Nuove uscite

Storie da città di solitudine

Giovanni Sicuranza, Storia da citta di solitudine“Storie da Città di Solitudine e dal Km 76” è una raccolta di racconti che ridefiniscono il confine della realtà e del senso comune attraverso storie singolari e interessantissime, ai margini della notte, dove sentimento e follia, tragedia e disperazione si intrecciano in voci narrative singolari. Si notano le  “vicinanze” letterarie che hanno influito sulla prosa utilizzata dall’autore, che si nutre con forte evidenza del genere gotico americano.

Lo stile di Giovanni Sicuranza ha pochi precedenti nella nostra letteratura e dimostra una contaminazione con quegli autori che hanno fatto la fortuna del ‘gotico americano’, per intenderci quel periodo che si situa dopo i grandi classici dell’incubo stelle e strisce, ovvero sia Edgar Allan Poe e Howard Phillip Lovecraft e prima degli anni settanta, che vedranno il fiorire del genere grazie ad autori come Stephen King (negli Stati Uniti) o Clive Barker (in Inghilterra). Per entrare nello specifico le atmosfere soprannaturali e l’atmosfera di inquietudine che Sicuranza riesce a materializzare racconto dopo racconto fanno venire in mente Robert Bloch (vedi alla voce Psycho) oppure quell’Algernon Blackwood stimato come ‘creatore di incubi’ dallo stesso Lovecraft.

Giovanni Sicuranza con il suo “Storie da Città di Solitudine e dal km. 76” ci consegna una serie di racconti segnati da una cifra malinconica e inquietante allo stesso tempo, dove il rosso delle passioni irrisolte e il nero del mistero si mescolano, avvolgendo i contorni dei personaggi come la nebbia che avvolge la città di Solitudine.

Sebbene Sicuranza non faccia costante uso di ambientazioni arcaiche, come castelli diroccati o case isolate, ove avvengono terribili fatti di sangue, inquietanti cospirazioni e misteriosi delitti, la sua perizia sta nel trasformare un contesto urbano contemporaneo in una scenografia fantastica popolata da una fascinazione quasi perversa per il mostruoso (nel senso etimologico di eccezionale), che cattura l’attenzione del lettore verso tutto ciò che si nasconde nell’ombra o ai margini della vita.

C’è qualcosa che rende piacevole e interessante la lettura di “Storie da Città di Solitudine e dal Km 76” di Giovanni Sicuranza (Youcanprint.it), ed è quel senso di dubbio metodico e corrosivo che l’autore insinua nella mente del lettore, in questi racconti si oltrepassa abilmente quel “confine della realtà” tra il bene e il male o tra normale e anormale, così labile che sfugge a qualsiasi definizione.

La scrittura per queste trecento pagine risulta densissima di giochi metaforici e lessicali. Una volta presa dimestichezza con il clima narrativo, tutto è agevole, siamo entrati in una morsa dalla quale difficilmente vorremo uscire, ogni racconto invita a leggere il seguente, nel rimando tra personaggi e lettore frutto di uno schema sapiente.

La storia:  il custode del cimitero di Fine Viaggio, marcio nel corpo ed esausto nell’anima, decide di raccontare le ascese e le cadute di tante vite che ormai hanno riempito giorno dopo giorno la quotidianità del suo lavoro. E così da “il Violinista” per passare a “Pianto di Natale” e “Via Crucis”si assiste ad una carrellata di scene surreali che talvolta scivolano nell’atroce come un infanticidio o nel grottesco come la protagonista di un racconto che non accettando l’idea della morte del coniuge se lo porta in macchina in avanzato stato di decomposizione.  Ora il custode del cimitero di Fine Viaggio è in procinto di lasciare questo mondo, ma le sue storie sono così ingombranti che prima di esalare l’ultimo respiro dovranno necessariamente essere raccontate. E il racconto, sarà in un attimo. Forse l’ultimo per liberarsi di un terribile segreto.

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