Breve guida alle unità di misura editoriali: caratteri, battute, cartelle

Immagina queste due situazioni:

nella prima hai scritto un libro e vuoi fare una correzione bozze, mentre nella seconda vuoi inviare un manoscritto a una casa editrice tradizionale che, se mai ti sceglierà, si occuperà della correzione, della pubblicazione e della promozione del libro.

Qual è il denominatore comune di queste due situazioni? No, non sei tu (o non solo)! Si tratta delle cosiddette unità di misure editoriali.

Cosa sono? A cosa ti servono? E soprattutto come fai a rispettarle? È proprio questo l’argomento della presente guida.

Cosa sono le unità di misura editoriali?

Cominciamo con il definire l’argomento di cui stiamo parlando, e da cui poi deriva tutto il resto.

Quando si citano le unità di misura editoriali, si intende riferirsi nello specifico a:

  • caratteri con cui vengono scritte le parole;
  • parole con cui si compongono le cartelle;
  • cartelle che vanno a costituire il libro finito.

Perché le chiamiamo unità di misura editoriali? 

Apparentemente potrebbe sembrare una contraddizione in termini. La scrittura in fondo è quanto di più creativo possa esistere e ridurla a unità di misura rischia di impoverirla.

Invece no, anche perché le unità di misura non ti occorrono mentre scrivi, ma dopo.

Inoltre, considera queste unità di misura come un linguaggio universale per poter comunicare con gli editori e con i siti di self publishing come Youcanprint.

Ecco allora che possiamo rispondere a una domanda successiva: a cosa ti serve tutto ciò?

Unità di misura editoriali: a cosa ti servono?

Immagina di voler partecipare a un concorso il cui premio sia la pubblicazione del libro online. Mentre stai compilando il form dell’iscrizione ti viene chiesto di quante cartelle si componga il tuo romanzo.

Situazione due: hai deciso di gestire da te la pubblicazione del libro e vuoi sapere quanto ti costerebbe una correzione bozze. Il sito che stai consultando, come per esempio Youcanprint, chiede come dato necessario per restituirti un preventivo il numero di battute. Cosa inserisci?

Infine, terza situazione ipotetica: stai per inviare a una casa editrice il tuo manoscritto ma ti accorgi all’ultimo minuto che sono accettati solo libri che non eccedano un certo numero di cartelle. Come ti regoli?

Ma questi non sono tutti gli esempi che ti si potrebbero porre nel tuo mestiere di autore che ha deciso di pubblicare un libro.

Anche la questione del carattere da usare, affinché un testo sia formattato in maniera corretta per l’auto pubblicazione potrebbe metterti in difficoltà.

Niente paura, perché nei paragrafi seguenti troverai tutte le indicazioni che ti servono.

Cos’è una cartella editoriale?

Quando decidi di mettere un libro in promozione, dovrai essere certo di aver seguito le regole editoriali corrette. Infatti va specificato che l’uso delle battute, dei caratteri e delle cartelle ideale non vale solo per l’auto pubblicazione o per l’invio del manoscritto a un concorso. Al contrario, rappresenta qualcosa la cui conoscenza può fare la differenza tra la promozione di un libro che risulti vincente e un flop.

Davvero è così importante? 

Certo, e puoi constatarlo da te visionando un libro che sia formattato male o in cui sia stato usato un carattere non adeguato.

Se poi vuoi puntare alla promozione dei libri sui social, dovrai fornire al tuo potenziale pubblico un prodotto conforme e user friendly, che possa essere letto comodamente su ogni dispositivo digitale (oltre che in cartaceo).

Cominciamo quindi dalla cartella, che non è come spesso accade di pensare (erroneamente) la pagina.

Perché si fa questa distinzione? 

Ti facciamo subito un esempio molto pratico.

Immagina di prendere un lavoro come traduttore o come freelance. Ti viene chiesto di produrre un elaborato di 10 cartelle e ti viene specificato che verrai pagato a parola.

Se la cartella si identificasse con la pagina, ti troveresti davanti a due possibilità:

  • nel primo caso scrivi 10 pagine molto fitte che comprendono moltissime parole corte;
  • nel secondo caso scrivi lo stesso 10 pagine, ma con molti spazi, molte battute di dialogo, molte virgolette ecc.

È la stessa cosa? No. 

Hai sempre scritto 10 pagine, ma nel primo caso le parole sono molte di più.

Oltretutto la differenza sostanziale dipende anche dal carattere che scegli di usare.

Fai questa prova e digita sul tuo foglio di lavoro bianco lo stesso testo.

Nel primo caso usa un font Times New Roman da 12 pt e nel secondo un font Garamond da 18 pt.

Il testo è lo stesso, ma nel secondo caso le pagine saranno di più perché le parole occupano più spazio. 

Ecco perché la cartella non è la stessa cosa della pagina ed ecco perché la battuta non è la stessa cosa della parola.

Si definisce cartella quindi proprio l’unità di misura che si utilizza nell’editoria per indicare la lunghezza di un elaborato, indipendentemente dal carattere, dalle parole, dalla formattazione.

