Come scrivere un incipit perfetto: 8 consigli utili per scrivere il tuo libro nel 2020.

L’incipit di un romanzo è davvero una delle cose più difficili da scrivere.

In quest’epoca di gratificazione istantanea, brevi momenti di attenzione e tonnellate di grandi contenuti con cui competere, l’inizio di un romanzo diventa un momento chiave.

Quindi, come puoi iniziare una storia alla grande? 

Ecco 8 consigli su come scrivere un ottimo incipit!

Inizia con un momento di svolta, l’incidente scatenante

L’incidente scatenante è l’avvenimento che tende a sconvolgere l’equilibrio iniziale delle prime pagine e che introduce a breve termine conflitti e tribolazioni e sul lungo termine lascia presagire inevitabili sviluppi.

Puoi iniziare con un evento che può cambiare la vita di un protagonista, un momento che spinge lui o lei in un conflitto che devono risolvere o superare entro la fine della storia.

Oppure pensa a guai o bugie o segreti e scandali, pensa ad un incipit che parla di una famiglia ricca, con un vita invidiabile ma in realtà ogni membro di essa cela un segreto inconfessabile…viene voglia di continuare a leggere, vero?

Pensaci bene: senza l’incidente scatenante non esiste una reale motivazione per proseguire la storia.

Usa un’ambientazione particolare per l’incidente/evento che fa iniziare la storia

Un grande esempio è in The Shining (Stephen King), dove Jack è al famigerato Overlook Hotel per un nuovo colloquio. Il lettore pensa che questo sarà un nuovo inizio per lui e la sua famiglia ma, naturalmente, si sbaglia. 

Stephen King avrebbe potuto riempire le prime pagine con l’esposizione di Jack nella sua vecchia vita, ma l’inizio del romanzo in albergo – che è un po’ come un personaggio in sé – immerge il lettore nella storia nel modo corretto e lo catapulta nella lettura.

“Colloquio di assunzione.

Jack Torrance pensò: Piccolo stronzo intrigante.
Ullman era alto poco più di un metro e sessanta, e quando si muoveva aveva la rapidità scattante che sembra essere peculiare a tutti gli ometti grassocci. Aveva i capelli spartiti da una scriminatura impeccabile, e il completo scuro era sobrio, ma non severo”.

Soprattutto nei romanzi fantasy, poi, c’è la tendenza a descrivere l’ambiente e le condizioni meteorologiche. Da un lato sembra una scelta sensata, dal momento che il lettore non conosce il mondo immaginario creato dallo scrittore, dall’altra però può rischiare di annoiare il lettore.

Quindi bisogna sempre calibrare bene le descrizioni in base al genere che scrivi e capire quando puoi “esagerare” e quando no.

Alza la posta già nelle prime pagine

In un thriller, è sempre bello esordire con un omicidio, un corpo ritrovato o qualcuno che sta scomparendo: imposti subito problema e obiettivo per il resto del romanzo. Ecco un lampante ed eccezionale esempio:

La verità sul caso Harry Quebert 

incipit harry quebert

Un inseguimento, un omicidio, una battaglia medievale: è un incipit in media res, ossia catapulta il lettore direttamente nella scena o, meglio, nella storia già avviata. Non dà modo al lettore di ambientarsi, ma lo scaraventa in mezzo ai personaggi e agli eventi.

Anche in una storia drammatica possiamo scegliere un incipit di questo tipo, forse un inizio ideale, perché porta il lettore subito nel dramma dei personaggi, come nel romanzo La strada di Cormac McCarthy:

Quando si svegliava in mezzo ai boschi nel buio e nel freddo della notte allungava la mano per toccare il bambino che gli dormiva accanto. Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato.

C’è una descrizione scarna, ma resa alla perfezione con poche pennellate. Ci sono i due protagonisti della storia, c’è il mondo post-apocalittico in cui si muovono.

Crea l’atmosfera

Definire subito l’atmosfera della narrazione è molto importante, solo così puoi far capire al lettore immediatamente: “questo è il mondo in cui sarai immerso se continui a leggere il mio libro”

Nel classico romanzo distopico 1984 , le prime righe scritte da George Orwell recitano:

incipit orwell

Orwell crea immediatamente tensione e mistero. Si capisce subito che questo non sarà un romanzo allegro, c’è da starne certi.

Spesso basta una buona frase di apertura, che convinca, ed ecco prendere forma l’incipit capace di spianare la strada.

Rendi i tuoi personaggi subito empatici o antipatici

In un romanzo incentrato sui personaggi, è fondamentale renderli subito riconoscibili e identificabili.

La prima cosa che nota un lettore è se già dall’incipit si crea quella magia che vi costringe a proseguire nella lettura. Se vi capita di arrivare alla fine della pagina e non avere letto nulla, ma proprio nulla che abbia destato curiosità o interesse, allora qualche problema deve esserci.

Gli errori più frequenti nascono quando lo scrittore da per scontati troppi elementi. Il vostro protagonista è un uomo, è un professionista, lavora, ha una famiglia, abita in una grande città, oppure è disoccupato, è innamorato ma non è corrisposto, vive a casa con i suoi oppure no? Perché il lettore deve venire a conoscenza di questi elementi dopo dieci pagine? Siete così certi del fatto che arriverà a leggere fin lì?

Attenzione, però, a non cadere nell’errore spiegato al punto successivo.

