesse del lettore in modo che questo abbia voglia di continuare. In caso contrario non andrà oltre la terza pagina.

La conclusione deve lasciare soddisfatto il lettore magari con un evento che sorprende, che nessuno si aspetterebbe oppure chiarendo il significato di tutto il libro fornendo una chiave di lettura, la morale del libro. L’ordine fornirà un filo logico alla storia che però necessità anche di qualche colpo di scena per vivacizzare la storia in modo da variare il ritmo e tenere vivo l’interesse del lettore.

Fai un viaggio nel tempo attraverso i ricordi

Chiudi gli occhi e ripensa alla tua vita, ricorda ogni singolo evento e seleziona quelli che per te hanno un significato. Viaggia nel tempo a ritroso, rievoca le persone che hanno fatto parte della tua storia influenzandola in qualche modo. Puoi riportare a galla eventi accaduti molto tempo prima, cose a cui non pensavi più, Storie commoventi o divertenti magari scritti su vecchi diari o lettere. Ogni cosa è utile a ricostruire la tua storia.

Se la tua memoria non è sufficiente è sempre utile chiedere ad ogni membro della tua famiglia oltre che agli amici di lunga data che sicuramente ti racconteranno di fatti che tu hai rimosso mentre loro li ricordano perfettamente. Per incoraggiarli puoi dire loro che li citerai sul tuo libro, a tutti fa piacere leggere il proprio nome su un’opera di qualsiasi genere essa sia.

Non dimenticare che una scrittura vivace e piena di dettagli rende la storia realistica e aiuta l’immaginazione. Il lettore deve trovare la risposta alle domande: Chi, cosa, quando, come e perché.

L’organizzazione è fondamentale

Stabilisci prima di tutto da dove inizia la tua storia. Puoi partire dal giorno della tua nascita saltando l’infanzia a meno che non sia rilevante per qualche specifico avvenimento, oppure puoi iniziare dalla scuola superiore o dal racconto di un grande amore.

Tutto dipende dalla tematica su cui vuoi impostare il racconto della tua vita o in base all’evento centrale della storia. 

Qualsiasi tipo tu scelga, è fondamentale avere un progetto scritto per organizzarti meglio durante la stesura. Capita spesso infatti che si inizi a scrivere con un’idea e poi all’improvviso non si sappia più dove andare a parare, avere una lista su cui sono scritte le varie fasi del libro ti aiuterà a ritrovare il filo del discorso.

Rendi il libro piacevole

Pur trattandosi di un’autobiografia non deve annoiare altrimenti non verrà letta da nessuno e riceverà recensioni talmente negative che potrai chiudere il tuo sogno nel cassetto e buttare la chiave.

Il tuo racconto non deve essere una lista di avvenimenti, deve essere una storia viva e con un buon ritmo, deve evocare diversi generi di emozioni e contenere anche un po’ di ironia per rendere piacevole la lettura. 

La scrittura deve essere descrittiva per aiutare il lettore ad immaginare la scena come se la stesse vedendo su uno schermo.

Ad esempio si può racconta che il tuo amico Gio aveva un alito letale dopo aver mangiato spaghetti con l’aglio, ma non sarà mai interessante come la descrizione delle persone e delle reazioni che queste hanno avuto passando parlando con lui. Le smorfie, i commenti, lo sguardo terrorizzato e le risatine dei presenti renderanno il momento esilarante.

Rileggere è il segreto

Una volta completata la prima stesura si deve rileggere tutto più volte, il consiglio è di farlo leggere anche ad uno o più amici e parenti in quanto gli altri vedono sempre errori che a noi possono sfuggire visto che conosciamo il testo e la mente corregge gli errori conoscendo la correzione.

Le persone che leggono l’anteprima possono trovare refusi, errori di sintassi ma anche dirti quali passi risultano noiosi o lenti, oltre a segnalarti le parti più interessanti.

La valutazione da parte di terze persone che siano obiettive è il miglior aiuto. I falsi complimenti non servono a migliorare il tuo lavoro, meglio pareri sinceri e critiche costruttive. 

Una volta pubblicato il libro non potrai modificarlo perciò meglio non avere fretta di pubblicare. Dopo aver consultato parenti e amici, riponi il manoscritto in un cassetto e lascialo lì per alimento un mese o più. Devi distaccarti dalla storia in modo da poterla rileggere come fosse la prima volta.

Ne frattempo pensa a cosa volevi dire e chiediti se ci sono avvenimenti che non hai scritto o cose che preferisci cancellare. Il tempo ti aiuterà a riordinare le idee.

Attento però a non cadere nel perfezionismo, ogni artista non ritiene mai abbastanza perfetta la sua opera così come lo scrittore pensa che il suo libro non sia mai sufficientemente completo.

Cerca quindi di stabilire il momento in cui smetterai di scrivere, chiuderai il pc e manderai in stampa la tua autobiografia.

Conclusione

Scrivere l’autobiografia rappresenta un percorso particolare a volte curativo, altre volte divertente ma in ogni momento sicuramente coinvolgente. Per ottenere un buon risultato finale dovrai essere motivato, stabilisci un obbiettivo e resta concentrato su di esso. Se seguirai il progetto stabilito ad inizio lavoro potrai avere la soddisfazione di aver scritto la tua autobiografia e se sarà interessante e divertente, perché no, potrebbe anche scalare le classifiche e diventare un Best Seller.

Restando con i piedi per terra si può pensare che la propria autobiografia sarà un bellissimo ricordo della tua vita per le future generazioni della tua famiglia.

Pierangelo
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