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Qual è la tua definizione di “successo letterario”?

obiettivi-di-uno-scrittoreNon c’è niente da fare, l’insoddisfazione è parte integrante della natura umana. Per quanto possiamo realizzare, vogliamo sempre di più. Questa attitudine ha anche un risvolto positivo, perché ci spinge continuamente ad andare avanti, a migliorare. Ma è anche importante essere in grado di apprezzare quello che abbiamo realizzato. Così, qualunque sia il campo in cui decidiamo di misurarci, è importante avere dei parametri personali coi quali misurare il proprio, diciamo così, “successo”.

Per quanto riguarda la scrittura, alcuni si concentrano maggiormente su aspetti concreti, come ad esempio il guadagno o le copie vendute, altri pensano che un’attività creativa debba dare principalmente una gratificazione intangibile. È giusto così: siamo persone diverse, con obiettivi diversi.

Per come la vedo io, le domande a cui è necessario dare una risposta sono fondamentalmente tre:

• Cosa intendi per “successo”? (Per un particolare libro e per la tua carriera di scrittore)

• Come pensi di misurarlo?

• Cosa ne vuoi fare? Qual è il punto focale del tuo lavoro?

Tenendo conto che nel corso del tempo i nostri obiettivi possono cambiare, voglio esaminare i principali scopi che uno scrittore indipendente di solito persegue.

1) Voglio realizzare qualcosa di concreto e stringere il mio libro fra le mani

Questo è probabilmente il punto da cui tutti partiamo, cioè il desiderio di portare a termine un progetto creando qualcosa di tangibile. Questa è anche la ragione per cui molti esordienti non possono comunque fare a meno di desiderare una copia stampata del proprio libro. Oggi, fra l’altro, con il print on demand non è necessario stampare centinaia di copie.

2) Voglio vedere il mio libro sugli scaffali delle librerie

Per molti di noi le librerie sono posti affascinanti in cui fare straordinarie scoperte. Mi ricordo che tempo fa, quando facevo un lavoro che non mi dava alcuna soddisfazione, entrare in libreria durante la pausa pranzo era come avere accesso a un universo parallelo. Non è strano, quindi, che vedere il proprio libro in una libreria sia il sogno di ogni scrittore. Per un autore indipendente, tuttavia, è sempre più difficile realizzarlo. Certo, si possono stringere accordi con librerie locali per mettere in vendita qualche copia, ma per quanto mi riguarda il gioco non vale la candela. Non faccio fatica ad ammettere che vedere un mio romanzo in libreria sarebbe anche il mio sogno – e che mi piacerebbe firmare un contratto con una casa editrice tradizionale – ma questo punto non fa più parte della mia personale definizione di successo.

3) Voglio trasmettere qualcosa a chi legge

Certo. È una cosa fantastica. Ma la domanda è: come fai a misurare una cosa del genere? Se vuoi raggiungere dei lettori, be’, basta mettere a disposizione il libro. Tuttavia, molti scrittori non si accontentano di questo. Quindi? Cosa vuol dire? Dieci recensioni a cinque stelle su Amazon? Una mail piena di complimenti da parte di qualche lettore sconosciuto? Un certo numero di copie vendute? Non so. Rimane una bella cosa. Ed è del tutto comprensibile. Ma mi pare un po’ aleatoria.

4) Voglio vendere 10mila copie

Questa è sicuramente una definizione migliore della precedente, quanto meno perché è misurabile e puoi sapere esattamente quando la raggiungi. Certo, dipende da molti fattori: a partire dal genere che scrivi, per arrivare al numero di libri che hai in vendita. È anche qualcosa che cambia col tempo. Quando ho pubblicato il mio primo libro, mi ero messa lo scopo di venderne mille copie. Poi, quando l’ho raggiunto, l’ho spostato a 10mila. E adesso che sto per superare le 100mila copie vendute, i miei obiettivi sono nuovamente cambiati.

5) Voglio vincere qualche premio letterario e ricevere il plauso della critica

Sebbene un autore indipendente possa avere riscontri del genere, la strada migliore per raggiungere questo tipo di obiettivo resta ancora quella dell’editoria tradizionale. Soprattutto per quanto riguarda le recensioni sui giornali.

6) Voglio vivere di scrittura

Anche in questo caso, è meglio essere il più possibile precisi. Quanto vuoi guadagnare con i tuoi libri? Io, nel 2009, mi sono messa lo scopo di lasciare il mio lavoro nel campo dell’informatica per dedicarmi a tempo pieno alla scrittura. Nel 2011 l’ho realizzato. Però guadagnavo un terzo di prima, per cui ho dovuto ridimensionare notevolmente il mio stile di vita. Ma l’ho fatto per uno scopo ben preciso: potermi dedicare a qualcosa che mi dava soddisfazione.

7) Voglio scrivere una serie di libri di cui alla fine essere orgoglioso

Questo è uno scopo che ti permetterà di affrontare le cose in maniera seria. Senza rischiare, ad esempio, di far uscire un libro privo di un editing professionale. O con una copertina palesemente amatoriale. Io cerco sempre di bilanciare questo punto con quello precedente. E devo dire che non è facile. Perché da una parte mi sento costretta a scrivere costantemente, dall’altra mi rendo conto che il processo della scrittura necessita di tempo.

Alla fine, comunque, il mio desiderio è quello di scrivere per il resto della mia vita, se tutto va bene per i prossimi cinquant’anni. Per cui cerco di avere una prospettiva a lungo termine. E voi?

Joanna Penn

What Is Your Definition of Success?, originariamente pubblicato su The Creative Penn

Traduzione a cura di Alberto Forni

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