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La struttura narrativa e i suoi segreti

scrivere libro struttura storiaQuale che sia il vostro approccio alla scrittura creativa, sia che siate dei pianificatori accaniti sia che preferiate lasciarvi andare alla corrente, c’è una cosa che non può mai mancare in un testo narrativo ed è anche il segreto del suo successo: una solida struttura.

La struttura non è altro che l’ossatura sulla quale è costruita una storia. La struttura non è la trama, che è specifica di ogni testo, ma è invece una specie di “modello” versatile che può applicarsi a tutti i tipi di storie. Procediamo per gradi e vediamo di sviscerare per bene le caratteristiche di questa impalcatura che regge la nostra trama.

Il punto chiave è il conflitto. Non c’è storia senza conflitto. Seppure la parola “conflitto” faccia venire alla mente un qualcosa di violento, in realtà esistono diversi tipi di conflitto che possono essere anche normali eventi della vita di ogni giorno. Non pensiate che per scrivere una storia si debba per forza ricorrere all’epico scontro tra il bene e il male.

Il conflitto può essere questo, o più semplicemente uno scontro tra un protagonista e un antagonista, ad esempio il classico detective che dà la caccia a un criminale, ma può essere anche un qualcosa di interno, che si realizza nella psiche del nostro personaggio principale. Immaginate una giovane donna che debba fare una scelta tra restare nella sua città con l’amore della sua vita oppure trasferirsi all’estero per inseguire la sua carriera, ed ecco che avrete un perfetto esempio di conflitto.

Il conflitto è ciò che muove la storia, che la fa progredire e che rende partecipe il lettore, spingendolo a voler sapere come si concluderà la questione.
Ora, se facciamo un passo in più all’interno del conflitto, troveremo che questo necessita di tre elementi fondamentali:

  • Un protagonista, che deve essere un personaggio d’impatto, caratterizzato in modo tale che il lettore entri in empatia con la sua situazione.
  • Una motivazione, ossia un desiderio, una volontà che spinga il protagonista a mettersi in moto e a lottare per quello che vuole.
  • Un ostacolo, che sarà ciò che si frappone tra il protagonista e la realizzazione del suo desiderio.

Una volta che abbiamo stabilito quale sarà il conflitto fondamentale della nostra storia, possiamo procedere a gettare le basi della struttura.
In generale, perché una storia sia completa, sono necessari tre elementi:

  • Un inizio: la situazione di partenza, la parte della storia che ci introduce il conflitto e ci presenta il personaggio principale (può anche essere più di uno), la sua motivazione, l’ostacolo che gli sbarra la strada.
  • Uno svolgimento: la parte centrale della narrazione, nella quale il protagonista vive la sua avventura e affronta l’ostacolo.
  • Una conclusione: che è la risoluzione della vicenda e che rivelerà al lettore se il protagonista è riuscito a superare l’ostacolo, a risolvere il conflitto oppure se sarà sopraffatto e soccomberà (non sempre può esserci il lieto fine).

Una volta che abbiamo bene in chiaro queste tre fasi, possiamo fare un ulteriore passo all’interno della struttura e individuare alcuni elementi più specifici che sono importanti per rendere avvincente la narrazione. Li chiameremo con nomi diversi, ma sostanzialmente sono tutti riconducibili ai tre punti precedenti. Si tratta di:

1) ESORDIO: è l’inizio della nostra storia e il suo scopo è presentare la situazione di partenza, dando quindi informazioni riguardo al protagonista e all’ambientazione. L’inizio di una storia viene anche chiamato “incipit” (solitamente si tratta delle prime righe) e può essere di tre tipi:

  • In media res: il lettore viene proiettato direttamente nel mezzo degli eventi. La tecnica più comunque è quella di iniziare con una battuta di dialogo.
  • Introduttivo: l’autore si sofferma a presentare ambienti e personaggi e a introdurre la storia prima di iniziare con il racconto vero e proprio.
  • A effetto: la narrazione inizia con una frase che sorprende e incuriosisce il lettore invitandolo a volerne sapere di più.

