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Scrivere per l’infanzia: da 0 a 5 anni. Tecniche e considerazioni

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Scrivere per i piccoli richiede due elementi: conoscere il genere (vale a dire avere letto in età adulta delle fiabe o delle storie per bambini) e saper raccontare le trame con un linguaggio semplice fatto sia di messaggi espliciti che impliciti, perché i bambini, sebbene non sempre diano questa impressione, sanno cogliere sfumature e particolari narrativi che ai grandi possono sembrare inutili.

Anche l’uso dei personaggi, in questo genere ha un ruolo essenziale. Prevalentemente proiettivo, per consentire ai chi ascolta la storia, di potersi immedesimare nel protagonista, solitamente un eroe o eroina che dopo molte traversie avrà la meglio sui cattivi e conquisterà l’inconquistabile.

Poiché tra le responsabilità letterarie assegnate alle storie per l’infanzia, vi è anche l’aspetto educativo, è essenziale che gli elementi del testo diano indicazioni su cosa sia bene e cosa sia male. Ogni racconto compatibilmente con le abilità cognitive del lettore (ai bambini di 2-3 piace l’immediatezza, a quelli di 4-5 interessano gli aspetti sociali: avventure, battaglie, conflitti) può affrontare qualunque argomento, purché l’autore sappia, alla fine, recuperare la rottura dell’equilibrio, parte essenziale della struttura narrativa e offrire soluzioni accettabili e perseguibili in modo da ripristinare la tranquillità, la correttezza e la sicurezza che a quell’età si cerca anche ascoltando la lettura di una storia.

I personaggi possono non avere età, ma di solito o sono buoni o sono cattivi (l’ambivalenza spaventa i piccoli), i protagonisti possono essere animali, oggetti, piante e fiori e possono fare ciò che nella vita reale non fanno. Le ambientazioni richiedono fantasia e originalità. Le case, le barche le scuole, devono essere come quelle di ogni giorno, ma mostrate nella loro potenziale capacità di trasformarsi, per incantesimi o magie in mondi spettacolari. Una buona storia per l’infanzia è quella che fa sentire protagonista indiscusso e insostituibile, proprio il lettore a cui la storia è indirizzata.

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