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Self-publishing vs Editoria tradizionale: una corsa a due velocità

versusSegui gli aggiornamenti del Blog di Youcanprint tutti i giorni, ti tieni informato e conosci tutte le ultime novità sul digitale, ma custodisci il sogno di vedere il marchio del “Grande Editore” stampato accanto al tuo nome. Insomma, hai il tuo libro pronto, ma non sai se infilarlo in una busta e spedirlo all’indirizzo dei desideri, oppure pubblicarlo e distribuirlo subito, proprio ora, in pochi clic.

Per aiutarti a decidere voglio tentare di fare insieme a te un’analisi da un punto di vista differente, non su ciò che distingue i due metodi di pubblicazione, quanto sul come cambierebbe il tuo approccio scegliendo tra l’uno o l’altro.

Se scegli il self-publishing, devi prima correre ( finire il manoscritto, editarlo, creare una buona copertina, seguire tutte le istruzioni per ottenere il tuo libro sia in formato digitale che cartaceo) e poi devi sederti e aspettare che arrivino le prime vendite. A volte non arrivano che dopo settimane o mesi. Allora contatti tutti i blogger che conosci, tutti i tuoi follower su Twitter, ma non puoi fare altro che aspettare.

Se sei sveglio cominci a scrivere il tuo prossimo libro, perché le possibilità di guadagno cresceranno solo continuando a produrre. Finché un giorno ti rendi conto di aver incassato 1.000 euro nell’arco di un anno. E se dimostri di essere un buon narratore, lo stesso potrebbe accadere l’anno successivo e quello ancora dopo. Nel corso del tempo, potresti vendere molte più copie di quanto avresti fatto come romanziere in casa editrice. La frase chiave, però, è  nel tempo

Se scegli l’editoria tradizionale devi prima attendere: gli editori impiegano mesi, a volte anni, per rispondere. Qualora dovesse succedere, devi calcolare dai tre ai sei mesi per ottenere un contratto, da tre a sei mesi dopo la firma per ottenere la prima parte dell’anticipo, un anno dopo il contratto per avere il libro completato, da sei mesi ad un anno per vederlo sugli scaffali. La vera corsa inizierà soltanto quando il libro sarà inserito in catalogo, poiché l’editore tradizionale guarda ai numeri di vendita dal momento in cui il libro è disponibile per il pre-ordine fino a sei mesi dopo la pubblicazione, aspettandosi di replicare o superare gli ordini ottenuti da un libro simile al tuo in precedenza. In pratica, ti ci sono voluti anni per avere un contratto e adesso hai meno di 12 mesi per dimostrare quanto vale il tuo libro.

Anche se con le librerie online i libri hanno vita più lunga, è chiaro che il ritmo delle 500 copie all’anno, per un editore che vuole stare sul mercato dovendo rientrare almeno dei costi di distribuzione e stampa, non sarebbe sostenibile. Ecco, spiegato perché si punta ai potenziali bestseller (o libri che sembrano a volte tutti uguali): l’investimento si calcola in base alle abitudini di lettura dei consumatori.

Questo uno scrittore indipendente può imparare dall’editoria tradizionale: tutto ciò che fa vendere un libro è metterlo di fronte a un lettore che potrebbe essere interessato a dargli un’occhiata.
La chiave è dare ai lettori quello che vogliono. Che cosa vogliono? Buone storie. E siccome ognuno ha una sua propria opinione su cosa sia una buona storia, bisogna dare loro un sacco di storie tra cui scegliere. E’ questo che devi fare. Non ti resta che stabilire a che velocità.

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