Scrivere

Non temere di scrivere: autostima o abilità narrativa?

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Un po’ di entrambe, saggiamente dosate e certamente da comprendere e quantificare.

Le esperienze vissute e le capacità di descriverle sono strumenti essenziali per uno scrittore. Poiché l’autostima condiziona il valore che diamo a noi stessi, anche il modo e lo stile usati per raccontare hanno una valenza non sottovalutabile rispetto all’abilità narrativa.

Scrivere richiede fantasia e capacità di «vedere» creativamente, quindi anche solo attraverso il pensiero, ambientazioni e situazioni senza le quali il raccontare non avrebbe senso. La nostra capacità di cogliere i particolari delle situazioni, di comprendere e scrivere quelle emozioni e sensazioni che permetteranno al lettore di varcare il confine tra il nostro mondo e il suo, per crearne uno vivibile da entrambi, hanno un forte legame con quello che pensiamo di essere e di valere.

La paura che quanto scritto possa non essere apprezzato, non è diversa dalla paura di non essere all’altezza della situazione in un contesto pubblico. Ci sono persone abilissime a scrivere pagine e pagine di racconti e storie che quando viene proposto loro di pubblicarle, si bloccano, convinti che la loro creatività non sia degna di essere condivisa.

Insicurezza e un giudizio iper critico di sé, finiscono con l’avere la meglio. O peggio: bloccare lo scrittore ancora prima che abbia la possibilità di sperimentarsi in quella veste.

Credere in sé nella vita come nella scrittura rende liberi.

Purché, nel secondo caso, non si sia ostaggio della insana convinzione di poter essere narratori perfetti e si vada incontro alla critica del lettore senza per questo sentire minacciato il valore che diamo alla nostra creatività.

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