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“Nessuno potrà impedirmi di investire sul frutto della mia creatività”: Valerio Navangione e la sua esperienza con Youcanprint

valerio-navangioneIn molti attribuiscono al self-publishing un appellativo sgradito: “Vanity-press”. Io voglio (e posso) sconfessare chi, con troppa leggerezza, rilascia quest’affermazione. Il mio nome è Valerio Navangione e desidero raccontarvi la mia esperienza editoriale. Non posso dire di avere una vera e propria passione per la scrittura, ma la mia mente partorisce storie degne di essere ascoltate, o magari lette, da chi nei racconti cerca emozioni.

Sembra che i lettori mi riconoscano un talento anche nella stesura dei versi in rima, alcuni dei quali sono accreditati alla penna del protagonista del mio primo romanzo che, con il titolo “L’essenza”, è stato segnalato e premiato al concorso per inediti Ibiskos 2010, bandito dal Centro Culturale Empolese. Ho avuto la “fortuna” di sottoscrivere un contratto con una casa editrice che non mi richiedeva contributi, mi riconosceva buoni diritti ed una tiratura da favola, per un neofita della scrittura. L’editor professionista, del quale si avvale l’editore, rilasciava una scheda tecnica nella quale dichiarava che il racconto era interessante e la catarsi molto ben veicolata, mi riconosceva uno stile narrativo personale ed insostituibile, ma asseriva che i dialoghi risultavano falsi ed in alcuni punti, addirittura, fastidiosi.

L’editor, dall’alto della sua professionalità, non interfacciandosi con un autore esordiente, avrebbe provveduto alle opportune revisioni, secondo suo insindacabile giudizio. L’impresario ha messo alla prova tutta la mia vanità, dicendomi che l’avrebbe pubblicato solo se io avessi approvato l’editing del testo. Dovevo così scegliere se dare carta libera a qualcuno che avrebbe potuto snaturare un racconto al quale tenevo in modo particolare per motivi personali.

Riconosco che qualsiasi testo possa essere migliorato da un buon lavoro di editing, purché esso sia svolto in sinergia dall’editor e dall’autore. Ho deciso di non scendere a compromessi, ho risparmiato il lavoro al revisore e mi sono fatto rilasciare una liberatoria. La delusione è stata amara ma… superato un periodo di disillusione, nel quale avevo deciso di rinunciarci… ho scelto un titolo più appetibile ed una tag-line esplicativa: “L’altro lato – Il bello della vita… il marcio dell’esistenza…” e, grazie a Youcanprint, ne ho fatto un solidal-press (tutti i miei diritti sull’opera sono devoluti a favore dell’Associazione AIL Pescara onlus).

Certo, non ho venduto le 2.000 copie previste dal precedente contratto ma, con le mie sole forze, sono riuscito a piazzarne più di 200, versando nelle casse dell’Associazione diverse centinaia di euro… gocce di pioggia in un mare ma, del resto, non c’è mare senza una goccia ed io spero continui a piovere a lungo.

Quale sarebbe stata la vera scelta di vanità? Penso che tutto si possa dire, tranne che io abbia ceduto ad essa. Non posso negare che l’idea di una bella copertina con il mio nome era allettante… ma quanto inchiostro, tra le pagine, sarebbe stato di altri… Oggi ho un altro racconto che sto proponendo ad altre case editrici, ma quando mi ricapiterà quella “fortuna”? La verità è che gli editori credono molto di più alla notorietà degli autori, piuttosto che al valore dei loro scritti e se non sei un giornalista, un attore, un calciatore, un cabarettista, uno showman, è molto difficile destare interesse.

Notorietà vuol dire vendite e l’interesse dell’impresario non sempre sposa con quello dell’artista. “La scrittura, come musica, danza e scultura, è forma d’arte, ma né di note, movimenti o marmo è sua natura, solo inchiostro e carte” ed anche noi scrittori esordienti, nel nostro piccolo, siamo artisti pur se senza fama e gloria. Penso che, nella vita, sia importante perseguire i propri obiettivi, ancor più che raggiungerli. Meglio un esclamazione, o un imprecazione, che un punto interrogativo.

Potrà capitarvi, come nel mio caso, di ricevere lusinghieri complimenti da un famoso produttore cinematografico e, anche se non dovesse esserci un seguito, non dovrò chiedermi: “…e se ci avessi provato?”. Per fortuna c’è una piattaforma come la Youcanprint e, se nessuno dovesse credere nelle mie possibilità d’autore, comunque nessuno potrà impedirmi di credere in me stesso ed investire sul frutto della mia creatività artistica, autopubblicandomi.

Valerio Navangione


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