Come progettare il tuo romanzo per un adattamento cinematografico?

È il sogno di ogni aspirante scrittore: vedere il racconto che ha creato proiettato sullo schermo. Ma quali sono i requisiti necessari affinché un romanzo diventi un film o una serie Tv?

Sicuramente essere un best seller. Ti sfido a citarmene almeno uno che non sia stato adattato per il video. Che poi è il motivo per cui spesso rimaniamo delusi dai film tratti dai libri che abbiamo letto, perché non tutte le storie si adattano al linguaggio cinematografico, decisamente meno introspettivo rispetto a quello della narrativa.

Secondo il produttore Ken Atchity, i romanzi che si accatastano sulle scrivanie delle case cinematografiche presentano tutti gli stessi problemi:

  • non c’è la classica suddivisione in tre atti;
  • ci sono troppi personaggi e non è chiaro fino a pagina 200 chi è il protagonista;
  • non c’è abbastanza azione, non solo l’azione ma l’azione drammatica;
  • il romanzo è eccessivamente artificioso e non si sa per chi fare il tifo;
  • non c’è dialogo, quindi non sappiamo chi è veramente il personaggio;
  • non c’è nulla di nuovo nella storia, o un modo nuovo di raccontarla.

Naturalmente chiunque può ricordare di aver visto un film o due che sia stato realizzato nonostante (o grazie) questi difetti, ma a meno che non si ha la fortuna di trovare un regista affascinato dall’angoscia e dai finali ambigui, gli scrittori dovrebbero sforzarsi di progettare il proprio romanzo in modo da renderlo attraente anche per un pubblico abituato a guardare più che a immaginare.

Aggiunge Atchity: “Il tuo lavoro di scrittore è quello di farci comprendere ogni personaggio della tua storia, non importa quanto cattive o virtuose le sue azioni possano essere. I personaggi sono il cuore del dramma.

“Dacci un protagonista forte la cui motivazione determina l’azione e che, nel bene o nel male, è facilmente riconoscibile. I personaggi sono l’elemento più importante della storia.

“Assicurati che un drammaturgo guardando il tuo libro potrà chiaramente vedere tre atti ben definiti: 1° Atto (impostazione), 2° Atto (sviluppo ritmico, azione che sale e scende), 3° Atto (culmine della storia e finale).

“Assicurati che il tuo racconto abbia una premessa drammatica chiara, ad esempio, l’ambizione sfrenata porta il protagonista all’autodistruzione ed un punto di non ritorno”.

Ricorda che questa è veramente l’età dell’oro per gli scrittori, che stanno trovando nella crescente competizione tra romanzi e serial televisivi nuovi spazi di espressione. George R.R. Martin ne è veramente l’emblema, le sue “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” sono diventate come una sorta di edizione estesa per i fan, mentre lo sviluppo della serie meglio conosciuta come Game of Thrones è stato lasciato nelle mani degli sceneggiatori della HBO.

Forse non riceverai mai i 100milioni di dollari, che sono stati assegnati a “Il Trono di Spade”, solo per la realizzazione dell’ultima stagione, ma considera l’opportunità di rivedere i tuoi romanzi sotto una nuova ottica, quella della macchina da presa.

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