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Self publishing vs. editoria tradizionale

self-publishing pubblicare libro“Cos’è il self publishing?”
“Conviene davvero autopubblicarsi?”

Solitamente sono queste le prime domande che mi vengono poste dagli iscritti alle mie newsletter e da chi mi segue sui social network. Io sono un autore indipendente che autopubblica i propri libri con il self publishing dal 2009, ma su questo fenomeno, negli ultimi mesi, ne ho lette e sentite di cotte e di crude.

Da un lato, ho letto dichiarazioni di fautori del self publishing che lo etichettano come il nuovo metodo per fare soldi facili grazie al Web (ammesso che ne esista uno, ma non mi risulta), dall’altro, le affermazioni dei detrattori che lo definiscono una bufala, arrivando addirittura a paragonarlo all’Editoria a Pagamento.

Per questo credo sia il caso di fare un po’ di chiarezza.

Come accennavo prima, non esiste un metodo per fare soldi facilmente e in modo legale, né sul Web, né offline, per quanto mi riguarda. E il self publishing non ha assolutamente questo scopo. Soldi se ne possono fare, e anche successo, come ci insegnano le storie dei colleghi di penna d’oltre oceano (Amanda Hocking, John Locke…), ma serve impegno e volontà.

Cos’è, allora, il self publishing? È il futuro, il nuovo modo di fare editoria, che sposta l’attenzione dall’editore all’autore. Sostanzialmente si tratta di una serie di servizi online che permettono di pubblicare, stampare e vendere un libro, senza ricorrere alle case editrici. E il tutto gratuitamente!

A differenza di quanto sostengono alcune persone, infatti, il self publishing non ha nulla a che vedere con l’Editoria a Pagamento (EAP da qui in poi). Ho avuto a che fare personalmente con l’EAP (senza accettarne le condizioni, ovviamente) e t’assicuro che il self publishing è tutt’altro.

Nell’EAP l’editore chiede soldi allo scrittore in cambio della pubblicazione del libro e della stampa di alcune copie, promettendo anche una promozione che non vedrà mai la luce o sarà del tutto deludente.

Nel self publishing, invece, non si paga per pubblicare! Le uniche spese da affrontare, se si decide di affrontarle, sono l’acquisto di un codice ISBN (che identifica a livello internazionale un’edizione di un libro e ne permette la vendita in larga scala) ed eventuali servizi extra (come l’editing e la correzione bozze, la creazione di una copertina, l’impaginazione professionale, le traduzioni, un ufficio stampa dedicato e così via).

Ma i vantaggi del self publishing non si fermano qui e non sono solamente di tipo economico. Ti parlo per esperienza diretta, avendo avuto a che fare anche con l’editoria tradizionale.

A differenza dell’editoria tradizionale (quella non a pagamento, intendo), pubblicando un libro in self publishing non avrai direttive editoriali, non avrai un editore che ti dice cosa devi scrivere e cosa no, cosa mettere in copertina, quando dovrà uscire il libro e quando consegnare il tuo manoscritto. Nel self publishing sei tu che scegli cosa pubblicare e sei tu che decidi quando farlo. A questo aggiungici che i tempi di pubblicazione sono davvero rapidi: pochissimi giorni, non mesi o anni come nell’editoria tradizionale, e hai la possibilità di apportare al volo qualsiasi modifica, se non ti piace ciò che hai pubblicato o hai dei ripensamenti.

Per non parlare, poi, dei Diritti d’Autore.

Nell’editoria tradizionale, come ben noto, vengono ceduti nelle mani dell’editore, tramite un contratto che può durare da uno a 20 anni o più. Insomma, hai passato una vita a buttare sudore sulla tua opera, e, quando arriva finalmente il momento di pubblicarla, ti viene tolto ogni diritto su di essa.

Nel self publishing, e questa è una delle ragioni principali per cui adoro questo nuovo modo di fare editoria, i Diritti d’Autore restano nelle tue mani e puoi decidere di bloccare il servizio di autopubblicazione in qualsiasi momento, senza costi, per togliere il libro dal commercio o ripubblicarlo con qualcun altro.

È vero che dovrai occuparti sia della stesura del libro che dell’autopromozione, ma questo, spesso, accade anche nell’editoria tradizionale. A fronte di contratti ventennali, infatti, la promozione per un esordiente viene sospesa dopo i primi 6 o 12 mesi. Questo ammesso che la promozione venga effettuata, ne ho sentiti fin troppi di scrittori e scrittrici che si sono visti relegati in un angoletto, con una montagna di libri sulle gambe e un lapidario “fatti promozione e vendili”.

E, comunque, per quanto mi riguarda, autopromuoversi (specie sul Web) è troppo bello! È creativo, entusiasmante e ti permette di conoscere migliaia di persone.

Mi sembra chiaro, dunque, che autopubblicarsi sia molto più che conveniente. E lo è anche in termini di ritorno economico. Il guadagno, infatti, è nettamente superiore a quello che ti riserva l’editoria tradizionale. Sei tu a scegliere il costo del libro e, di conseguenza, quanto guadagnare su ogni copia venduta.

Intrigante, vero? Non ti resta che provare in prima persona, dunque.

Alla prossima e…occhio alla penna ;)!

Roberto Tartaglia
Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale è www.robertotartaglia.com.

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