2) SVILUPPO: lo svolgimento della storia, il dipanarsi della trama, i personaggi si mettono in azione per perseguire i loro obiettivi. Può essere ulteriormente suddiviso in due fasi:

Complicazione: strettamente legata all’esordio, è il momento in cui sorge il problema centrale, il conflitto della storia, è ciò che interviene a turbare l’equilibrio iniziale.

Ecco qualche esempio di complicazione:

  • Giallo: un personaggio viene assassinato
  • Horror: alcune tracce segnalano la presenza di un mostro
  • Fantasy: uno o più personaggi si vedono affidare una missione
  • Romantico: due personaggi si innamorano ma le loro famiglie sono nemiche

Svolgimento: in questa parte viene ampliata e sviluppata la vicenda attraverso vari elementi quali:

  • Delineazione dei personaggi, attraverso le loro azioni, in modo che prendano forma e carattere e assumano, agli occhi del lettore, le loro specifiche funzioni narrative: si verrà quindi a identificare chi è il protagonista, chi l’antagonista, l’aiutante, la comparsa, ecc.
  • Utilizzo di espedienti e salti temporali, ad esempio l’analessi (o flash-back) che ha lo scopo di raccontare eventi passati, ma ricollegati alla vicenda in corso, background dei personaggi, ma anche anticipazioni su eventi futuri (flash-forward).
  • Descrizione degli ambienti in cui si svolgono le vicende: serve a immergere il lettore nella storia e a dare maggiore spessore ai personaggi, contestualizzandoli nello spazio e nel tempo e caratterizzandoli meglio.
  • Mantenimento della suspense ritardando lo scioglimento finale o depistando il lettore verso altre soluzioni.
  • Inserimento di dialoghi, azioni, riflessioni, chiarimenti dei fatti narrati e tutto quanto possa servire a rendere più appassionante e coinvolgente la lettura.

3) CLIMAX: è il momento culminante della storia, il punto in cui si accumula la maggiore tensione narrativa. È la resa dei conti, proprio alla soglia del gran finale.
Alcuni esempi di climax:

  • Giallo: il poliziotto acquisisce prove importanti su uno dei principali sospettati
  • Horror: il protagonista si incontra faccia a faccia con il mostro
  • Fantasy: i protagonisti affrontano il cattivo che ostacola il compimento della missione
  • Romantico: l’amore segreto viene scoperto

A seconda del tipo di testo che si vuole scrivere, e soprattutto della lunghezza, è possibile che nel corso della storia esista più di un climax, corrispondenti allo scioglimento di conflitti secondari più o meno importanti presenti nella trama. È importante dosare bene le varie sottotrame in modo che le cose vadano al loro posto gradualmente e non accumulare troppa tensione nello stesso punto, creando così confusione nel lettore.

4) SCIOGLIMENTO: è il finale della storia, la conclusione della vicenda che può essere sia positiva che negativa, ma può anche non concludersi affatto e lasciare il tutto aperto a un seguito (il cosiddetto “cliffanger”).
Esistono vari tipi di scioglimento:

  • Finale a sorpresa: ribalta le premesse e le aspettative del lettore con un colpo di scena.
  • Finale aperto: non c’è una vera e propria conclusione e molto viene lasciato all’immaginazione.
  • Il finale rappresenta la tappa conclusiva di un percorso:
    • a gradini: gli avvenimenti costituiscono un progressivo avvicinamento all’epilogo
    • ° ad anello: si ritorna a una situazione simile al punto di partenza
    • ° a ostacoli: la soluzione è ostacolata da avvenimenti di vario tipo.

Ovviamente questo è soltanto un modello teorico, ma in linea di massima ogni storia si può adattare a questo schema, che non è da considerarsi come un qualcosa di rigido ma piuttosto come una traccia da seguire nella costruzione della propria trama.

E di questo ci occuperemo nel prossimo articolo.

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