Quanto “vale” una cartella? Esattamente 1.800 battute.

Adesso però veniamo alle parole, o meglio alle battute.

Le parole non sono le battute

Se hai un bel libro pronto per il marketing, accertati di quante battute contenga.

Come fare? Innanzitutto sapendo che quando si parla di battute non si intendono certo le parole, e nemmeno i caratteri, almeno non solo.

Facciamo ancora un esempio molto concreto.

Prova a calcolare quante battute ci sono nella seguente frase: 

Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”.

Ti diamo un piccolo aiuto: le parole sono 10, i caratteri sono 41, mentre le battute sono 50.

Come puoi intuire dal nome stesso, per battuta si intende letteralmente il conteggio di quante volte hai “battuto” sulla tastiera.

Quindi rientrano nel conteggio delle battute anche lo spazio, il punto, le virgolette e tutto quello che digiti

Come puoi calcolare quante cartelle contiene il tuo libro?

Come ti abbiamo detto, è importante che tu abbia una perfetta cognizione delle misure esatte del tuo libro.

Calcolarle è molto semplice: apri il tuo manoscritto con un programma di scrittura, come potrebbe essere ad esempio “Word”, uno dei più noti.

Seleziona tutto il testo, poi posizionati sul comando “strumenti” e quindi scegli la voce “conteggio parole”.

Fai attenzione che sia prevista la dicitura “spazi inclusi” e leggi quello che c’è scritto.

Poiché abbiamo detto che una cartella equivale a 1.800 battute, dividendo il numero totale dei caratteri per 1.800 avrai il numero di cartelle che compongono il tuo manoscritto.

Per fare il conteggio caratteri puoi seguire le nostre indicazioni qui.

Imposta il tuo editor nel migliore dei modi

Invece di correggere eventuali errori di formattazione o dover impostare nuovamente il manoscritto, prendi la buona abitudine di crearti un foglio di lavoro standard che ti servirà per scrivere un libro di qualità dal punto di vista dell’impaginazione.

Gli editori o noi di Youcanprint te ne saranno molto grati, e allo stesso modo i lettori troveranno più gradevole la lettura del tuo libro, sia in forma cartacea che elettronica.

Youcanprint, inoltre, ti mette a disposizione numerosi template già preimpostati, con i quali potrai scrivere il tuo libro direttamente nel formato di stampa che desideri senza doverti preoccupare della formattazione. Li trovi nella sezione RISORSE del nostro sito.

Segui questi passaggi:

  • scegli il font ideale per i manoscritti, che è il Times New Roman, o al massimo il Garamond. Non farti incantare da font arzigogolati o originali, l’editoria non lo apprezza molto;
  • imposta la dimensione sul valore 12 pt, che è la grandezza giusta per essere visibile in maniera gradevole;
  • adesso imposta come allineamento il giustificato (a sinistra se dovrai auto pubblicare in formato ebook);
  • l’interlinea adeguata sarà di 22 pt;
  • per finire imposta i margini di stampa inserendo il valore 3 cm sopra e sotto, e il valore 2,4 cm a sinistra e destra.

Cosa hai fatto in questo modo?

Hai creato una cartella che ti consentirà di scrivere 30 righe per pagina con 60 battute per riga al massimo (poi andrà a capo in automatico).

Ecco che avrai alla fine della pagina 30 righe x 60 battute, cioè un valore di 1.800 battute (spazi compresi).

Rendi perfetto il tuo manoscritto con le unità di misura

La conoscenza di queste misure ti può essere molto più utile di quel che credi.

Se ad esempio vuoi auto pubblicare un racconto breve, sappi che nel mondo dell’editoria si considera tale un elaborato di circa 50 cartelle per un totale medio di 15.000 parole (che in genere sono lunghe 6 caratteri) e 90.000 caratteri.

Se invece vuoi proporre il tuo racconto lungo, dovrai consegnare un testo con più cartelle ma che non superino le 140, per un totale di 40.000 parole e 250.000 caratteri.

Dovrai salire a circa 200 cartelle se hai intenzione di scrivere un romanzo breve, che possono diventare anche 400 (ma non oltre) per uno lungo.

E per i dialoghi come ti regoli?

Eccoci arrivati alla fine di questa guida, nella quale ti abbiamo dato le regole base delle unità di misura editoriali. 

Vogliamo fare un ultimo accenno ai dialoghi, anche se il concetto dovrebbe essere stato chiarito.

Anche per i dialoghi si applicano le regole suddette, e quindi se scrivi una frase come:

‘Maria, – disse Gianni, – potresti passarmi quel libro?’. Saprai che le battute, quindi i caratteri da considerare comprenderanno anche le virgolette, la virgola, il trattino medio, il punto interrogativo e tutti gli spazi. 

Nel self publishing queste regole contano molto, perché incidono anche sui costi dei servizi editoriali che deciderai applicati ai tuoi libri. 

Con questo utile strumento in più potrai essere ancora più professionale, competitivo e “sul pezzo”.


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