Come gestire le emozioni in un racconto

Le emozioni? Come una palla sott’acqua.

Ti faccio un esempio: ti è mai capitato di immergere una pallina in acqua o un pallone nel mare? Quanto più in profondità la spingi, tanto più tenderà a schizzare con velocità in superficie, quando la lascerai andare,. 

Le nostre emozioni funzionano così, più vengono spinte in basso, più vengono represse e frustrate, più reagiranno con forza nel senso opposto!

Nella tua storia, e soprattutto nell’arco del secondo atto, devi proprio pensare a questo principio e considerare la prova centrale come il punto più basso che il tuo eroe può raggiungere: è per questo che di conseguenza la risalita verso il climax toccherà vette altissime.

È in questa continua altalena di alti e bassi che devi avvincere il tuo lettore, una storia senza la traccia di questi elementi perde di efficacia. 

La storia non è dunque solo un susseguirsi di eventi che si frappongono fra l’eroe e il suo obiettivo, ma deve essere una serie dinamica di eventi che introducono il momento centrale di morte e rinascita (unità degli opposti). Anche nelle storie più leggere, l’eroe ad un certo punto deve sperimentare la “morte” intesa come profondo momento di crisi, più e più volte. 

La prova centrale può essere rappresentata dalla battaglia contro il male, contro la forza avversaria: interna come la psiche stessa dell’eroe, esterna come un nemico in carne ed ossa, la forza della natura o qualsiasi altro ostacolo derivante dall’ambiente, oppure può coincidere con una crisi del cuore in una storia d’amore (in questo caso a morire sarebbero le difese sentimentali dell’eroe, a causa di un tradimento o della fine di un rapporto), oppure ancora la prova centrale potrebbe coincidere con la riappacificazione di forze intime contrastanti o col superamento  della propria paura più grande (confrontarsi con l’autorità, con un animale, con il buio, con il passato…)

Adesso, sulla base di quanto ci siamo detti, portiamo un esempio di storia.

Robert possiede un’azienda, ma è in crisi perché una multinazionale vuole rovinarlo e poi acquisirla, ma il nostro protagonista ha la possibilità di riscattarsi.

Come? Mettiamo che deve riuscire ad intrufolarsi negli uffici della multinazionale senza farsi notare e consultare i documenti che riguardano l’acquisto dei terreni della sua attività.

La costruzione degli ostacoli, del loro superamento e di come farà ad entrare nel castello o nella caverna profonda (vedi il viaggio dell’eroe) sarà un tuo compito. 

Abbiamo messo all’angolo il nostro eroe e ora deve uscirne fuori o morirà, abbiamo parlato di unità degli opposti qui.

A questo punto abbiamo già fatto una promessa ai nostri lettori: Robert riuscirà a entrare nella multinazionale.

E come tutte le promesse va mantenuta. 

Come? Beh questa è la parte più divertente, libera la tua immaginazione.

Ma adesso quello che ci interessa è sapere che ci è riuscirà.

Entra nella multinazionale (travestito da inserviente delle pulizie?), ad ogni modo ecco l’avvicinamento alla caverna più profonda, la grotta del drago, il castello.

Ci dovrà entrare altre volte? Saranno tutte così facili?

Fugge via con il tesoro, i documenti.

Va da Dara la sua avvocatessa, (o inizia ad essere anche qualcosa di più che il suo legale?)

Qui puoi pensare di gestire anche un elemento della sottotrama.

Ricorda che la sottotrama (subplot) è una storyline complementare e perfettamente collegata alla principale, dove la trama (il plot) porta avanti la linea dell’azione e la/le sottotrame (subplot) portano avanti il contenuto emozionale dando tridimensionalità alla storia e insieme la conducono sino alla fine con lo scopo dimostrare la premessa.

Ma ora torniamo alla trama principale. 

Attenzione, perché siamo quasi nel momento della Crisi Centrale.

Robert e Dara iniziano a studiare i documenti sottratti dagli uffici della multinazionale e scoprono qualcosa di veramente orribile.

Siamo giunti ad un passo dalla crisi centrale!

Quanto in basso abbiamo spinto la palla delle emozioni? Io credo davvero tanto. Bene, le nostre emozioni funzionano così, più vengono spinte in basso, più vengono represse e frustrate, più reagiranno con forza nel senso opposto!

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