Selfpublishing: come creare un piano di marketing

Written by robertotartaglia. Posted in Guide Pratiche, Selfpublishing

consigli per vendere il proprio libroCreare un piano di marketing, per me, vuol dire aver già scritto per bene il proprio libro ed essere passati alla “fase 2”. Vuol dire aver già scelto a chi rivolgersi e aver individuato il proprio pubblico di riferimento.

Perché preciso questo? Perché molti credono che preparare un piano di marketing voglia dire partire dall’individuazione di quello che, nel marketing vecchia maniera, veniva definito “target di riferimento” a seguito dell’ultimazione del libro.

Nella scrittura, per quanto mi riguarda, non è così. La scelta del proprio pubblico di riferimento, della propria tribù di lettori e fan va fatta a monte. I dettagli li illustro tutti nella guida che invio tramite la newsletter gratuita, qui non mi dilungherò oltremodo.

Dirò solamente che scrivere un libro solo per il proprio piacere, senza aver idea di che pubblico ci sia lì fuori, potrebbe voler dire fare flop. Bisogna lavorare bene per far combaciare le proprie passioni con la domanda del pubblico.

Ad ogni modo, andiamo oltre. Scelto il tuo pubblico, scritto il tuo libro e pubblicato, non ti resta che passare alla pubblicizzazione del tuo lavoro. Giusto? Ma come fare?

Prima di tutto dividi il tuo piano tra online e offline. Poi, crea un inventario dei mezzi a tua disposizione. Non parlo solo di mezzi economici, ma anche di canali di comunicazione:

Un esempio? Eccolo:

OFFLINE

  • Hai contatti con giornalisti?
  • Puoi permetterti di partecipare a programmi radiofonici o televisivi?
  • Hai intenzione di creare gadget personalizzati?
  • Vuoi mettere su una campagna di affissioni e volantinaggio?
  • Vuoi creare eventi e presentazioni?
  • Vuoi affidarti a esperti di no-conventional marketing?

ONLINE

  • Hai contatti con blogger?
  • Vuoi creare un video virale?
  • Su quali social network vuoi agire?
  • Hai un tuo sito o vuoi metterne su uno?
  • Vuoi usare le pubblicità online?
  • Utilizzi altri canali come newsradar o spazi di condivisione documenti come Slideshare o Scribd?

Scegli con cura i tuoi canali e non cercare di strafare. È normale, all’inizio, volerli utilizzare tutti per dare più spazio all’informazione, ma, in pratica, questo si rivela un boomerang. Perché? Perché finirai, inevitabilmente, per lavorare male e non prestare la giusta attenzione a ciascun canale.

Anche per i social network, scegline 2 o 3, all’inizio, non buttarti su tutti i social esistenti.

Fatto questo, devi calendarizzare i tuoi eventi, le tue uscite stampa e i tuoi interventi online. Alcuni, come le presenze social e i post sul tuo blog, possono anche essere quotidiani, ma altri vanno programmati con cura.

Potresti, ad esempio, decidere di usare le pubblicità di Facebook Ads o Google AdWords in periodi “caldi” come le vacanze pasquali o quelle natalizie. Oppure, potresti pensare di uscire sulla stampa in momenti più “deboli”, in cui ci sono meno notizie che possano rubarti il posto, come l’estate (quando le redazioni si svuotano e i pochi giornalisti al lavoro devono cercare notizie in modo febbrile).

Canali e periodi dell’anno solo le ascisse e le ordinate del tuo piano di lavoro. Organizza con cura il tuo piano e rispetta gli impegni presi. Se lavorerai bene, i risultati non tarderanno ad arrivare.

Occhio alla penna! ;)

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