Self-publishing: 5 modi per promuovere un libro offline

biglietti da visita, volantini, locandine e qrcode per promuovere un libro

Conviene promuoversi più online o più offline?

Io credo che i due scenari siano complementari e non esclusivi. Voglio dire: ci sono molte persone che passano più tempo in giro per le strade che su Facebook o Twitter, no? Ma ce ne sono altrettante che fanno il contrario. Perciò, la soluzione migliore è conquistare la fiducia e l’attenzione di entrambi i gruppi.

La promozione offline, a differenza della sua sorella online, è leggermente più costosa e faticosa, ma non meno d’impatto.

Di modi per fare pubblicità ai propri libri fuori dal Web ce ne sono a bizzeffe e per tutte le tasche. Se fai un giro sui motori di ricerca e digiti parole come “guerilla marketing”, “tribal marketing” o “ambient marketing”, tanto per citarne 3, scoprirai un modo originale di fare marketing offline che, nel corso degli anni, ha preso sempre più piede.

Ma fare buone campagne di guerrilla, tribal o ambient, può costare cifre interessanti. In questo post, invece, voglio abbassare il tiro, riducendo i costi senza perdere l’efficacia dell’azione comunicativa.

Eccoti, allora, 5 esempi di come fare pubblicità offline ai tuoi libri. Alcune di loro sono parte delle strategie che ho utilizzato io stesso, nella promozione offline dei miei libri.

1. Volantinaggio.

Lo so, può sembrare antiquato e noioso come metodo ma, t’assicuro, se usato bene, ha il suo effetto.

Cosa vuol dire “usato bene”? Vuol dire scegliere le persone da conquistare e andare da loro. Se hai scritto un libro in stile Moccia, sai bene che il tuo pubblico è prevalentemente femminile e sotto i 20 anni. Bene, vai da loro.

Che luoghi frequentano queste persone? Probabilmente università o licei. Sicuramente pub e discoteche. Forse scuole di danza. Ok, crea dei volantini accattivanti o dei piccoli manifesti in formato A3 da distribuire tra i banchi, da affiggere nelle bacheche o da lasciare sui banconi.

Ma affidati a servizi di stampa specializzati. La qualità del volantino è molto importante per la riuscita del lavoro.

2. Comunicati stampa.

Prendere contatti con i giornalisti è un punto fondamentale per l’autopromozione offline. Puoi decidere di affidarti a un servizio professionale di ufficio stampa, o di fare tutto da te.

Nel secondo caso, prendi contatti con i giornalisti via Web. Su Facebook, ad esempio, non è difficile trovarne. Puoi anche dare un’occhiata ai siti Web delle testate, molti giornalisti mettono le loro email in bella vista.

Puoi acquistare l’Agenda del Giornalista, oppure affidarti a un servizio interessantissimo per ricercare persone su Twitter, anche per professione: si chiama FollowerWonk.

Quando scrivi un comunicato stampa, ricorda, devi sempre offrire una notizia al giornalista per invogliarlo a scrivere di te. Non dire semplicemente “ho scritto questo libro e nella vita ho fatto questo, ricevuto questi riconoscimenti”. Non interessa a nessuno.

Parla, invece, del tema del tuo libro. Mettici entusiasmo, inserisci qualche recensione, se già ne hai. Solo alla fine metti i riferimenti per acquistare il libro.

3. QRcode.

Mi sono divertito come un matto a pubblicizzare i miei libri tramite QRcode. Il QRcode, se non lo sai, è un codice grafico che, se fotografato con determinate applicazioni, permette di visualizzare un contenuto online.

Io decisi di utilizzarlo su me stesso. Feci stampare una maglia che, sul retro, riportava un QRcode che permetteva di visualizzare la pagina in cui veniva venduto il mio libro all’epoca. Ma può essere utilizzato in mille modi diversi.

Per come la vedo io, il QRcode è un mezzo intrigante per farsi pubblicità, perché sfrutta la curiosità insita in ognuno di noi.

4. Presentazioni dal vivo.

Come per il comunicato stampa, anche qui devi avere qualcosa di succulento da proporre, non solo l’uscita del libro. Questo è un errore che commettono molti, ecco perché, poi, alle presentazioni ci sono solo pochissime persone.

A tutti noi piace sentirci coinvolti, parte di un gruppo o di un progetto, amiamo scoprire cose nuove, svelare misteri e divertirci. Per questo andare in libreria per dire “ho scritto questo libro e l’ho pubblicato con…” non serve a nulla.

Pensa sempre come un possibile lettore. Se io andassi alla presentazione di un libro come il mio, cosa mi piacerebbe vivere? Di cosa mi piacerebbe sentir parlare l’autore/autrice? Preferirei starmene seduto/a su una sedia ad ascoltare, o sgranocchiare qualcosa in un aperitivo in piedi? Vorrei della musica di sottofondo? Dal vivo o tramite dj? Un gioco di ruolo?

E non dimenticare di farti stampare sempre del materiale di corredo: tovaglie per i tavoli, manifesti, volantini, così da creare il giusto ambiente e mettere a disposizione dei presenti un promemoria da portar via con i tuoi contatti.

Ovviamente il tavolino con qualche libro da poter acquistare al volo è d’obbligo.

Con un po’ di contatti giusti, bastano davvero pochi soldi per mettere su una presentazione come si deve.

5. Biglietto da visita.

Può sempre tornare utile, magari ti trovi a parlare con persone interessate ai tuoi libri ma che non sanno dove acquistarli. Zac, pronto il bigliettino da visita. O in qualche evento, idem. L’importante è che il bigliettino sia chiaro e leggibile. Con poche informazioni: quelle relative ai tuoi contatti e al tuo sito (perché ti consiglio di averne uno).

Per ora è tutto.

A presto e…occhio alla penna ;).

Roberto Tartaglia

Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale è www.robertotartaglia.com.

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