Non esagerare con l’esposizione

Può essere allettante, nella maggior parte dei casi, rivelare già dalle prime pagine tutto di un personaggio, il background, i segreti, il carattere ecc… pensando che solo così il lettore possa affezionarsene. Ma non è proprio così, noi tendiamo a sconsigliarlo

Fai finta che i tuoi personaggi siano a una festa, e stanno parlando per la prima volta con te, che sei il lettore. Potrebbero davvero raccontarti tutta la loro storia, o lo farebbero solo in un secondo momento conoscendoti meglio? 

La maggior parte dei lettori vogliono entrare a poco a poco nella storia, nel meccanismo che hai costruito, questo è vero, ma qualche elemento devi pur darlo, altrimenti il tuo libro perderà dinamismo e si incarterà su se stesso, fin dall’inizio.

Fai emergere, quindi, alcuni tratti caratteristici del personaggio subito, ma aspetta di trovarti più avanti nella narrazione, una volta che il lettore è agganciato, per raccontare di più e completare la storia del personaggio. È un equilibrio delicato.

Inizia subito mettendo in campo il protagonista…oppure no?

Se nei precedenti suggerimenti ti ho parlato di come caratterizzare il protagonista, qui ti faccio notare che sono molti i romanzi nei quali questi non compare mai nelle prime pagine.

Ne Il signore degli anelli di Tolkien il protagonista è Frodo Baggins, ma la storia inizia parlando della festa di compleanno di Bilbo Baggins, suo zio.

Anche nel romanzo fantasy La spada di Shannara di Terry Brooks, fortemente ispirato all’opera tolkieniana, il protagonista è Shea Ohmsford, ma l’incipit vede in scena suo fratello Flick.

Scelte del genere possono creare attesa e suspense nel lettore. Cos’è l’incipit se non il mezzo per tenere il lettore incollato alle pagine del tuo libro?

Devi scegliere tu cosa scrivere per raggiungere questo obiettivo. E, se credi che lasciare un velo di mistero sul protagonista per qualche pagina sia il modo giusto, fallo!

Attira il lettore con una narrazione decisa

Alcuni dei miei romanzi preferiti sono raccontati in prima persona. Un classico esempio è Il giovane Holden di J.D. Salinger:

“Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia pessima infanzia e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non va proprio di parlarne.
Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto. Sono tremendamente suscettibili su queste cose, sopratutto mio padre. Carini e tutto quanto – chi lo nega – ma anche maledettamente suscettibili.”

Attraverso queste righe, ci si costruisce immediatamente un’opinione del giovane protagonista narrante Holden. È anche molto convincente il mondo in cui si rivolge direttamente al lettore, quasi facendolo sentire un amico a cui scrive in tono confidenziale. 

Esempi di incipit tratti da capolavori indiscussi

Il grande Gatsby, Francis Scott Fitgerald

“Negli anni più vulnerabili della mia giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente. “Quando ti vien voglia di criticare qualcuno” mi disse “ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu”.

Harry Potter e la Pietra Filosofale, J.K. Rowling

“Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.”

It, Stephen King

“Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato di sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.”

Dove la storia finisce, Alessandro Piperno.

“A quarantanove anni Federica Zevi sapeva di rappresentare – per vedovi, divorziati, single di lungo corso – un ripiego accettabile alle trentenni vagheggiate e sempre meno disponibili. Nei rari momenti di autostima si sentiva una Jaguar di terza mano a cui i vecchi proprietari abbiano fatto regolari tagliandi.”

Novecento, Alessandro Baricco.

“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire…Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi…Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno per primo….la vedeva.”

Che tu abbia o meno letto almeno uno di questi capolavori, ti posso assicurare che in ciascuna di queste aperture troviamo dentro già tutto il tenore, lo stile e la tensione che accompagneranno il lettore per tutto il romanzo.

Sono davvero esemplari.

Conclusioni

Si è parlato e si continua a parlare spesso di incipit.

Del suo significato, delle sue modalità, della rilevanza che ha nel condizionare il lettore, rispetto al proseguimento o meno della lettura di un testo, e perfino della lunghezza che dovrebbe avere per essere efficace.

Da qualunque punto di vista venga osservato e affrontato, ciò che conta è che, sia esso costituito da una parola, da una o più frasi, queste rappresentano il primo punto di contatto tra lettore e scrittore.

Ho sempre pensato che non sia affatto diverso da ciò che accade quando per strada, in ufficio o a casa di un amico, ci viene presentato qualcuno. Lo si guarda negli occhi, gli si porge la mano, si decide nel giro di qualche secondo se potrebbe essere o meno una persona da frequentare, ammirare o criticare.

In un libro, acquistato o regalato, l’incipit è l’incrocio del primo sguardo tra chi scrive e chi legge, la loro stretta di mano che innesca emozioni, sensazioni, giudizi, remore e dubbi proprio come succede quando siamo al cospetto di uno sconosciuto.

Scrivere un buon incipit non è solo una questione di abilità narrativa.

Occorre avere subito ben chiara la personalità dell’io narrante, deciderne la presentazione perché un incipit che cattura sarà un incipit che farà pensare, porre domande, perfino dubitare dell’abilità dello scrittore ma anche capace, nonostante i dubbi, di invogliarlo a continuare nella lettura, sia per rafforzare la negativa convinzione iniziale che per farlo ricredere.

L’incipit è soprattutto il modo che ha, chi sta iniziando una narrazione, di presentarsi e quindi di condizionare con il proprio modo di essere e di dire, una relazione che potrebbe durare per la lettura del testo o esaurirsi alla prima frase.

Naturalmente per qualsiasi spunto, riflessione o consiglio usa lo spazio dedicato ai commenti che trovi sotto!

13 Commenti

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