Self publishing e personal branding: come difendere la propria reputazione

Written by robertotartaglia. Posted in Guide Pratiche, Selfpublishing

Per chi si autopubblica, difendere la propria reputazione è fondamentale. Come dico sempre, infatti, chi intraprende questa strada non deve imparare a vendere i propri libri, ma la propria immagine.

Capisci bene, dunque, che, in un simile contesto, la tua reputazione è la prima cosa da tenere in considerazione. Ma come si fa? Con che mezzi e strategie si può raggiungere questo scopo?

Prima di tutto, mettiti in testa che ciò che fa la differenza non sono le parole, ma i fatti. Non siamo politici in campagna elettorale, non dobbiamo vendere promesse, ma dimostrare con i fatti chi siamo e cosa sappiamo fare.

L’ideale, dunque, sarebbe quello di fare sempre cose buone e giuste. Ma siamo esseri umani, non divinità infallibili. Per questo motivo, alle volte, può presentarsi la necessità di salvare la nostra faccia.

Dunque, ammettiamo che hai sempre scritto bene, che i tuoi libri piacciano, che il tuo pubblico ti ami e così via. Ammettiamo, però anche, che, un giorno, vieni invitato in una trasmissione radiofonica o televisiva e te ne esci con una battuta infelice.

Ammettiamo che, dopo qualche minuto, la tua frase venga ripresa su Twitter e su Facebook. Che la gente inizi a scriverti, dicendo che hai sbagliato, che hai deluso e così via.

Un disastro! Per fortuna, però, c’è una soluzione a tutto, meno che alla morte. Vediamo cosa fare.

Ammetti gli errori

Prima cosa da fare è ammettere di aver sbagliato. È la cosa più onesta. Non smentire, non avvalorare la tua tesi, non far finta di niente.

Scusati e ammetti l’errore. In fondo, come dicevo, siamo esseri umani e ci è dato anche di sbagliare.

Reagisci repentinamente

Appena ti rendi conto del dramma in corso, reagisci. È stimato che le due ore successive all’evento sono le più importanti. È in questi 120 minuti, infatti, che il tema è, per così dire, “caldo”. È in questo lasso di tempo che si concentreranno i vari post, tweet e commenti.

Resta sul pezzo

Per usare un termine giornalistico, resta sul pezzo. Anche dopo le fatidiche due ore, non mollare la presa. Monitora, scandaglia web, tv, radio e giornali per capire chi e come parla di te.

Coinvolgi i tuoi fan

Scrivi direttamente ai tuoi fan, scusati con loro e, se ne hai di veramente fedeli, vedrai che saranno loro stessi, spontaneamente a intervenire nelle discussioni per prendere la tua parte. A meno che tu non l’abbia fatta proprio grossa :)!

Usa gli strumenti giusti.

Google Alert è il primo che viene in mente, per scegliere le parole chiave da tenere sotto controllo (in questo caso, il tuo nome e cognome o pseudonimo). Ma ce ne sono altri molto potenti. Tra questi ti consiglio di prendere in considerazione Mention.

Invia un comunicato stampa

Scrivi un comunicato in cui ti scusi e spieghi l’accaduto in modo onesto e trasparente. Poi, invialo a tappeto ai mass media tradizionali, ai giornali e ai blog con cui sei in contatto. Pubblicalo sul tuo sito e utilizza le parole chiave specifiche, facendo riferimento all’evento. Così da farlo indicizzare al meglio dai motori di ricerca e dare massima rilevanza alle tue parole di scusa.

Per adesso ti do appuntamento alla prossima…OCCHIO ALLA PENNA ;)!

Roberto Tartaglia

Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale è www.robertotartaglia.com.

Presente anche su Youtube (http://www.youtube.com/rotartaglia), Facebook (https://www.facebook.com/Roberto.P.Tartaglia), Twitter (https://twitter.com/rotartaglia)  e Google+ (https://plus.google.com/u/0/102819774398765592106/posts).

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