Self-publishing e personal branding: tre consigli utili

Written by robertotartaglia. Posted in Guide Pratiche, Selfpublishing

guida per lo scrittore che vuole promuoversiFar bene del personal branding, per uno scrittore indipendente, vuol dire aver superato già la metà del lavoro di autopromozione.

Per chi si autopubblica, infatti, ciò che è realmente importante, non è riuscire a pubblicizzare i propri libri, ma essere in grado di pubblicizzare se stessi. Solo dopo aver conquistato la fiducia del pubblico, infatti, si riuscirà a vendere.

Per aiutarti nel tuo lavoro di personal branding, in questo post ti darò 3 consigli.

1.      Sii originale

C’è chi dice che oggi, grazie all’avvento del Web, la vera difficoltà non sta nel creare nuovi prodotti, quanto nel proporli per primo. Un problema di concorrenza, ovvio. Miliardi di persone nel mondo sono connesse a Internet ogni giorno, e molte di loro hanno menti creative. Tra queste, alcune hanno anche tempo e mezzi a disposizione per far sapere in tempo reale al mondo che hanno fatto qualcosa di nuovo. Diventando, così, i primi.

Come distinguersi, allora, in questa massa di creativi? Come far sentire la propria voce nel frastuono dell’iperinformazione? Con l’originalità.

L’originalità di ciò che hai creato, certo, ma anche l’originalità del modo in cui proponi il tuo lavoro. E, per quanto concerne il personal branding, più originalità metti in come ti presenti e come annunci le tue opere, meglio è.

Ognuno di noi è speciale. Ognuno di noi ha dei particolari che lo contraddistinguono. Bene, quello è il fulcro intorno al quale far ruotare il tuo lavoro di personal branding. Non imitare gli altri, non metterti una maschera, non recitare. Sii semplicemente ciò che sei e il pubblico apprezzerà.

Ti faccio un esempio che esula dalla scrittura.

Hai presente Renato Zero? Sin dall’inizio si è presentato per come è. Ha accentuato leggermente alcuni tratti della sua personalità, si è reso più teatrale, ma ha mostrato subito la sua vera essenza. E l’ha fatto anche con coraggio, affrontando di petto tutte le possibili malelingue e il giudizio degli stupidi. Eppure non ha inventato nulla di nuovo. Fa musica leggera, come molti altri. Però la fa con originalità.

2.      Fatti riconoscere

Partendo dall’esempio del grande Renato, si passa al secondo punto. Che ritengo fondamentale. Con “farsi riconoscere” voglio dire associare alla propria immagine una serie di emozioni positive, veicolate attraverso stimoli sensoriali precisi.

Guarda questa foto, non c’è bisogno che io ti dica chi sia. Allo stesso tempo, se ti avessi detto “Einstein”, probabilmente, la tua mente avrebbe tirato fuori dal cassetto proprio quell’immagine. E se ora ti dicessi “Marilyn”? Forse stai pensando alla scena in cui le si alza la gonna. E c’è qualcuno a cui ascoltare “jingle bells” non richiami alla mente le emozioni del Natale?

Questo risultato si può raggiungere dando vita a una serie di simboli che ti rappresentano e che, una volta proposti, richiamino nella mente del lettore emozioni positive legate alla tua immagine. Sta a te scegliere il modo.

3.      Fai gruppo

Fare personal branding in sé sarebbe inutile se non si riuscisse a creare un gruppo di fan, un gruppo di amici con i quali condividere esperienze e discutere.

Per fare questo, ovviamente, servono strumenti come i social network e le newsletter, ma serve anche la capacità di coinvolgere gli altri, i tuoi lettori, i tuoi fan, facendoli sentire speciali (anche perché, di fatto, lo sono davvero).

Fare personal branding, dunque, è anche questo: tirare fuori tutte le tue capacità relazionali e interagire costantemente con i tuoi fan, mettendoli a loro agio e diventando loro amico. In questo modo, in un fantastico gioco a spirale, riuscirai a conseguire anche l’obiettivo che ti ho illustrato al punto 2: associare alla tua immagine una serie di esperienze ed emozioni positive.

Ma, ovviamente, come ho detto in altri post, se ti comporti così solo per compiacere gli altri, perché te l’ho detto io, o perché vuoi far “fesso” il tuo pubblico con il solo scopo di racimolare soldi, il piano fallisce. La falsità dei tuoi comportamenti traspare e il trucco dura poco. Devi agire col cuore, credere in ciò che fai.

Questo è l’unico, vero segreto.

Per ora, ti do appuntamento alla prossima e…occhio alla penna ;) !

Roberto Tartaglia

Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale è www.robertotartaglia.com.

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